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Honsell sulla questione AMGA: il centrodesta non ha capito che il mondo è cambiato

“Il centrodestra in consiglio comunale, per farsi un po’ di pubblicità, non trova di meglio che pretendere di sbattere la porta in faccia a Hera prima ancora che Hera faccia l’offerta, senza rendersi conto che questo rischia di essere svantaggioso per Amga. Il centro destra evidentemente non ha capito che il mondo è cambiato e che mentre un tempo l’Amga era una multiutility, ovvero gestiva l’acqua, l’illuminazione pubblica, il riscaldamento comunale, le reti e riceveva direttamente l’incarico dal Come, oggi tutti questi contratti sono soggetti a gare europee in particolare quelli del 2015 per la gestione del gas”.
Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, risponde al leader del centro destra in consiglio comunale, Adriano Ioan, che nel corso di una conferenza stampa convocata oggi, 5 ottobre, ha denunciato il rischio di “perdere l’autonomia di Amga”. Il riferimento è alla lettera di intenti sottoscritta dal Comune di Udine e da Hera spa per lo sviluppo di un progetto di aggregazione tra Amga e il gruppo Hera.
“Qualunque ragionamento – prosegue Honsell – non si può più fare sulla base di quello che Amga era in passato. Il mondo è cambiato. Il ruolo di Amga non è più quello di una municipalizzata. Una misura di come sia cambiato il mondo sta nel fatto che gli utili del 2012, scritti nel bilancio 2013, sono stati di 650 mila euro. Appena il 20% rispetto a quanto dichiara erroneamente Ioan. Quelli del 2011, a bilancio nel 2012, sono stati invece di 1,3 milioni. Comunque, ripeto, l’aspetto fondamentale non è tanto quello di pensare all’utile, ma difendere i posti di lavoro”.
Per quanto riguarda la lettera d’intenti il sindaco precisa ancora che “ci troviamo di fronte a una società, Hera, che ha dimostrato la propria disponibilità a fare un’offerta. Nostro dovere è quello di ascoltarla e non di sbatterle la porta in faccia. L’ascolto è sempre stata la strategia seguita in questi anni. Se questa operazione poi non dovesse essere vantaggiosa, non solo per il Comune, ma per l’intera comunità, allora la rifiuteremo. Qualunque offerta va valutata e misurata sui posti di lavoro che può creare e su quelli esistenti che deve mantenere. Se accadrà questo vorrà dire che l’offerta di Hera è una buona offerta. Quando, dunque, saranno presentate le proposte – conclude il primo cittadino – avremo tutto il tempo per ragionare, nelle sedi deputate, qual’è il Consiglio comunale, in modo franco e chiaro e vedremo tutti assieme il da farsi”.

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