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Il diritto alla vita a Vieni via con me: da Eluana Englaro a Mina Welby. VIDEO

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Se la settimana scorsa Fazio e Saviano hanno superato il Grande Fratello nella gara degli ascolti, il successo della seconda puntata andata in onda ieri sera ha dello straordinario. Ben 9 milioni di italiani sono rimasti incollati alla tv mentre Roberto Saviano racconta di Mina e Piero Welby, della loro storia e della decisione dell’eutanasia. Dalle parole di Saviano si percepisce l’amore che i due coniugi hanno condiviso per tutta la vita e anche oltre, quando la vita non era più vita. “Non c’è un uomo che concepisce solo la vita come qualcosa che deve andare sempre bene – spiega il giornalista parlando del percorso che ha portato poi alla decisione finale -. Piero Welby ha paura della morte e non si sarebbe mai suicidato, ma quella non era più vita”. E per un attimo ci tornano alla mente gli appelli che Piero dal suo letto inviava ai giornali e alle autorità: quella non era più vita.

Accanto a Welby c’è sempre stata la moglie, Wilhelmine Schett detta Mina, una donna forte e attiva che ha sempre cercato di convincere Piero a trovare una soluzione fuori dall’Italia. Gli propose di andare in Svizzera, dove l’eutanasia è una pratica legale ed accettata, ma lui si è sempre rifiutato: “Ha agito nel diritto cioè nella possibilità di scegliere – continua Saviano -, perchè il suo obiettivo non era risolvere una questione personale ma creare la possibilità di scelta. Vuole che non ci sia l’accanimento terapeutico, che non si impedisca alla morte di venire”.

Il giornalista ricorda anche la vicenda di Eluana Englaro in cui suo padre Peppino si rivolge alla Costituzione per avere il diritto di scegliere. Quello che maggiormente ha diviso l’opinione pubblica è il fatto che un essere umano attaccato ad una macchina non può dirsi in vita. “Quella non è più vita – afferma Saviano -. C’è un episodio che mi ha raccontato la moglie Mina che mi ha lasciato senza parole. Piero un giorno le chiese ‘sono stato bene con te, e tu?’. E lei rispose: ‘sono stata felice”. Una donna che ha vissuto per stare accanto al suo uomo, che gli ha assicurato la migliore delle condizioni e che ha lottato con la forza che lui gli infondeva per vedere affermati i suoi diritti. Lei che ha creduto nel loro matrimonio fin dall’inizio, ha dovuto poi sopportare il dolore di vedere negati a Piero i funerali cristiani perchè in una nota da Roma non gli viene riconosciuta la benedizione, dal momento che aveva sempre reso pubblica la sua volontà a porre fine alla sua vita. Un altro dolore per lei ma anche per l’anima di Piero che aveva vissuto una vita nella fede cattolica.

E poi c’è Eluana, questa donna che nelle foto è così diversa dalle immagini rimandate dai tg. Bella, solare e allegra e poi ridotta all’ombra di se stessa. I 5 amici che possono dire di averla conosciuta veramente hanno dato di lei delle definizioni che Fabio Fazio ha letto durante l’intervento del padre, Peppino Englaro. Eluana “era una persona che dava tutto per tutti”; “colpiva fin dal primo momento solo col modo di presentarsi”; “solare, indipendente, decisa, disponibile, poliedrica, legata alla mamma da un rapporto unico e stretto”; e poi ancora “era tanto bella fuori quanto bella dentro” e in conclusione “la cosa che colpiva di Eluana era il suo modo di guardare gli amici, ma anche le persone che incontrava per la prima volta: dava l’impressione di aver colto la bellezza nascosta nell’animo umano”. Una donna che aveva dato alla sua vita quel valore di gioia che la malattia le aveva rubato. Quella intrappolata nel letto non era più Eluana, quella non era più la sua vita. Il diritto di scegliere è il diritto alla vita come merita di essere vissuta.

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