Aperitivo a Grado
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18 ago 2010 – Final Frontier 2010, Villa Manin screams for Iron Maiden. La Frontiera Finale, ultima fatica degli dei del metallo, approda a Villa Manin in uno splendido scenario e mette in moto gli undicimila fan arrivati da tutta Italia e dalle vicine Slovenia, Croazia e Austria, sotto il segno dell’onnipresente Eddie. Un repertorio troppo vasto per accontentare tutti e, contemporaneamente, presentare il nuovo corso della band. Nuovi Iron Maiden quindi, proiettati verso un roseo futuro con il nuovo cantante, Bruce Dickinson, nuovi chitarristi che rispondono al nome di Dave Murray e Adrian Smith, il più collaudato Janick Gers, gli esordienti Steve Harris al basso e Nicko McBrain alla batteria, due giovanissimi artisti dalle belle speranze. A parte gli scherzi, schizzano subito a mille le note dei favolosi 6, il portato più puro della “nuova onda del metal britannico”, un’onda ormai che ha perso la sua veemenza iniziale ma che continua a solcare i mari musicali di tutto il mondo da oltre 30 anni. Gli 11mila della villa rispondono immediatamente alle sollecitazioni di un indiavolato Dickinson che si muove a 360° tra il primo e il secondo piano del palco, saltando ovunque, seguito dai chitarristi e da Steve e dalle sue incredibili linee di basso, che invertono spesso la posizione e non si fermano un attimo.
Janick non è davvero capace di tenere la chitarra in orizzontale e la inclina spesso in verticale, alternando precisi assolo con gli immortali Adrian e Dave. Mortale lotta finale tra il mostruoso Eddie, che salta sul palco minaccioso, e i nostri che cercano di abbatterlo a colpi di chitarra ma non raggiungono la sua monumentale altezza. Visibilio in chiusura, e il pubblico dimostra di apprezzare, con i pezzi storici come 666 The Number of the Beast, Iron Maiden, inno del gruppo, Hallowed be thy name e Running Free
Come detto impossibile accontentare tutti: Run to the hills, Powerslave, The Trooper e mille altri brani aleggiavano sulla Villa come spettri epici del panorama maideniano ma i 6 hanno voltato lo sguardo solo per pochi, fugaci, minuti in cui – i fan più datati, quelli col gilet in jeans con le toppe – hanno fatto un salto indietro nel tempo, quando gli anni ’80 volevano dire heavy metal puro, senza fronzoli e in cui le rivisitazioni storiche e mitologiche degli Iron hanno segnato la storia di un filone che fa ancora milioni di proseliti in tutto il mondo.
Massimiliano Vai Bucciol

Quello che potrebbe essere l’ultimo tour della storica band dell’heavy metal Iron Maiden ha fatto tappa, unica data in Italia, a Villa Manin. 11 mila biglietti venduti di cui ben oltre la metà all’estero. Il nuovo tour ha preso il via a Dallas lo scorso 9 giugno e ha portato la leggendaria band britannica nei maggiori anfiteatri e nelle più importanti arene del Nord America fino a luglio inoltrato per poi spostarsi in Europa. Sono stati headliner in location e festival selezionati quali il Sonisphere in Gran Bretagna e il Wacken in Germania, ora è il turno dell’Italia e di un luogo dall’altissimo valore storico come la maestosa Villa Manin.

Eccovi il reportage fotografico della lunga notte

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