Udine

Juventus Udinese: Conte, vogliamo continuare a stupire!

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27 Gennaio 2012 – Scontro diretto per il vertice, eccome. Juventus-Udinese lo è, assicura Conte, che lo battezza con un’eloquente espressione: “I punti varranno sei e non tre”. L’argomento del tecnico bianconero è in effetti suffragato dai fatti. “L’Udinese da anni staziona stabilmente nelle parti alte della classifica e anche questa stagione, visto che i punti parlano chiaro, sarà una delle avversarie che lotteranno fino in fondo per traguardi di primo piano, come noi. Siamo divisi solo da tre lunghezze”. Non importa se i friulani avranno tre o forse quattro assenze importanti: Benatia, Asamoah, Pinzi, Isla. “La nostra infermeria è piuttosto piena – ricorda Conte – e dobbiamo pensare solo ai problemi nostri. Però vogliamo continuare a stupire, facendo qualcosa di straordinario, come abbiamo fatto finora. E non lo dico io, lo dicono i fatti, i risultati, le prestazioni”. In realtà, l’ambulatorio bianconero si è quasi del tutto svuotato e comunque siamo ben lontani dai record negativi dello scorso anno, con gli infortuni muscolari ridotti al minimo: l’unico out è Vucinic. Vidal (fastidio a un ginocchio), Marchisio e Pepe, vittime di distorsioni, sono nell’elenco dei convocati, ma Conte precisa: “Domani darò la priorità assoluta a chi sta bene fisicamente, senza guardare in faccia nessuno”. Il fatto è, come sottolinea l’allenatore, che la Juventus disputa la bellezza di otto partite in 42 giorni: “Così almeno toglieremo l’alibi a chi dice che è più facile vincere se non si hanno impegni infrasettimanali”, perché di sicuro quello doppio con il Milan in semifinale di Coppa Italia è un impegno molto sentito. Conte si consola con le facce (relativamente) nuove di Caceres e Marrone: “L’uruguaiano, cui ho dato il benvenuto, è un giocatore polivalente. A Siviglia stava giocando e conosce l’ambiente. Siamo arrivati fin qui con soli cinque difensori, di cui quattro giocavano e uno andava in panca. Marrone l’ho ammirato a Siena, oltre che per le sue doti tecniche, per la sua notevole personalità, perché, pur essendo un ragazzino, giocava in una squadra che aveva l’obbligo della promozione. Ho messo il veto alla sua cessione, in estate. Adesso sta lavorando in silenzio e con grande umiltà, gli faccio i complimenti. Deve confermarsi ad alti livelli”. Cioé con la pressione dell’ambiente. A proposito di questo tema, il tecnico precisa che “c’é stata fin dal primo giorno di ritiro. Qui è normale. Per i media dobbiamo fare o benissimo o malissimo, a metà strada non facciamo notizia. Ma questo non ci deve interessare”. E respinge quasi con fastidio l’accostamento di Juventus e Milan (che si incontreranno tre volte in 18 giorni per spartirsi probabilmente campionato e Coppa Italia) al ‘clasico’ spagnolo: “No, noi siamo troppo distanti da Barcellona e Real, che oltretutto dominano da sempre nei rispettivi campionati, mentre il nostro, soprattutto quest’anno, è apertissimo”.

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