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Imprese artigiane in FVG: previsto calo fatturato del 25% in marzo

Pagano un prezzo pesante all’emergenza Coronavirus gli artigiani e le micro e piccole imprese delle regioni del Nord Italia: il 70% di questi è stato investito dagli effetti dell’emergenza e prevede a marzo un calo del 25% del fatturato con una flessione massima del 30% in Lombardia. Stando a questi primi dati, figli di un sondaggio condotto negli ultimi quattro giorni da Confartigianato nazionale tra i piccoli imprenditori delle regioni del Nord, il 70% delle imprese sarebbe dunque toccata in qualche misura dall’emergenza il che significa 19.400 in FVG su un totale di 27.747 tra imprese artigiane e Pmi. Un numero preoccupante sul quale Confartigianato-Imprese Udine si prepara in breve a dire di più alla luce dei risultati di un secondo sondaggio, avviato stavolta a livello locale, che saranno resi noti tra alcuni giorni con l’obiettivo di fotografare da vicino l’impatto dell’emergenza sul FVG. “I dati diffusi oggi dal livello nazionale ci preoccupano e ci spingono ad avere ancora maggiore attenzione per le dinamiche e gli effetti di quest’epidemia – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed FVG, Graziano Tilatti -.  Sono dati non dissimili da quelli che ci sta consegnando giorno dopo giorno il nostro osservatorio regionale e che saremo in breve in grado di restituire in modo abbastanza dettagliato da esser utile all’associazione ma anche alle istituzioni per mettere a punto le misure che dovessero rendersi necessarie. Al Governo, sia regionale che nazionale, chiediamo a questo proposito di sostenere, oggi più che mai, le piccole imprese artigiane a gestire questa pesante flessione nei ricavi che rischia di portarle al collasso con pesanti conseguenze per l’economia del Paese, il “Made in Italy” e non ultimo le casse dello Stato”. Da Tilatti anche un invito agli artigiani a tenere duro: “Abbiamo superato una crisi durissima come quella del 2008, supereremo anche questa, stringendo i denti, assieme alla grande famiglia dei nostri dipendenti”. 

  Gli effetti dell’emergenza coronavirus sono diffusi in tutti i settori. Particolarmente pesanti i cali di fatturato mensili previsti dal settore del trasporto persone (-68%), dalle imprese interessate dalla domanda turistica (-37%), da quelle del settore alimentare (-33%) e ancora dalle aziende della moda (-25%) e dei servizi (-25%). Con riferimento alle regioni del nord, nei settori in cui è previsto il maggior calo di fatturato, operano 456mila micro e piccole imprese, che danno lavoro a 1,7 milioni di addetti di cui 209mila imprese artigiane con 566mila addetti. La crisi nelle micro e piccole imprese si manifesta soprattutto con il calo delle vendite, segnalata dal 48% degli intervistati, con la cancellazione di fiere ed eventi (indicata dal 22% degli imprenditori), con la mancata o ritardata consegna di merce al cliente (19% degli imprenditori), la cancellazione degli ordini (18%) e la cancellazione di incontri d’affari (16%).

        Sul fronte dei fattori produttivi il 32% delle micro e piccole imprese intervistate da Confartigianato segnala la mancata o ritardata fornitura di materie prime, il 19% ha ridotto l’orario di lavoro, il 13% registra ulteriori complessità di natura sanitaria legate ad autorizzazioni e permessi rilasciati dalle Pubbliche amministrazioni, l’11% denuncia disagi nella gestione delle trasferte del personale e il 10% lamenta l’assenza dei dipendenti.

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