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gelato artigianale

Cogel-Confcommercio: “Il gelato artigianale è salvo” Anche quest’anno i consumatori potranno gustare il vero gelato artigianale prodotto con il latte proveniente direttamente dalle stalle. La conferma arriva dal presidente Cogel-Confcommercio Udine Giancarlo Timballo. “A salvare l’alimento più amato dagli italiani – spiega Timballo –, soprattutto d’estate, è stata una nota del dipartimento per la sanità pubblica del ministero della Salute”. Il documento consente, infatti, l’acquisto del latte non pastorizzato da impiegare nel gelato, purché il trattamento termico venga poi effettuato dalla stessa impresa di produzione. Il rifornimento di latte “crudo” direttamente dall’azienda agricola permette ai gelatieri di selezionare attentamente la qualità di una delle principali materie prime, garantendo una qualità elevata del prodotto lavorato. “In questo modo – commenta ancora Timballo – viene garantita l’eccellenza del gelato prodotto in proprio con alimenti freschi e di prima scelta, salvaguardando la salute dei consumatori. Senza dimenticare che molte gelaterie di Confcommercio utilizzano il latte crudo di pezzata rossa di una stalla friulana, latte tra l’altro usato dalle squadre che hanno partecipato alla Coppa del mondo organizzata a Rimini da Confcommercio Udine”. E’ una battaglia vinta, aggiunge Timballo, che era iniziata da mesi. Nel gennaio scorso, in occasione del Salone internazionale Sigep, in un recinto appositamente allestito, una mucca era stata munta dal suo allevatore per fornire il latte necessario alla produzione di uno straordinario gelato al fiordilatte: “In questo modo i gelatieri italiani hanno ribadito la valorizzazione delle materie prime pregiate con cui realizzano il loro prodotto e la promozione a livello internazionale della filiera che lavora al servizio del gelato artigianale italiano”. Nel provvedimento “salva-freschezza” è ribadito l’obbligo di riconoscimento delle imprese alimentari che producono gelati da latte crudo immesso in commercio senza trattamento termico. In particolare, secondo quanto previsto dal provvedimento del direttore generale, Silvio Borrello, la registrazione è consentita qualora le imprese di produzione del gelato, anche quando si riforniscono direttamente dalle aziende agricole, sottopongano poi il latte, prima della lavorazione, ad un trattamento termico (alta/bassa pastorizzazione) e riforniscano direttamente il consumatore finale e/o dettaglianti locali.

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