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Graphistudio esagerata: sei gol al Torino

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Partita dominata per lunghi tratti, ma troppe disattenzioni. Finisce 6-4 per le friulaneTORINO – La Graphistudio Tavagnacco torna al successo andando a vincere in casa del Torino con uno scoppiettante 6-4. Mattatrice dell’incontro Paola Brumana, autrice di una splendida cinquina. Partita dominata dalle friulane che devono però riflettere sui cali di concentrazione avuti nel corso della partita e che potevano costare molto caro. Avvio di gara tutto di marca gialloblu. Al 7’ un bel cross dalla destra trova Camporese pronta alla battuta a rete che trafigge Serafino: 0-1. E’ un monologo delle ragazze di mister Bearzi che sfiorano la rete con Brumana e Mauro nell’arco di due minuti e trovano il raddoppio all’11’: Milenkovic pesca Brumana in area di rigore e il numero sette non ha difficoltà a piazzare la sfera in fondo al sacco. La Graphistudio insiste e, dopo tre minuti, cala il tris. Azione sulla fascia di Zorri che mette dentro una palla d’oro per Brumana che spiazza Serafino. Il 3-0 dovrebbe spegnere ogni velleità delle granata, ma le friulane allentano la presa ed il Toro ne approfitta: al 27’ Sodino indovina l’angolo alla destra di Marcutti e due minuti dopo, sugli sviluppi di un corner, è Bonansea a trovare la deviazione vincente che riapre il match. La Graphistudio traballa per qualche minuto, ma poi ritrova il bandolo della matassa e colpisce ancora: siamo agli sgoccioli della prima frazione di gara quando Brumana realizza il 2-4 con cui si chiude il primo tempo. La ripresa si apre sotto i migliori auspici per le friulane che dopo soli 21’’ fanno ancora centro con la solita Brumana che sorprende la difesa avversaria e fissa il punteggio sul 2-5. Ma Torino e Tavagnacco vogliono regalare ancora emozioni. Al 72’ Moretti accorcia le distanze con un preciso rasoterra e in pieno recupero Giorgis sorprende la difesa friulana riaccendendo le speranze delle padrone di casa. Ci pensa una scatenata Paola Brumana a mettere la parola fine all’incontro, ribadendo in gol in tiro-cross di Zorri finito sul palo.Fonte: Marco Piva 

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