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Ideal Standard: sciopero il 15 luglio

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“Ideal Standard si prepara a licenziare unilateralmente 450 lavoratori chiudendo lo stabilimento di Orcenico a Pordenone dopo un anno di vertenza e ben tre accordi al Mise in cui la direzione della multinazionale aveva accettato la cassa integrazione in deroga e sottoscritto una serie di impegni per la cessione ad altri della attività industriale. Questo è il risultato di una posizione irresponsabile che il gruppo ha tenuto al tavolo convocato al Ministro dello Sviluppo economico per la ricerca di soluzioni riguardante lo stabilimento friulano”. Lo afferma una nota congiunta delle segreterie Cgil Nazionale e regionale Friuli Venezia Giulia. “Nonostante tutti i tentativi messi in campo dal Ministero e dalla Regione Fvg – prosegue la nota – l’azienda si è dimostrata irremovibile nella sua posizione di totale indisponibilità a procedere nella richiesta di cassa integrazione per evitare i licenziamenti e di messa a disposizione di una parte dello stabilimento per favorire una possibile reindustrializzazione e per questa via salvaguardare almeno una parte dell’occupazione”. Per la Cgil “è inaccettabile che il gruppo, che rappresenta una quota importante nella produzione di ceramica sanitaria in Italia, possa tranquillamente infischiarsene dei patti sottoscritti non solo con chi rappresenta i lavoratori ma con le istituzioni tutte, le comunità locali e lo Stato Italiano. La vicenda pone una questione che va al di là del contesto locale: è infatti necessario immaginare strumenti che consentano di evitare che da parte di alcune multinazionali il territorio venga considerato come puro terreno di conquista e abbandonato quando genera minori profitti”. Il sindacato guidato da Susanna Camusso fa infine sapere che “sosterrà con tutte le proprie strutture la decisione unitaria di coinvolgere tutti i lavoratori del gruppo con una iniziativa di sciopero che si terrà nella giornata di martedi 15 luglio”.

Debora Serracchiani
“Abbiamo compiuto ogni sforzo, assieme al Governo, per tenere aperto il dialogo, pur di fronte a un atteggiamento dell’azienda che continua a essere inaccettabile”. Lo ha detto la presidente del Fvg, Debora Serracchiani, che ha partecipato oggi a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, al tavolo con la proprietà e le parti sociali sulla crisi dell’Ideal Standard di Orcenico di Pordenone. “Nell’incontro – prosegue Serracchiani – abbiamo riconfermato l’impegno delle istituzioni che ha permesso di inserire Ideal Standard nella ‘short list’ del Ministero del Lavoro per ottenere la cassa integrazione in deroga per otto mesi, fino a settembre e poi eventualmente fino a dicembre, in modo da creare davvero le condizioni per dare continuità produttiva allo stabilimento. Anche i lavoratori hanno dimostrato grande serietà e senso di responsabilità, confermando che in ogni caso costituiranno una cooperativa, chiedendo ufficialmente di poter utilizzare lo stabilimento. Ci sono dunque le condizioni per andare avanti, per tentare una soluzione che avrà il pieno sostegno dell’Amministrazione regionale. Per questo abbiamo oggi rinnovato a Ideal Standard l’invito a richiedere la cassa integrazione in deroga. Quel che è certo è che continueremo a essere a fianco dei lavoratori per dare un futuro a Orcenico”, ha concluso Serracchiani.

Francesca Papais
“Oggi abbiamo chiesto a Ideal Standard la possibilità di garantire un futuro ai lavoratori e a un territorio che ingiustamente viene messo in ginocchio da decisioni assunte da irresponsabili. Hanno tradito anche questa disponibilità, sottoscritta il 22 maggio presso il ministero del governo italiano comunicando di non voler più cedere lo stabilimento e gli impianti come invece avevano dichiarato”. Lo afferma il sindaco di Zoppola (Pordenone), Francesca Papais, commentando l’esito della riunione al Mise. “Il territorio di Zoppola deve ospitare una cattedrale nel deserto? – chiede Papais – Credo che Ideal Standard dovrebbe lasciare al territorio e ai lavoratori almeno lo stabilimento e gli impianti come risarcimento per i gravi danni che hanno provocato. Vogliamo solo guardare al futuro con dignità e rispetto per i lavoratori e le future generazioni”

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