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Grave attore a Pisa: giovane diplomato ad accademia di Udine

sipario teatro
Raphael Schumacher, l’attore di 27 anni, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Pisa per lo strangolamento subito durante una rappresentazione teatrale dove metteva in scena un’impiccagione, si è diplomato nel giugno scorso all’accademia civica di arte drammatica ‘Nico Pepe’ di Udine.

Il giovane, originario della provincia di Varese e residente a Brunate (Como), partecipava a uno show collettivo del teatro Lux intitolato ‘Miraggi’. Su fb lo spettacolo di ieri sera veniva definito non come qualcosa da guardare, ma “da vivere, il Teatro Lux sarà un contenitore di storie, fantasmi, risate, paure, cibo e liquori”. Schumacher presentava un ‘ quadro’ cosiddetto frontale, ovvero dove ogni singolo spettatore assisteva alla sua rappresentazione attraversando, come in un viaggio ideale, i sei allestimenti previsti nella serata. L’impiccagione che portava in scena era già stata vista da un altro spettatore che però non aveva ravvisato alcun problema, qualche minuto dopo la ragazza che lo seguiva si è accorta del dramma in atto. Il giovane attore lombardo aveva frequentato per tre anni i corsi professionali della ‘Nico Pepe’ di Udine diretta da Claudio De Maglio.

La giovane neolaureata in Medicina ha capito subito che quello davanti a lei non era un attore impegnato in una rappresentazione teatrale, bensì qualcosa di molto più grave. Il volto era coperto da una maschera, ma il corpo tremante non lasciava spazio a dubbi: il giovane era vivo, ma in una situazione di soffocamento. Ha dato l’allarme, ha adagiato il corpo a terra e ha chiamato il 118 che ha immediatamente trasferito il ragazzo già privo di coscienza in ospedale. Questo è quanto la donna avrebbe riferito agli investigatori. La spettatrice che ha dato l’allarme è stata sentita a lungo dagli inquirenti ma ancora non è possibile stabilire con certezza se si sia trattato di un tragico incidente o se invece sia stato un tentato suicidio. Il pm Giancarlo Dominjanni nel pomeriggio ha fatto un breve sopralluogo nella struttura, posta sotto sequestro, ma alla fine ha ribadito che “le ipotesi sono ancora tutte aperte e che non vi sono elementi per propendere per l’una o l’altra”.

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