Bearzi

Istruzione: Rosolen-Zannier, rete tra istituti agrari e agroalimentare

Cividale del Friuli, 5 ott – Mettere in rete gli Istituti
statali di formazione superiore ad indirizzo agrario della
regione affinchè possano inserirsi con una voce univoca
all’interno della filiera regionale dell’agroalimentare.

È questo l’obiettivo perseguito dalla Regione che oggi a Cividale
del Friuli, nella sede dell’Isis Paolino di Aquileia, ha avviato
un percorso di confronto tra gli assessori all’Istruzione,
Alessia Rosolen, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier,
e i cinque istituti superiori ad indirizzo agrario del Friuli
Venezia Giulia (oltre all’Isis cividalese, anche l’Isis Il
Tagliamento di Spilimbergo, l’Isis Linussio di Codroipo, il Fermo
Solari di Tolmezzo e il Brignoli di Gradisca d’Isonzo).

Il progetto regionale è stato spiegato da Rosolen come “l’intento
di costruire un sistema e una rete di scuole in grado di
raccogliere una proposta di sviluppo e orientamento che guardi al
futuro; un’associazione o un consorzio di scuole che garantisca
agli istituti agrari regionali di fare un salto di qualità e alla
filiera agroalimentare di cogliere nuove opportunità da un
miglior raccordo tra formazione e mondo del lavoro”.

“Il sistema agroalimentare è fortemente frammentato – ha
specificato Zannier – e necessita di un maggior dialogo tra
produzione agricola e industria. La filiera tutta ha bisogno di
una migliore strutturazione nel suo complesso e questa può
partire, ad esempio, da una specializzazione degli istituti
agrari che sia in grado di colmare la carenza di figure
tecnico-professionali”.

Il percorso avviato oggi è un primo passo verso la creazione di
un sistema organizzato di formazione, professionalizzazione,
innovazione e messa in produzione dell’agroalimentare, dove la
forte spinta tecnologica – quale ad esempio quella richiesta
dall’agricoltura di precisione o dal biologico – è un elemento
imprescindibile del futuro sviluppo del comparto.

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come, ad esempio, la
produzione orticola regionale sconti ancora un difficile sbocco
nel mercato anche per la mancanza di strutture logistiche che
consentano lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti a
consumo breve. Se da un lato la Regione è pronta ad intervenire
su questi aspetti per trovare soluzioni alla necessaria
ristrutturazione della filiera, dall’altro si chiede agli
Istituti statali di istruzione superiore di farsi protagonisti di
nuovi modelli di formazione specialistica e all’avanguardia.
ARC/SSA/ma

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