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Grado Giallo: successo per la 6° edizione. Il tema del 2014? La Paura

Grado, 6 ottobre 2013 – Numeri di successo per il festival Grado Giallo (VI edizione), che si è chiuso oggi nella cittadina balneare in provincia di Gorizia superando le 4.000 presenze registrate l’anno scorso. Buona affluenza, quindi, nelle quattro giornate, nonostante il tempo non proprio clemente, dall’anteprima del 3 ottobre fino al gran finale, con l’attore Cesare Bocci, celebre “Mimì Augello” nella serie televisiva del Commissario Montalbano. “La VI edizione ci rivela che questo festival sta crescendo – ha detto il presidente del Comitato scientifico Elvio Guagnini –, sia nel numero degli autori ospiti, sia come successo di pubblico”. Ha fatto centro il tema di quest’anno, “cioè il rapporto tra i generi del mistero e i mass media”, e si scaldano già i motori per la prossima edizione, che sarà dedicata al tema della “paura”, anticipa Guagnini. “Un argomento che coinvolgerà psicologi e psicoterapeuti e coloro che se ne occupano attraverso la scrittura – ha spiegato – e questo è anche un modo per esorcizzare la paura che è presente a tutti i livelli, mondiale e locale, e riguarda sia gli episodi di cronaca quotidiana, spesso intessuti di violenza, sia i fatti di politica internazionale, come guerre e conflitti”. Si ripeterà il prossimo anno il workshop di crime writing, tenuto per la prima volta quest’anno dagli esperti Simone Montaldo, Alessandro Gamba e Armando Palmegiani, che ha avuto molto successo. Nella VII edizione in programma anche il terzo Premio letterario nazionale Grado Giallo, voluto dal festival e realizzato in collaborazione e con il coordinamento di Franco Forte, direttore editoriale delle collane Mondadori diffuse nelle edicole. Il riconoscimento è stato vinto quest’anno da Alessandro Mezzena Lona con il racconto inedito “Non credere ai santi”, pubblicato all’interno dell’ultimo giallo Mondadori, “L’odore del peccato” di Andrea Franco (Premio Tedeschi 2013). “Il Premio Grado Giallo 2013 ha registrato una grande partecipazione – ha commentato Franco Forte, direttore editoriale delle collane Mondadori in edicola –, con oltre 50 opere in concorso, tutte di buon livello, tanto che il lavoro della giuria è stato abbastanza complesso”.
Soddisfatto anche il Comune di Grado, che promuove la rassegna con convinzione, sostenuto da Turismo Fvg e Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Flavia Moimas, responsabile del Servizio Cultura del Comune di Grado, ha sottolineato come siano andati molto bene “i momenti di spettacolo e intrattenimento, come le proiezioni cinematografiche, la sfilata dark, le tante iniziative dedicate ai bambini, con l’associazione La Signora delle Fiabe e Damatrà”. Gettonatissime, come sempre, le “cene con delitto”, che torneranno ovviamente anche nella prossima edizione, e la cena dei misteri per i bambini. Tante, a Grado, le vetrine dei negozi allestite in giallo.
La giornata di oggi si è aperta con l’approfondimento dedicato a “Crimini a Nordest”, nel quale sono intervenuti gli autori Mah Aissata Fofana, Gianluigi Porazzi, Marco Giovanetti, Sabrina Gregori, Nicola Skert. Uno dei lati più oscuri del Nordest è rappresentato, infatti, dal gruppo di scrittori del movimento Sugarpulp Udine, fondato da Porazzi (“Nemmeno il tempo di sognare”, ed. Marsilio) e Skert, che di recente è uscito con il “meteo horror” “Hitorizumo” (Minerva Edizioni). “Sicuramente il Nordest è un territorio molto fecondo per la letteratura gialla, nera o thriller – ha detto Porazzi – e per certi aspetti vergine, che si presta molto a questo genere di storie”. “Il noir alza il tappeto della società facendo vedere che cosa c’è sotto – ha detto Skert -, e sotto il tappeto del Friuli Venezia Giulia c’è ormai lo stesso malaffare che si incontra anche in altre realtà metropolitane. Non siamo più un’isola felice”.
Nel pomeriggio, sul tema “Il Mistero nei media ieri e oggi” è intervenuto Biagio Proietti, e poi Diego Zandel ha parlato del suo romanzo “Massacro per un presidente” (rieditato nel 2012). Proietti, sceneggiatore attivo sulla scena italiana dagli anni Settanta, ha rilevato che “il giallo e il mystery della tv nostrana fino al 2000 hanno avuto uno straordinario successo di pubblico, in quanto offrivano per la prima volta sul piccolo schermo la possibilità di approfondire situazioni vere e temi scottanti della società. Oggi – ha constatato – questo giallo non si fa più, e in tivù si vedono solo piccoli polizieschi convenzionali”.
A seguire, un incontro con gli autori Alberto Custerlina e Veit Heinichen, che hanno presentato le loro ultime novità editoriali, rispettivamente“All’ombra dell’Impero. Il segreto del Mandylion” (Baldini & Castoldi) e “Im Eigenen Shatten” (. E poi l’attesissimo appuntamento conclusivo del Festival, un incontro nel segno della tivù: Andrea Camilleri e le indagini del Commissario Montalbano, con l’attore Cesare Bocci (il Mimì Augello della fiction Il Commissario Montalbano). “La serie di Montalbano – ha esordito Bocci – che prosegue da 15 anni, è stata la prima ad essere esportata in 62 Paesi del mondo. Non era mai successo – ha precisato – che un prodotto italiano fosse trasmesso alla BBC. E, sembra incredibile, ma persino i lord britannici si ritrovano ogni venerdì nei loro circoli per vedere l’ultima puntata del commissario siciliano”. Quindi la tivù italiana ha speranza di crescere? “Sì, ma solo se si faranno produzioni con ingredienti di altissima qualità – ha risposto Bocci -, e se nel settore pubblico, come nel privato, si riaffermeranno i principi della responsabilità e del merito”.

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