Insiel: sindacati contestano licenziamento 24 lavoratori

Le Segreterie provinciali di Fiom Cgil e Uilm Uil di Trieste hanno “denunciato il licenziamento messo in atto da Insiel nei confronti dei 24 lavoratori che hanno intentato e vinto la causa ottenendo il ripristino del rapporto di lavoro precedente ed in essere fino alla cessione a Insiel Mercato”. Secondo le organizzazioni sindacali, “ciò è avvenuto nonostante i sindacati avessero proposto un accordo sindacale che è stato completamente ignorato dall’azienda e che non avrebbe scaricato sui lavoratori gli errori commessi dai dirigenti e dalla proprietà”. Le segreterie provinciali di Fiom Cgil e Uilm Uil evidenziano che, “da quanto riportato nelle sentenze dei Giudici del Tribunale di Trieste, potrebbe anche celarsi un uso non corretto di denaro pubblico che invece di interessare i responsabili colpisce per l’ennesima volta i lavoratori”. I sindacati parlano di “fatto di estrema gravità” che “potrebbe avere forti ripercussioni negative su tutta la trattativa sindacale che riguarda la riorganizzazione di Insiel se la Regione non vorrà riaprire immediatamente un confronto per una soluzione che tuteli i lavoratori”.

Il confronto tra Insiel e rappresentanze sindacali sul piano industriale predisposto dall’azienda riparte lunedì. Al tavolo sarà presente l’assessore regionale competente, Paolo Panontin. Lo ha comunicato oggi a Trieste il presidente di Insiel, Simone Puksic, al termine di un lungo confronto con i sindacati, al quale ha partecipato anche l’assessore al Lavoro, Loredana Panariti. Il confronto ha fatto seguito alla protesta di un dipendente e rappresentante sindacale, Alexander Vecchiet, che è rimasto per diverse ore su una terrazza del palazzo di via San Francesco, per manifestare contro i licenziamenti. Nell’occasione il presidente Puksic ha comunque evidenziato che per il bene dell’azienda, di tutti i suoi dipendenti e per l’esecutività del Piano industriale la posizione del Consiglio di amministrazione di Insiel sui licenziamenti di 24 ricorrenti, peraltro ancora impiegati in Insiel Mercato, non muta. Puksic ha in ogni caso ribadito la disponibilità a discutere di tutte le questioni aperte “in modo da ricostruire positive e concrete relazioni industriali e sindacali”, affievolite, come segnalato dai sindacati, dopo la prematura scomparsa del precedente presidente, Lorenzo Pozza.

“Quella dei lavoratori di Insiel Mercato è una vicenda davvero kafkiana, Insiel se ne rende perfettamente conto”. Lo riferisce una nota dell’azienda per la quale “va però fatta chiarezza sulle posizioni prese dall’azienda”. Dopo la sentenza di reintegro, scrive Insiel, i dipendenti sono stati richiamati in servizio, “tuttavia, ritenendo le sentenze palesemente infondate, Insiel ha ritenuto opportuno contemporaneamente esercitare il diritto di ricorrere in appello”. La fase di esecuzione delle sentenze – si legge ancora nella nota – “ha visto quindi Insiel chiamare coloro i quali hanno intentato causa a presentarsi sul luogo di lavoro. Due persone infatti hanno risposto positivamente e sono state integrate nelle opportune posizioni lavorative. Le altre persone non ritenendo opportuno presentarsi sul luogo di lavoro hanno costretto Insiel ad innescare la procedura disciplinare conclusasi con il licenziamento”. Insiel ritiene “di aver agito correttamente sia nel rispetto della legge sia in osservanza delle direttive regionali pervenute”, poiché le persone che hanno intentato la causa hanno accettato liberamente il rischio di perdere un posto di lavoro certo (in Insiel Mercato) a fronte di un posto oggi incerto in Insiel fino al pronunciamento di tutte le fasi di giudizio”. Insiel, si legge infine nella nota aziendale, “ha ottemperato cinque anni fa ad una norma di legge dalla quale è conseguita l’operazione di scorporo e oggi ha adempiuto alle sentenze del giudice del lavoro che solo gli ulteriori gradi di giudizio potranno decidere se riformare o meno”.

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