Bearzi

Incentivi per le riqualificazioni energetiche in Europa

Il 18 aprile 2013 è stato pubblicato dalla Commissione Europea un rapporto sul sostegno finanziario per l’efficienza energetica negli edifici pubblici e privati, evidenziando come il sostegno economico e logistico da parte dell’Unione Europea sia ancora insufficiente nonostante una chiara normativa in materia. Si ritiene dunque necessario intervenire per portare a compimento gli obiettivi di sostenibilità ambientale fissati dal Protocollo di Kyoto per il 2020, e dai successivi miglioramenti da compiere entro il 2050.

L’edilizia rappresenta un settore cardine per la realizzazione di questi obiettivi, dato il suo enorme potenziale non ancora sfruttato e le molteplici prospettive realizzabili per il risparmio energetico. L’ottimizzazione di costi e benefici costituisce un ulteriore incentivo per concentrare idee e investimenti nel settore edile.

La scelta (o quantomeno la proposta) di potenziare la realizzazione di progetti di bio-edilizia porta con sé una serie di importanti vantaggi, tra cui la creazione di posti di lavoro e dunque il rafforzamento della competitività tra le imprese e più in generale del mercato, una maggiore salubrità dell’ambiente circostante e della qualità della vita dei suoi abitanti.

La pubblicazione di questo rapporto UE ha una valenza molteplice in quanto risponde a diversi obiettivi: innanzitutto la direttiva europea sulle prestazioni energetiche nell’edilizia prevede, nel suo rimaneggiamento, l’obbligo di presentare periodicamente un rapporto dettagliato sull’efficacia dei fondi pubblici erogati, provenienti non solo dall’Unione ma anche da altre istituzioni, nonché il coordinamento dei finanziamenti delle Unioni Nazionali.

Il nuovo decreto, denominato (2012/27/UE – “DEE”), prevede che gli stati membri della UE presentino un piano a lungo termine per definire la ristrutturazione in chiave eco-compatibile del parco immobiliare di ogni nazione. In questo senso, il rapporto pubblicato nei giorni scorsi può essere molto utile alle nazioni per individuare gli aspetti che vanno migliorati e su cui bisogna intervenire.

Obiettivo: riqualificare le aree urbane

Partendo dall’obiettivo primario della riqualificazione di luoghi e strutture, nel nostro Paese si sta sviluppando un interessante green project, che parte proprio dalla bonifica di un territorio fortemente inquinato per realizzare un vero e proprio quartiere a basso impatto ambientale, alimentato a energia pulita e costruito interamente in ottica ecologica. Il suo nome è Ecocittà e si trova a Porto Potenza Picena, nelle Marche, divenuta negli ultimi anni una regione molto interessante da questo punto di vista, attiva al punto da coinvolgere e riunire in un progetto comune importanti investitori stranieri e imprenditori locali.

Ecocittà si comporrà di quattordici moduli abitativi che saranno destinati ad abitazioni private, negozi e uffici, realizzando un agglomerato urbano al servizio del cittadino e dell’ambiente, provvisto di tutti i servizi utili “a chilometro zero” basato sul concetto di “abitare sostenibile”. Tutte le unità immobiliari in vendita a partire da 113.000€ saranno costruite con materiali geotermici, orientati in modo da assorbire quanta più luce e calore naturale possibile e classificati con classi energetiche A e A+.

La scelta dell’area in cui far sorgere uno degli esempi di architettura urbana più virtuosi e all’avanguardia di tutta la nazione, ha una valenza multipla. Se da un lato infatti esprime il valore ideologico della “rinascita” e della conversione al green di una zona fortemente inquinata e inquinante, dall’altra evidenzia lo spirito stesso della bio-edilizia, che punta a non sottrarre terreno all’agricoltura, ai boschi e in generale alle aree verdi rimaste incontaminate.

Per rendere il terreno di Ecocittà non solo abitabile ma assolutamente ecologico, è stata fatta una profonda opera di bonifica del terreno e sono stati inoltre completamente abbattuti i vecchi edifici che componevano lo stabilimento industriale, in cui fino a pochi anni fa si producevano ceramiche.

Smart Ecocittà

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