Inaugurata a Tarvisio la nuova sede della stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino e Speleologico

E’ stata inaugurata la nuova sede della stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino e Speleologico. La struttura, già sede della scuola di sci di fondo, si trova in località Camporosso, a sinistra della partenza degli impianti di risalita per il Monte Lussari, ed è stata donata alla stazione di Cave del Predil in comodato d’uso dalla comunità tarvisiana come riconoscimento per la costante presenza dei soccorritori sul territorio in varie forme: interventi, vigilanza e supporto durante concerti, gare sportive, manifestazioni, attività di prevenzione nelle scuole, emergenza neve, pandemia.
La nuova sede – di centottanta metri quadrati – dispone di una sala riunioni, spogliatoi con bagni e docce, due magazzini per materiali e garage ed è stata ristrutturata nell’arco di un solo mese con mano d’opera di volontari in segno di gratitudine verso la stazione. Oltre alla nuova sede è stato donato alla stazione di Cave del Predil anche un gazebo, da parte dell’Amministrazione comunale e del Club Lions di Tarvisio, facilmente trasportabile ed utile ad allestire il campo base o l’ambulatorio da campo durante gli interventi o destinato ad ospitare attività di divulgazione.
Alla cerimonia con taglio del nastro erano presenti per la Regione Friuli Venezia Giulia Stefano Mazzolini, il Sindaco di Tarvisio Renzo Zanette, diversi assessori della giunta comunale, rappresentanti del BIM, la stazione locale del Club Alpino Italiano “Monte Lussari”, il Lions Club di Tarvisio, la Guardia di Finanza di Sella Nevea, i Vigili del Fuoco, il soccorso alpino sloveno, diverse associazioni del territorio e una nutrita rappresentanza di studenti delle scuole, radunatisi per quella che è stata una vera e propria festa di tutta la comunità alpina.
Presenti, accanto al presidente Soccorso alpino e speleologico regionale Sergio Buricelli e al delegato alpino Raffaello Patat, tutti i tecnici della stazione di Cave del Predil che per l’occasione, a partire dal capostazione Luca Onofrio, hanno indossato la divisa storica dei “Lupi”, ovvero i primi soccorritori volontari, in memoria di quella che è stata, già dal 1948, anche se informalmente, la prima stazione del Soccorso Alpino nella nostra regione, Cave del Predil per l’appunto, ma anche la prima stazione a livello nazionale sul territorio italiano.
Durante la cerimonia è stato conferito il riconoscimento di socio emerito a Loris Savio, storico capostazione appartenente ai “Lupi”.Questi ultimi erano un gruppo di giovanissimi alpinisti del Club Alpino locale dal temperamento ribelle che si riconoscevano nel Gruppo Rocciatori omonimo (i Lupi appunto) e che si dedicavano all’arrampicata sulle imponenti pareti nord del Mangart, della Veunza e del Jof Fuart. Questi rocciatori confluirono poi nella squadra di soccorritori creata dall’alpinista tolmezzino Cirillo Floreanini (che partecipò alla spedizione italiana al K2) a Cave del Predil e nata per portare soccorso appunto agli alpinisti. Ne facevano parte, tra gli altri, Arnaldo e Umberto Perissutti, Lorenzo Bulfon, Ignazio Piussi, Mirjo Kravanja, Bruno e Mario Giacomuzzi, Mirko Caus, Umberto Cobai, Claudio Carratù (quest’ultimo è tuttora viva memoria storica di vicende e soccorsi legati alla stazione). 
Gli incidenti si verificavano inizialmente in prevalenza nella zona del confine tra Italia e Jugoslavia da dove espatriavano coloro che fuggivano per motivi politici. Per diverso tempo i soccorsi furono gravosi e della durata di più giorni, con conseguente sfinimento dei soccorritori e usura dei materiali, inizialmente molto scarsi.
Nel 1953 la squadra assunse i nome di Squadra di soccorso alpino e nel 1954 divenne ufficialmente stazione del Soccorso Alpino – sempre sotto la guida di Cirillo Floreanini – contemporaneamente alla nascita dello stesso Corpo Nazionale.Tra il 1960 e il 1970 ci furono una trentina di interventi ed è opportuno ricordare che allora non c’era il supporto degli elicotteri. Nel 1963 la stazione fu chiamata ad operare nel disastro del Vajont e in quell’occasione Ignazio Piussi, il grande alpinista, si calò nella diga in cerca di superstiti.
Loris Savio viene eletto capostazione nel 1969 e ne rimarrà alla guida per ben diciannove anni, traghettandola attraverso una notevole evoluzione di materiali e tecniche e coordinando numerose operazioni di soccorso che resero sempre più qualificata e affidabile la nomea della stazione di Cave del Predil anche da parte dei colleghi sloveni e austriaci. Sotto la conduzione di Loris Savio, tra il 1970 e il 1973 gli interventi lievitarono esponenzialmente, arrivando a 63 totali, con una punta di 28 nel solo 1973, anche grazie all’aumentata frequentazione di alpinisti austriaci e sloveni e molti sono gli episodi e gli aneddoti memorabili riguardanti i soccorsi di quegli anni, che Loris potrebbe raccontare.

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