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In Friuli una vittima per il freddo: Pasquale Marino

bologna_udinese-22Il grande freddo, in senso pratico, con il rinvio della partita decisiva con il Cagliari, e in senso metaforico con il precipitare dei rapporti con Gianpaolo Pozzo, sono state le cause prossima e remota dell’addio fra il tecnico di Marsala e la società friulana

Pasquale Marino arrivò a Udine nell’estate del 2007 dopo una nmiracolosa promozione-salvezza con il Catania, una in particolare dopo aver giocato metà girone di ritorno su campo neutro dopo i drammatici fatti del derby Catania – Palermo. Arrivò con nomea di tecninco preparato, spettacolare, con in bagaglio un riconoscimento di aver giocato, secondo un calcolo informatico dell’Uintà, il miglior calcio d’Europa nel 2001/2002 con il Paternò. La partenza a Udine non è delle migliori ma il passaggio al 343  con lo spostamento di Quagliarella dalla fascia destra al centro e lo spostamento a metà campo di Mesto e Dossena dà il via a una cavalcata itrresistibile che consacra l’Udinese come una delle squadre che gioca il miglior calcio in Italia e lancia sul palcoscenico nazionale Zapata, Dossena, ora al Liverpool, Inler, Pepe e la defintiva consacrazione di Di Natale e Quagliarella. L’Udinese dopo un finale di stagione balbettante centra il psoto in Europa con il settimo posto grazie alla finale di Coppa Italia fra Roma e Inter , entrambe in Champions League.

L’annata successiva si apre con la cessione delle due ali  del 343, Dossena e Mesto; Marino si adatta e dapprima tenta un fantascientifico 4231 pe rpoi passare al 433, il  modulo per quale sarà ricordato a Udine. La partenza è bruciante, primo posto in classifica e soprattutto spettacolo in Coppa UEFA. La partita capolavoro dell’intera gestione Marino rimane la vittoria a Dortmund contro il Broussia con la scommessa Floro Flores. Il ritonro a Udine partita epica. Due gol subiti dai tedeschi nei minuti di recupero di primo e secondo tempo condannano l’Udinese ai supplementari e poi ai rigori con un Pepe, il simbolo della parabola di Marino a Udine, che fa pentole e coperchi sulla fascia destra. Il girone di coppa è una cavalcata trionfale con Quagliarella belissimo di notte mentre in campionato si marcia a forza tre. Poi la crisi. A qualificazione europea raggiunta il crollo in campionato: 3 punti in in 11 partite, l’eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori contro la Sampdoria e voci di esonero. Una squadra irriconoscibile rispetto alla spumeggiante Udinese di inizio campionato. Poi di colpo, con il lavoro e la pazienza, l’Udinese  risorge con una spettacolare partita con la Juventus. Di lì in poi l’Udinese ritorna a galoppare anche grazie all’innesto, secondo parte della critica, ritardato, di Asamoah e al ritorno al centro della difesa di Felipe e Zapata dopo l’ottimo inizio di Coda e Domizzi. Il motore intorno a cui ruota tutto è comunque Gaetano D’Agostino, regista esploso come metodista con il 433 di Marino e arrivato fino in nazionale. Con al maglia azzurra arriva però anche l’infortunio a Di Natale che perde l’utlima parte di stagione pe rla rottura del crociato; al posto del capitano napoletano Marino lancia il giovane e talentuoso Sanchez anche se i protagonisti del finale di campionato son oQuagliarella e D’agostino. L’Udinese in coppa arriva ai quarti eliminando i vincitori dell’anno precedente, lo Zenit San Pietroburgo, e affrontando lo spauracchio Werder Brema che aveva battuto in quella stagione Inter in Champions league e elimanto il Milan dalla coppa UEFA. sconfitta per 3-1 a Brema l’Udinese sfiora l’impresa al Friuli portandosi sul medesimo punteggio all’intervallo prima della rimonta targata soprattutto Diego. Un’Udinese sfrontata, a detta di alcuni pure troppo, che lascia la coppa UEFA a testa altissima fra i complimenti di tifosi e critica. Quagliarella chiude con 8 centri in nove partite di coppa. POi nelle utlime 8 di campiponato l’Udinese centra 7 vittorie. Settimo posto conun punto in più della stagione precedente. ma niente Europa.

Nel marcato estivo, dopo il cambio di direttore generale, viene ceduto Quagliarella al Napoli mentre dopo lunghi polemiche D’Agostino e Di Natale rimangono a Udine. Poi siamo nella attualità: partenza così così, l’esplosione  di Sanchez, gli infortuni in serie, gli attachi di Pozzo a Marino, gli attachi di D’Agostino alla società, gli attacchi di Marino a Pozzo. Marino tenta con vari moduli, Di Natale esplode come capocannoniere del campionato; il tracollo con le due trasferte di Bologna e Livorno in cui l’Udinese racimola O punti. Infine il grande freddo: il rinvio della partita mentre i rapporti fra Pozzo e Marino precipitano. Probabilmente nemmeno una vittoria avrebbe salvato il tecnico siciliano dall’esonero. Oggi, martedì 21, fine della vicenda. Ce lo ricorderemo come “Marino Pasquale alleno a Udine col 433”

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