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40 anni della Federazione delle Bcc: in mostra i lavori realizzati dagli allievi della Scuola di Mosaico di Spilimbergo

img_7932.JPGMaria Eterna Baratta, Adriana Nowil Landi e Cristiano De Bei insieme a Marilia De Souza Domingues, sono i primi tre classificati al concorso per l’ideazione e la realizzazione del manifesto celebrativo dei 40 anni di attività della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia. I lavori, sono stati selezionati fra quelli realizzati da una trentina di allievi della “Scuola Mosaicisti del Friuli” di Spilimbergo, i cui elaborati sono stati esposti in una mostra allestita a Castel di Cosa (Pn) dove la Federazione ha organizzato la sua assemblea regionale sabato 14 giugno.

L’idea di bandire un concorso, è nata per esaltare il percorso didattico formativo dei ragazzi e il manifesto premiato si trasformerà in opera musiva vera e propria e arrederà la sede udinese della Federazione.

“Un tema, quello assegnato agli studenti, non semplice da sviluppare – ha commentato il presidente della Federazione Italo Del Negro – perché doveva combinare l’aspetto celebrativo con il messaggio intrinseco al Credito Cooperativo: lo sviluppo del territorio e il benessere della comunità”. Il compito non ha spaventato i ragazzi, che hanno risposto numerosi, anche perché abituati a confrontarsi con la committenza privata

La Scuola mosaicisti del Friuli, infatti, oltre a qualificarsi sul piano didattico, pone grande attenzione anche all’aspetto produttivo, mettendosi in rapporto con il mondo esterno. “Con l’attività produttiva svolta dal Consorzio –  ha affermato il presidente, Alido Gerussi -, per soddisfare qualificate commesse musive, si tende a consolidare e potenziare un positivo ritorno d’immagine. Ciò non soltanto a beneficio della scuola stessa e della città di Spilimbergo che la ospita, ma anche dell’intera regione. Inoltre, attraverso tale attività si auspica un consistente riflesso economico per i laboratori artigianali esistenti nella nostra realtà (spesso coinvolti nelle commesse della scuola). Ovviamente – precisa Gerussi – le scelte in merito all’attività produttiva devono interagire con l’azione didattico-formativa. Pertanto le eventuali commesse esterne vengono sempre accuratamente vagliate in base alla loro provenienza e alla loro valenza. Queste opere devono essere sempre intese esclusivamente come occasioni di confronto con la committenza da parte degli allievi sotto la guida dei maestri”.

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