Bearzi

“Interpretazioni astratte” dal 10 al 23 luglio 2020 presso la Galleria ARTtime

Continua la ripartenza dell’attività espositiva della Galleria ARTtime di Udine, ovviamente nel totale rispetto delle misure di sicurezza. Tre semplici regole/indicazioni: mascherina obbligatoria, massimo 5 persone presenti all’interno contemporaneamente (ovviamente mantenendo la distanza di almeno un metro l’uno dall’altro), soluzione idroalcolica per l’igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori.

La nuova mostra collettiva dal sapore internazionale è incentrata sull’astrazione, s’intitola infatti “Interpretazioni astratte” e vi prendono parte gli artisti: Daniela Caraman, El Fonda (Maurizio Fonda), Marilena Faraci Stangier, Monika Hartl, Tavella, Luigina Turri e Simone von Anhalt.

Il vernissage, che seguirà scrupolosamente le norme di sicurezza vigenti, avrà luogo sabato 11 luglio alle ore 17:30.

Daniela Caraman di origine rumena vive ed opera a Porcia (PN). Attraverso una pittura materica dai segni incisivi e dai contorni ben marcati l’artista realizza una sintesi figurativa che rende il soggetto ricco di fascino espressivo. Macchie cromatiche e forme essenziali colgono la natura nella sua essenza, colori chiari e luminosità suggestive arricchiscono i soggetti dipinti attraverso pochi particolari che possiedono un’espressività precisa e di notevole profondità. Le opere si avvicinano alla corrente dell’informale in quanto l’artista abbandona la vera struttura della realtà per creare una forma immaginaria delle ambientazioni. Lo stile di Daniela Caraman è complesso: è astratta, a volte informale, sempre però con un residuo di figuratismo che consente una più facile lettura delle sue opere.

El Fonda (Maurizio Fonda) nasce in un paesino della Bassa Friulana da madre inglese e padre istriano, che gli lasciano in eredità un profondo senso dell’humor,  l’amore per il mare e la passione per l’arte. Le sue opere sono astratte, all’insegna di sempre nuove sperimentazioni con materiali diversi alla ricerca di un proprio linguaggio emotivo: osservare le forme, la luce, la trasparenza, la plasticità e scoprire il pensiero della creazione. “Dipingo quello che penso non quello che vedo. Portare il pensiero sulla tela è una pura mescolanza di filosofia colore arte e amore”. Le superfici sulle quali si esprime consentono all’autore di spaziare maggiormente e di ritrovare se stesso. Poco incline alle convenzioni – nella pittura come nella vita – è scanzonato ed esprime sempre una sostanziale urgenza di libertà.

Nelle sue opere attuali Marilena Faraci Strangier si occupa del tema dell’ “effimero”; lì trova la sua espressione nel design informale, il fugace è il leitmotiv. Si tratta di un tentativo di catturare ricordi, sentimenti e stati spontanei, sia per caso che con composizioni ambientate consapevolmente, che simboleggiano proprio l’attimo. Dipinge con una costante fissa, cioè ad olio, lo combina però con altri materiali e sperimenta. Ad esempio con il bitume si possono creare effetti più drammatici, soprattutto con la sua compattazione, ciò è esaltante. Mescolare materiali e substrati pittorici, offre una ricchezza di possibilità creative, che la affascina. La posa di linee delicate o forti, a carboncino o a matita, pone accenti e contrasti e conferisce ai suoi dipinti la dinamica che è presente in ogni momento che passa.

La salisburghese Monika Hartl fin da giovanissima è appassionata di Arte e di disegno moderno. Vive per un periodo in Italia per confrontarsi con la cultura e l’architettura italiana, il suo obbiettivo è la conoscenza approfondita dell’arte del Rinascimento. Approfondisce lo studio della storia dell’arte, dell’iconografia sacra e si occupa di architettura moderna. Nei suoi dipinti mostra la diversità del paesaggio, influenzato dall’epoca rinascimentale. Colori e forme hanno grande valenza nelle sue opere, in particolare questi dipinti in tecnica mista con olio colpiscono nel profondo l’emozionale e la sensibilità dello spettatore. Ecco dei paesaggi interpretati con nuove composizioni coloristiche; si può notare in essi il totale ripudio degli elementi decorativi e un ritorno alla nuda essenzialità.

Giuseppe Tavella è nato a Sellia Marina (CZ) dove attualmente vive e lavora. In principio inizia a dipingere da autodidatta ed in seguito diviene allievo del prof. Vincenzo Lamantea. Inizialmente presenta un linguaggio di stampo classicista che però poi col tempo è andato evolvendosi verso uno stile decisamente contemporaneo arrivando in ultimo all’astrazione. L’artista si focalizza su cromatismo e plasticismo, fornendo un’interpretazione costruttiva di soggetti prettamente figurativi come la figura ed il paesaggio. Un’altra impressione che si ha osservando le opere di Tavella è un senso di grande apertura nella rappresentazione dei grandi spazi, retaggio della sua prima produzione in stile figurativo classico. Caratteristica unica: nelle ultime opere dipinge direttamente sulla corteccia di fico d’india.

Il punto di partenza nell’arte di Luigina Turri è la materia: la sua sostanza, il suo aspetto, la consistenza, la forma e il colore. L’artista prende ispirazione da ciò che la circonda e dai materiali. L’importanza della “matericità” è un aspetto che resta fondamentale alla definizione l’opera, intrinseco anche al piano concettuale. C’è poi un’altra questione che identifica il lavoro di questa artista: il linguaggio non figurativo. Luigina Turri mette insieme, utilizzando un lessico polimaterico, quello che è il suo vissuto, traendo i mezzi dal quotidiano, dalla natura. Attraverso forme astratte scrive note biografiche, appunti di vita. Tutta la sua produzione è pervasa da una contagiosa joie de vivre: giochi materici e cromatici, tecniche e arti eterogenee, convivono simbioticamente, dialogano senza contrasto.

Quando si ritira nel suo studio, che è il suo rifugio, Simone von Anhalt si apre al mondo e ci fa vedere ciò che altrimenti non si percepisce. Influenzata dal suo spirito libero, dalla conoscenza della connessione tra tutti gli esseri e dalla profonda spiritualità, l’artista crea opere d’arte che non hanno alcuna aspettativa per l’osservatore. I suoi dipinti invitano lo spettatore a sentirsi profondamente dentro e ad abbandonarsi liberamente a questi sentimenti. Non si presti attenzione al colore, alla composizione o alla pennellata perché con questi standard non si può comprendere la potenza della sua arte; la pittrice riesce a far fermare il tempo quando cattura un momento reale per l’eternità. Oggi Simone vive a Monaco di Baviera e ha la sua Galleria (Galerie am Schloss) dove è felice di mostrare le proprie opere.

La mostra sarà visitabile dal 10 al 23 luglio 2020 presso la Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi 6 a, Udine con il seguente orario: lunedì dalle 15:30 alle 19:00 e dal martedì al sabato dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:00. Ricordando le regole sopra menzionate: mascherina obbligatoria, massimo 5 visitatori presenti contemporaneamente all’interno, soluzione idroalcolica per l’igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori. Ingresso libero.

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