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Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia

Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, data riconosciuta dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite dal 2004 per la lotta contro le violenze e le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e l’identità di genere. 

Quest’anno la data risulta ancora più significativa, trattandosi del trentesimo anniversario dalla decisione di rimuovere l’omosessualità dal manuale dei disturbi mentali dell’OMS (così come il 18 maggio sarà soltanto il terzo anniversario della depatologizzazione della transessualità).  

Questo 17 maggio 2020, causa la pandemia, non possiamo nemmeno pretendere visibilità nelle strade, come accadeva con il Rainbow Village (rimandato nella speranza che si possa fare in un futuro vicino): ci rimane soltanto il mondo virtuale. Ed è per questo che le associazioni LGBTI+ della Regione FVG hanno deciso di offrire una ricca rassegna condivisa di dirette online per la giornata del 17 maggio 2020. Programma in allegato

In ragione di questa ricorrenza, l’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali ha pubblicato, lo scorso 13 maggio, l’European LGBTI Survey 2020, una ricerca realizzata nel 2019 a cui ha partecipato un campione di circa 140 mila persone LGBTI+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali) provenienti da 30 diversi paesi. Detta ricerca ha apportato dati molto esemplificativi sulla situazione italiana: malgrado negli ultimi anni ci siano stati degli sviluppi positivi in ambito legislativo, l’Italia ancora presenta un clima sociale che contribuisce a non far sentire le persone LGBTI+ al sicuro, come confermano i dati del sondaggio. 

In Italia, il 62% delle persone LGBTI+ afferma di non dichiarare apertamente mai o quasi mai il proprio orientamento sessuale (la media dei paesi UE è pari al 61%, ma la ricerca precisa come sia importante sottolineare che le medie nascondono enormi differenze tra paesi); il 23% dichiara di farlo abbastanza e solo il 15 per cento di farlo sempre. Questo significa che, in Italia, più di una persona LGBTI+ su due non fa mai o quasi mai coming out. Il 38% delle persone LGBTI+ intervistate in Italia dichiara di evitare di tenere per mano il o la partner dello stesso genere in pubblico, per paura di molestie o aggressioni. Dalla ricerca risulta infine che in Italia il 30% delle persone LGBTI+ eviti spesso o sempre determinati luoghi per paura di aggressioni (la media UE è pari al 33%). Per quanto riguarda le discriminazioni, il 23% si è sentito o sentita discriminata al lavoro nell’anno precedente all’indagine (la media UE è del 21%). Il 32%, in Italia, afferma di essere stato molestato o molestata l’anno antecedente l’indagine (la media UE è del 38%) e l’8% dice di aver subito aggressioni nei 5 anni precedenti all’indagine (la media UE è dell’11%). Solo il 16% si è rivolto alla polizia per denunciare l’accaduto (la media è bassa ovunque nell’Unione Europea: 14%).

Questi dati vengono supportati dai risultati dell’indagine Hate Crimes No More Italy, condotta dal Centro Risorse LGBTI con il supporto del Comune di Bologna nell’ambito del Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTI+ nella città di Bologna, e del programma “Creating Opportunities” di Ilga Europe. Da giugno a dicembre 2019 il Centro Risorse LGBTI ha raccolto 672 segnalazioni di crimini d’odio o altri atti motivati da odio omolesbobitransfobico in tutto il territorio nazionale, tramite un questionario anonimo online diffuso sui social network. L’indagine delinea un diffuso clima di odio nei confronti delle persone LGBTI+ in Italia: le persone intervistate riferiscono, nella maggior parte dei casi, di aver subito ingiurie, insulti o minacce, perpetrate nei luoghi pubblici, spesso da branchi, o in famiglia. Tre su quattro non denunciano per mancanza di fiducia nelle istituzioni o per paura.

Non per niente l’Italia continua a scendere posizioni nel ranking dell’Annual Review of the Human Rights Situation of Lesbian, Gay, Bisexual, Trans, and Intersex People in Europe elaborato da ILGA Europe: mentre l’anno scorso occupava la 34esima posizione su 49, quest’anno scende alla 35esima. 

Questi dati evidenziano la necessità di una legge contro l’omolesbobitransfobia capace di fermare le costanti istigazioni all’odio che legittimano la violenza verso le persone LGBTI+. Per questo scopo non basta con sancire queste forme di violenza se queste sanzioni non sono accompagnate da azioni specifiche integrate a tutti livelli, dalla scuola alla formazione delle forze dell’ordine, che contrastino in maniera efficace ed effettiva l’intolleranza e il pregiudizio.

Mentre sul piano nazionale attendiamo l’arrivo alla Camera del ddl contro l’omotransfobia (in attesa di conoscere il testo), slittato a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ma confermato lo scorso mercoledì per il prossimo mese di luglio, a livello territoriale troviamo soltanto un silenzio complice di questa forma di violenza. A  distanza di 10 anni dei manifesti del bacio, che crearono una grande polemica sul nostro territorio, obbligando le persone a confrontarsi con i propri pregiudizi silenziati, tanti piccoli passi sono stati fatti da allora. Parte di questi piccoli passi, però, è stata cancellata e invisibilizzata negli ultimi anni a livello istituzionale (uscita dalla Rete Ready, cancellazione dell’identità alias nel Comune di Udine, abrogazione del finanziamento regionale al progetto A Scuola per Conoscerci, silenziamento dei nostri temi nelle commissioni pari opportunità…), accusando la nostra lotta di essere ideologica, cioè negando che esistano delle discriminazioni obbiettive nei nostri confronti. Invisibili, adesso ci troviamo davanti ad un silenzio voluto e cercato. Un silenzio complice verso le discriminazioni e violenze che subiamo quotidianamente, come evidenziano i risultati delle inchieste. Questo 17 maggio 2020, causa la pandemia, non possiamo nemmeno pretendere visibilità nelle strade, come accadeva con il Rainbow Village (rimandato nella speranza che si possa fare in un futuro vicino): ci rimane soltanto il mondo virtuale. Ed è per questo che le associazioni LGBTI+ della Regione FVG hanno deciso di offrire una ricca rassegna condivisa di dirette online per la giornata del 17 maggio 2020. 

16:30-17:00 LE FAMIGLIE SONO TUTTE UGUALI. I DIRITTI NO
a cura di Famiglie Arcobaleno FVG. Diretta Facebook su
@famigliearcobalenointriveneto
17:05-17:35 AGEDO UDINE. UN ANNO DI NOI
a cura di Agedo Udine. Diretta Facebook su @agedoudine
17:40-18:10 17 MAGGIO 1990-2020: 30 ANNI DI DIRITTI NEGATI
a cura di Arcigay Arcobaleno Trieste Gorizia. Diretta Instagram su @arcigaytrieste
18:10-18:40 11 ANNI DI IMPEGNO NELLE SCUOLE PER GLI/LE STUDENT* LGBTQI+
a cura di A Scuola per Conoscerci. Diretta Instagram su @ascuolaperconoscerci
18:45-20:00 BIFOBIA, LA GRANDE DIMENTICATA
a cura di ArcigayFriuli con Andrea Pennasilico e Liliana Guadagni di Orgoglio Bisessuale
Diretta Instagram su @arcigay.friuli
20:05-20:55 BULLISMO: L’ALTRA FACCIA DELL’OMO-LESBO-BI-TRANSFOBIA
a cura di Alfi Lune. Diretta Facebook su @lune-lesbichedelnordest
21:00-23:00 SÌ, FAVOLOSAH SIGNORA
adattamento online del gioco di ruolo “Sì, oscuro signore”
a cura di Associazione Universitaria Iris
Eventi su prenotazione scrivendo al contatto Skype (live:.cid.6d7f4463d1c916aa)
o eventualmente su [email protected]

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