Guidolin: col Napoli sfida difficile

guidolin“Concordate con me che la sfida con il Napoli sarà molto difficile per noi. Ciò la dice lunga sulla forza dei partenopei”: così oggi Francesco Guidolin, rivolgendosi ai giornalisti, ha introdotto la gara di domani al Friuli contro la squadra di Mazzarri. “Già lo scorso anno – ha proseguito Guidolin – mi avevano fatto notevole impressione. Quest’anno sono ancora più forti. E’ una squadra tonica, ha qualità, i suoi giocatori hanno anche gambe e fuori casa hanno uno score notevole. Speriamo però che anche le nostre armi siano ben affilate per poter fare bene nel rispetto del nostro potenziale; soprattutto ci dovrà essere convinzione, intensità, cattiveria agonistica, concretezza”. Per certi versi la sfida di domani con i partenopei ricorda quella con il Palermo, temuto alla vigilia e poi battuto, anche perché i bianconeri seppero imprimere ritmi forsennati. “Napoli e Palermo – ha detto Guidolin – si equivalgono come spessore e come potenziale, ma hanno caratteristiche diverse. Il ritmo elevato serve, comunque, sempre. Le mie squadre hanno sempre agito in velocità ma non basta avere ritmo alto nelle gambe, serve averlo anche in testa, dobbiamo sapere immediatamente quale giocata dovrà essere attuata”. Guidolin si è soffermato sull’attacco del Napoli: “Non è affatto male, Lavezzi l’ho avuto ai miei ordini nel luglio del 2005 con il Genoa. Era giovane ma già si intuiva il suo grande valore. Cavani è stato un grande acquisto del Palermo. Sin dai primi allenamenti, quando aveva 18 anni, aveva dato un saggio delle sue possibilità, poi è sempre cresciuto e ora è giocatore da almeno venti gol in campionato”. Il tecnico non ha infine voluto commentare le voci di mercato che in questo periodo coinvolgono alcuni bianconeri, che a gennaio potrebbero cambiare aria. “Il mio pensiero non va oltre la sfida con il Napoli – ha sostenuto – e poi siamo a novembre, nemmeno prendo in considerazione talune notizie. Dico solo che il gruppo a mia disposizione è a posto sotto tutti i punti di vista; c’é solidarietà tra i ragazzi, senso del dovere e volontà di ascoltare il loro allenatore”.

FoANSA)

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