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Inaugurati i nuovi spazi del Renati

IMG_1555Questa mattina la Fondazione Filippo Renati ha inaugurato i nuovi locali del servizio ristorazione, degli uffici e dell’asilo nido.Una cerimonia che ha voluto suggellare questo nuovo traguardo raggiunto dalla Fondazione nata quasi 250 anni fa, nel 1761 grazie al filantropo Filippo Renati e, da allora, al servizio della città di Udine, in particolare al servizio dei giovani che la abitano e la vivono da studenti. Erano presenti all’inaugurazione il presidente della Regione Fvg Renzo Tondo e dell’assessore Molinaro, il presidente della Provincia di Udine Fontanini, il vicesindaco del Comune di Udine Martines, il rettore dell’Università degli studi di Udine Compagno. L’arcivescovo di Udine Brollo ha benedetto i locali e, insieme al presidente Illusi e al presidente della regione Tondo, ha tagliato il nastro.      

La ristrutturazione era iniziata nel 2002 ed ha riguardato tutti gli edifici della parte storica affacciati su via Tomadini e via san Valentino. Nel complesso l’importante lavoro ha riguardato 8 diversi interventi per un totale di 5.800 metri quadrati ed un investimento complessivo di 7.800.000 euro dei quali 2.250.000 euro di contributo regionale stanziati per la ristrutturazione del convitto e degli uffici ed erogati in 15 anni a partire dal 2005.

“Abitare una città significa viverla. Significa che gli studenti che abitano nel convitto, oggi dotato di 65 stanze, devono avere spazi privati gratificanti ma devono anche poter usufruire di spazi pubblici dove socializzare e riunirsi senza necessariamente dover scegliere un locale, un bar…” Ha spiegato il presidente Illusi che ha proseguito -: “Abitare la città scelta per motivi di studio significa anche avere l’opportunità di viverla attraverso le strutture che questa è in grado di offrire. Alloggi accoglienti e sicuri con servizio di prima colazione e di pulizia delle camere sono un elemento fondamentale ma, da solo, non costituiscono una vera e propria attrattiva. Udine, quale città universitaria, ha bisogno di centri di aggregazione forniti di palestre, spazi per leggere, per confrontarsi, per giocare o per fare teatro o musica… non a caso la nostra Fondazione ha stipulato una convenzione con la Fondazione del Nuovo Teatro Giovanni da Udine che ci fornisce assistenza tecnica”.

“In città ci sono circa 5-6 mila studenti non residenti. Questi ragazzi, insieme agli studenti  che già ci vivono, hanno bisogno di un polo della cultura giovanile. Polo che costituirebbe un arricchimento culturale e una risorsa economica per tutta la città. 1Con questa filosofia” – conclude il presidente Illusi – “abbiamo organizzato i lavori di ristrutturazione che hanno trasformato la mensa (ampliata di 70 posti: da 130 a 200)  insieme al servizio ristorazione (da 115.000 pasti all’anno)”.

Da questo intervento nasce un’area polifunzionale: la mensa (anche convenzionata con l’Erdisu a cui fornisce 80.000 pasti l’anno) ma anche un’aula studio, un teatro e un’aula di musica. In più tutti gli ambienti per gli studenti sono dotati di accesso alla rete internet. La zona ristorazione, dotata di un servizio bar aperto anche nelle ore serali, offre la possibilità, con la bella stagione, di mangiare e di studiare all’aperto, nel tranquillo giardino interno.

Per informazioni: www.istitutorenati.com

 

La Fondazione Renati

A soli due anni dal 250 anniversario dalla sua nascita, la Fondazione Renati continua ad essere un punto di riferimento per l’assistenza e l’educazione giovanile per la città di Udine. Negli ultimi decenni l’evoluzione della società civile e del settore educativo, hanno determinato un sempre maggior interesse per l’Opera fondata nel 1761 dal filantropo Filippo Renati che, dalla mission iniziale di orfanotrofio, si è trasformata in convitto per studenti di scuola superiore e doposcuola per i minori.

Nel 2002, proseguendo il cammino nei principi educativi e morali del suo fondatore, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Renati (allora Ipab)  – presieduta dal Prof. Fabio Illusi e diretta dalla d.ssa Renata Qualizza -, ha riportato l’Istituto di via Tomadini a passo con i tempi. Proiettando nel futuro della città di Udine. 

Il necessario rinnovamento è passato attraverso una riorganizzazione funzionale e una riconversione patrimoniale dei beni della Fondazione. Alienando il patrimonio agricolo il Consiglio di Amministrazione ha reinvestito il ricavato in ristrutturazioni, adeguamento e potenziamento dei servizi dedicati ai giovani e alla loro accoglienza.

In particolare, un progetto di ampio respiro, ha portato dal 2002 ad oggi, al consolidamento al miglioramento dei servizi già esistenti (alloggi per studenti oggi occupati dagli studenti della Scuola Speciale dell’Università di Udine  con cui esiste una convenzione, mensa, doposcuola ecc.) e, contemporaneamente, all’organizzazione ed alla gestione di nuovi servizi come l’asilo nido e il centro vacanze estivo.

 

La chiesa Madre di Misericordia

In questi anni particolare attenzione è stata dedicata anche alla chiesa intitolata il 18 agosto 1762 alla Madre di Misericordia (anche nota come “Madre della Misericordia”). Di proprietà della Fondazione Renati, voluta ed eretta dallo stesso fondatore che qui ancora oggi vi riposa, su  sollecitazione dell’Arcivescovo di Udine, Pietro Brollo, è stata concessa in uso alla Parrocchia di san Basilio il Grande con rito ortodosso romeno.

Sono attualmente in fase di restauro l’organo datato metà Ottocento e, dopo questi primi lavori di manutenzione straordinaria, la Fondazione Renati ristrutturerà tutta la chiesa che custodisce un pregiato affresco di Antonio Schiavi (XVIII secolo,  di scuola tiepolesca),e un altare di notevole valore proveniente dalla chiesa della Madonna delle Grazie.

 

La Storia

La nascita dell’Istituto Renati o Casa di Carità di Udine, risale al 1761 grazie a Giuseppe Filippo Renati. Davide Pincherle (1705-1767), ebreo e figlio di un rabbino, si convertì in età adulta al cattolicesimo. Si battezzò nel Duomo di Udine con il nome di Giuseppe Filippo Renati.

Egli, prodigandosi con impegno per il bene dei cittadini, per sostenere l’opera della contessa Emilia Freschi che aveva fondato la a Casa di Carità detta “delle Rosarie” per fanciulle povere, orfane o abbandonate,  mise a disposizione le proprie risorse umane e sostanze materiali, desideroso di favorire questa opera benefica. Dopo cinque anni di lavoro dedicati alla stesura del progetto e alla raccolta dei fondi, Filippo Renati iniziò la costruzione dell’Istituto per i fanciulli orfani, organizzato nelle due sezioni, maschile e femminile, separate dalla chiesa di Maria Madre di Misericordia.

Nell’orfanotrofio venivano insegnati i buoni costumi, la dottrina cristiana e l’arte del lavoro, in modo che una volta lasciata la Casa, i fanciulli fossero avviati ad un mestiere.

Filippo Renati morì nel 1767 lasciando la sua Opera alla città di Udine con preghiera di proseguire il cammino nella continuità dei suoi principi educativi e morali.

Dopo questa data la Casa di carità di via Tomadini fu gestita da sei Reggenti, scelti tra i cittadini e, ben presto, aumentando il suo patrimonio, ebbe la possibilità di incrementare il numero dei giovani ospiti. La reggenza proseguì fino al 1807, quando l’Opera di Filippo Renati passò alla Congregazione di Carità e, successivamente, nel 1822, venne affidata la sua gestione a un direttore e un amministratore. Il 17 luglio 1890, con il Regio decreto 6972  l’Opera diviene Ipab:  Istituto di pubblica assistenza e beneficenza. Questa normativa regia, con piccole modifiche, rimase in vigore fino al 2008 quando l’Istituto Renati venne trasformato in Fondazione.

 

Il Fondatore

Giuseppe Filippo Renati (1705-1767), chiamato David, figlio del rabbino Salvador Pincherle e di Eva Morpurgo nacque a  Ontagnano. L’importanza di questa figura è legata alla sua conversione al cattolicesimo avvenuta (così si tramanda) con una sfarzosa cerimonia battesimale celebrata nel duomo di Udine il 6 gennaio 1732, e soprattutto alla creazione, per sua volontà, dell’Istituto degli orfani o “Casa di carità” di Udine. Devoto a san Filippo Neri, entrato nella Congregazione dell’Oratorio dei Filippini come fratello laico, Renati dedicò la propria vita all’attività caritativa e all’educazione degli orfani indigenti.

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