Inaugurato EuroScience Open Forum 2020 Trieste

“La scienza non può esimersi dall’essere protagonista in tutto quello che sta accadendo. Non abbiate paura della conoscenza. Non dobbiamo averne paura soprattutto in tempo di crisi, perché è proprio in questi momenti che cogliamo il valore profondo, costitutivo della modernità, di un approccio alla realtà basato sulla fiducia nella capacità degli esseri umani di indagare e conoscere il mondo.” Con queste parole Stefano Fantoni, Champion di ESOF2020, ha dato il via ufficiale all’EuroScience Open Forum durante la Cerimonia di Apertura che si è appena conclusa presso l’Auditorium del nuovo Trieste Convention Center. La manifestazione che celebra Trieste Città Europea della Scienza si svolgerà da oggi fino al 6 settembre in Porto Vecchio. “Allo stesso tempo” continua Fantoni “dovremmo essere tutti consapevoli del fatto che la ricerca scientifica non risolve tutti i problemi,
non è un manuale di certezze ma piuttosto ci espone al dubbio e alla complessità, all’incertezza del nuovo, ai rischi del sogno. Non abbiate paura del nuovo. La conoscenza, non l’ignoranza, possono portare a più libertà, più consapevolezza, più democrazia”.
ESOF2020 avrebbe dovuto svolgersi a luglio, ma l’emergenza sanitaria ha spostato di circa due mesi l’inizio del maggiore evento europeo sul rapporto tra scienza, innovazione e società. La pandemia ha radicalmente cambiato formati e contenuti della 5 giorni triestina con una decisa transizione
verso la modalità ibrida, in presenza e online. “Sono molto contento di vedere ESOF2020, inaugurato con un nuovo formato ibrido, organizzato in tempo record per garantire la massima partecipazione”
ha commentato Michael Matlosz, Presidente di EuroScience. “Una comunicazione attiva e un scambio tra scienza e società sono essenziali e ESOF2020 offre una opportunità ideale per lo sviluppo del dialogo costruttivo e inclusivo necessario per affrontare collettivamente le sfide
dell’attuale crisi globale”.
Discorso di apertura su scienza e fede Nonostante i cambiamenti, l’approccio multidisciplinare, cifra significativa dell’EuroScience Open
Forum, è rimasto intatto. Non a caso, la relazione di apertura è stata tenuta dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, con una relazione incentrata sul rapporto tra l’umanità, l’ambiente e la tecnologia: “nel dialogo con la scienza, ascoltiamo con grande interesse la voce che
scienziati e ricercatori alzano a tutela soprattutto della dignità dell’essere umano, della giustizia globale e della cura della casa comune. Questi tre elementi sono imprescindibili per poter pensare e realizzare un futuro di convivenza pacifica tra i popoli”. Con un esplicito riferimento all’Enciclica di Papa Francesco Laudato sì incentrata su temi ecologici, Sua Eminenza ha continuato ribadendo che “se vogliamo sopravvivere, e se vogliamo far sopravvivere la vita sul Pianeta, dobbiamo imparare ad assumerci la responsabilità per la nostra casa comune a livello globale”.
“La sfida che viviamo ha bisogno di un sapere integrale” ha concluso su questa parte il Cardinale “che sappia muovere la ragione e il cuore degli uomini cambiandone in concreto gli stili di vita”.
A proposito dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione ha espresso una profonda preoccupazione per l’effetto della comunicazione e della società sui giovani per quella che potrebbe
addirittura essere una vera trasformazione antropologica: “Gli effetti della dieta mediale cui tutti noi siamo sottoposti modificano anche i rapporti di fiducia che i nostri contemporanei pongono nelle notizie che ricevono. Le fonti di autorità tradizionale non sembrano essere più automaticamente ritenute valide. Assistiamo al diffondersi di nuove credenze e opinioni che non sono riscontrate dall’oggettività della scienza. Mi sembra che tutto questo si sia reso visibile in modo particolare durante la recente pandemia del Covid-19. I danni che una informazione scientifica scorretta può generare sono molti” ha inoltre affermato Sua Eminenza.
Verso una nuova cultura della ricerca Una riflessione sulla necessità di una nuova cultura della ricerca, a causa della pandemia, è stata al
centro degli interventi scientifici. Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca, ha affermato che “una delle grandi sfide del Paese, diventata oggi, dopo la pandemia, ancora più evidente, riguarda la necessità di lavorare sulla consapevolezza scientifica dei cittadini. Una società tecnologica evolve rapidamente, e occorre mettere in campo tutte le risorse possibili per formare cittadini con una maggiore cultura scientifica, competenti, che sappiano non solo usare ma anche comprendere meglio le potenzialità delle moderne tecnologie. Avere cittadini che si appassionano
ai progressi della scienza, e che apprezzano il ruolo sociale della ricerca, aiuta il Paese a essere più competitivo a livello internazionale. Come ministero lavoreremo affinché i ricercatori operino non solo nei laboratori ma anche nella società, per far capire quanto sia importante e utile per il bene del Paese stimolare una maggiore cultura della ricerca.”


Fabiola Gianotti, fisica, Direttrice-Generale del CERN, ha invece sostenuto che “la scienza è più della conoscenza, è un sistema di valori e può avere un ruolo chiave per aiutare l’umanità a superare le sfide sociali e planetarie che stiamo affrontando. Credo che ESOF rappresenti una piattaforma
eccellente per coltivare il dialogo tra istituzioni di ricerca, accademia, governi e il pubblico, e per promuovere l’importanza cruciale della scienza per la società.”

Da remoto è infine intervenuta Ilaria Capua, virologa e professoressa all’Università della Florida, secondo la quale “la Pandemia del 2020 ci ha ricordato che siamo tutti – uomini, animali, piante ed ambiente – parte del medesimo ecosistema circolare. Siamo immersi in contesti diversi del
medesimo pianeta e da questo dipende la nostra salute. Noi uomini abbiamo la capacità di comprendere i meccanismi che regolano gli equilibri della natura e, di conseguenza, dobbiamo esserne i guardiani. La ricerca oggi deve tendere alla convergenza della salute di più sistemi con un
approccio aperto, trasparente e circolare.”


Il ruolo delle istituzioni La realizzazione di ESOF2020 Trieste è stata resa possibile grazie a un finanziamento del programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020 e grazie al contributo e al supporto del
Ministero dell’Università e della Ricerca – MUR, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste, come ricordato dal Sindaco Roberto Dipiazza: “Il Comune di Trieste è stato sin dall’inizio di questa sfida ed è tra i maggiori e più convinti sostenitori dell’evento ESOF2020 che si
apre oggi e porta Trieste al centro del dibattito scientifico internazionale, in un momento dove il mondo scientifico è ulteriormente impegnato per contrastare il Covid19. La nostra città, che sono onorato di amministrare, è già patrimonio nazionale per quanto riguarda tutta la filiera scientifica e
il ruolo di Capitale Europea della Scienza avvalora questa nostra prerogativa. Trieste, città delle assicurazioni Generali e Allianz, della Fincantieri, di importanti realtà imprenditoriali di natura
internazionale come la Illy caffè e anche il primo porto commerciale del Paese e, anche grazie a questo evento scientifico, continua a rafforzare il suo ruolo di capitale d’area nel contesto Europeo.”


L’edizione 2020 rappresenta anche il primo grande evento internazionale dopo la pandemia”. ha sottolineato il Presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga. “Un elemento che rafforza il sentimento di gioia e di accoglienza con cui Trieste e il Friuli Venezia Giulia ospitano la kermesse
ma anche il segno tangibile di un territorio che reagisce assieme alla comunità scientifica per mettere a frutto nuove opportunità di rilancio”.
La proiezione internazionale Alla cerimonia sono inoltre intervenuti: Fabrizio Nicoletti, Direttore Generale Innovazione e Ricerca, Ministero degli Affari Esteri e, in remoto, Sanja Damjanovic, Ministra della Scienza del Montenegro ed Emmanuel Nzimande, Ministro della Scienza e Tecnologia del Sudafrica. La cerimonia si è conclusa con la presentazione di un francobollo commemorativo dedicato a ESOF2020, presentato da Giulio Iandiorio di Poste Italiane.


Che cos’è ESOF
L’EuroScience Open Forum è la più rilevante manifestazione europea focalizzata sul dibattito tra scienza, tecnologia, società e politica. Creato nel 2004 dall’associazione no-profit EuroScience, il forum ogni due anni offre un’opportunità unica di interazione e dibattito tra scienziati, innovatori,
politici, imprenditori, operatori della comunicazione e cittadini. Trieste è stata nominata Città Europea della Scienza 2020 e ospiterà la nona edizione di ESOF

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