Il Togo gioca; l’Udinese chiede indietro Asamoah

asamoaLa nazionale del Togo, vittima di un assalto al bus in occasione della Coppa d’Africa in Angola che ha causato tre vittime avrebbe deciso di partecipare alla competizione che dovrebbe prendere il via questa sera. Intanto l’Udinese ha formalmente chiesto il rientro di Asamoah impegnato nella manifestazione con la sua nazionaleIl centrocampista togolese Dossevi, in forza al Nantes avrebbe dichiarato a un agenzia di stampa internazionale  che ”In memoria delle vittime, la squadra ha deciso di partecipare alla Coppa d’Africa. Siamo profondamente scossi: non e’ piu’ una festa, ma vogliamo mostrare i nostri colori e il nostro valore”. ”E’ una decisone presa quasi all’unanimita’ dal gruppo, che si e’ riunito in nottata per decidere, dopo le rassicurazioni del governo angolano. Siamo delusi dal comportamento della Caf – ha aggiunto il giocatore -, che guardando soltanto ai suoi interessi non ha concesso un rinvio al nostro match d’esordio, nemmeno per il tempo necessario a seppellire i nostri morti”.

Nel frattempo l’Udinese ha intrapreso le vie ufficiali per chiedere il rientro del centrocampista Aasmoah facendone ufficiale richiesta alla federazione ghanese e alla FIFA. Secondo quanto comunicato sul sito della società bianconera “Vi è da sottolineare inoltre che la situazione generale – già di per sé molto preoccupante – è resa ancor più pericolosa per la Nazionale ghanese giocando la stessa nel medesimo girone del Togo e conseguentemente nei luoghi dove è avvenuto il vile e gravissimo attacco agli atleti togolesi.”

Il Ghana infatti dovrebbe esordire lì11 gennaio proprio contro il Togo nello stadio Chimandela di Cabinda dove disputerà anche il secondo match del girone di qualificazione, il prossimo 15 gennaio contro la Costa d’Avorio

L’assalto al bus togolese è stato rivendicato  dal Fronte armato di liberazione nazionale (Flec), gruppo armato indipendentista cabindese. L’Angola lotta da 30 anni contro vari gruppi indipendentisti della zona dopo che nel 1975 proprio il Flec aveva dichiarato l’indipendenza della zona per poi cedere alla riconquista da parte dell’Angola. Nel 2006 era satto raggiunto un accordo per una situazione pacifica interrotta con l’incredibile assalto al bus togolese

Secondo quanto riportato dall’Ansa L’agguato ha avuto una dinamica da film di guerra. L’ha raccontata, tra gli altri, il centrocampista dell’Aston Villa Mustafa Salifou. Le raffiche di mitra hanno investito il mezzo mentre percorreva la strada fra Bicongolo e Chiculu, “appena 15 minuti dopo che eravamo entrati in Angola”. La squadra viaggiava in pullman proveniente dal ritiro in Congo. “Il bus è finito sotto il fuoco pesante dei ribelli – ha detto Salifou – L’autista del pullman è stato colpito ed è morto sul colpo. Così ci siamo ritrovati fermi in mezzo alla strada, senza alcun posto in cui andare. Quelli della sicurezza erano in altre due vetture. Erano una decina in tutto ed hanno risposto al fuoco. Ci hanno salvato la vita, La sparatoria è durata una mezz’ora e potevo sentire le pallottole fischiare attorno a me”. Nonostante le terribile testimonianze, il governo angolano ha provato fino all’ultimo a sostenere che la nazionale del Togo sarebbe rimasta in gara. Eppure la star del calcio togolese, Adebayor, era già stato richiamato in Europa dal suo club inglese. E questo era un segnale chiaro. In serata, la decisione di Lomé. E monta ora la polemica per la scelta di far disputare sette partite della Coppa d’Africa in Cabinda. Per l’Angola doveva essere un modo per dimostrare al mondo di avere il pieno controllo sulla regione. Mezz’ora di fuoco su una delegazione di uomini di sport ha dimostrato che non era vero.

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