Klaus Biliczky: “Poesia della transitorietà – ruggine e patina”

Mostra personale dell’artista Klaus Biliczky dal 24 luglio al 6 agosto 2020

Continua la ripartenza dell’attività espositiva della Galleria ARTtime di Udine, ovviamente nel totale rispetto delle misure di sicurezza. Tre semplici regole/indicazioni: mascherina obbligatoria, massimo 5 persone presenti all’interno contemporaneamente (ovviamente mantenendo la distanza di almeno un metro l’uno dall’altro), soluzione idroalcolica per l’igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori.

Questa volta la Galleria udinese ha l’onore di presentare la mostra personale dell’artista tedesco Klaus Biliczky intitolata “Poesia della transitorietà – ruggine e patina”, un evento assolutamente da non perdere data l’unicità delle creazioni artistiche presentate.

Vernissage e brindisi con l’artista sabato 25 luglio alle ore 17:30 presso ARTtime (Vicolo Pulesi 6 a, Udine).

Klaus Biliczky, è cresciuto a Dinkelsbühl, la città antica (medievale) più bella della Germania, secondo Focus. Ha lavorato per molti anni in una posizione di primo piano nel settore del packaging (gestione delle vendite, tecnologia di stampa, design grafico, sviluppo del prodotto, richiesta di brevetti) e in modo indipendente nel settore immobiliare. Fin dalla giovinezza Klaus Biliczky si è occupato attivamente di arte esponendo volentieri le proprie opere. La sua formazione artistica è stata in gran parte da autodidatta, ma anche seguendo lezioni di gruppo con artisti rinomati. Il suo repertorio artistico comprende sia il lavoro sperimentale che quello di progettazione pianificata. L’attività artistica di Biliczky si concentra sulla pittura acrilica, sull’ossidazione della ruggine e della patina e sull’installazione. Biliczky è membro di diverse associazioni artistiche. Nel 2018 ha ricevuto l’Ansbach Art Award (Germania) e nel 2019 il CFA Honorable Mention Award (Francia); è stato anche nominato per altri premi. Ha esposto in mostre nazionali e internazionali. Klaus Biliczky è un artista freelance e ora vive a Neuendettelsau, in Baviera.

Per l’artista la ruggine e la patina simboleggiano la poesia della transitorietà, affascinante, misteriosa e colorata. Nel suo ciclo di opere si è dedicato per anni alla “ruggine” delle immagini su tela. L’ossidazione esercita su di lui un fascino particolare, che rende la caducità delle cose presenti per lui e irradia un proprio particolare fascino, a tratti morboso. Per Klaus Biliczky, l’ossidazione simboleggia in ultima analisi il processo di cambiamento a cui tutto ciò che ci circonda è soggetto. L’emergere del nuovo dalla decadenza rende chiaro il cambiamento permanente e scorre anche nella creazione delle sue opere. La trama e la materialità sono al centro del suo lavoro pittorico in cui rimangono visibili le tracce del processo creativo che è stato sviluppato. Con una composizione pittorica in parte a più strati, con texture di superficie vibranti e una ricca e vivida palette di sfumature cromatiche, vuole condurre lo spettatore in un nuovo mondo di percezione, soprattutto perché nella nostra epoca di permanente sazietà di stimoli l’attenzione per i dettagli si va perdendo. Lontano dall’estetica idealizzata, la ruggine e la patina come mezzo di espressione artistica trovano nelle sue opere la loro peculiare bellezza. Si presenta con superfici in parte vellutate e, a seconda dell’incidenza della luce, in un fuoco d’artificio di tonalità cromatiche. La metamorfosi naturale, il colore e la forma, i processi materiali e creativi formano nel complesso un’affascinante ed unica simbiosi.

È un grandissimo onore poter ospitare qui una selezione di opere appartenenti ad uno dei filoni stilistici di Klaus Biliczky, come sopra menzionato, si tratta di creazioni assolutamente uniche ed originali in grado di colpire profondamente l’animo dell’attento osservatore. Le patine d’ossidazione creano degli effetti irriproducibili in serie, ogni opera è al tempo stesso un unicum ed un piccolo universo, ma anche metafora e spunto per una riflessione. I titoli poi aiutano a comprendere meglio la genesi dell’opera e fungono da integrazione interpretativa. Trova posto anche l’arte plastica, infatti saranno esposte alcune sculture dell’artista, anch’esse pezzi di meravigliosa originalità, nati dall’unione di più materiali ed oggetti di recupero, manufatti in grado di attirare la curiosità e richiamare temi fondamentali e d’attualità come – ad esempio – il populismo, la libertà di stampa ed espressione o la morte. Cogliere il fascino e la poesia dell’attimo fuggente, riflettere sugli aspetti chiave dell’esistenza e fare tutto ciò contemporaneamente col cuore e con la mente, questo è l’auspicio di Klaus Biliczky, un artista che rimane nella memoria, lasciando una traccia indelebile di acuta sensibilità.

La mostra sarà visitabile dal pomeriggio del 24 luglio fino al 6 agosto 2020 presso la Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi 6 a, Udine con il seguente orario: lunedì dalle 15:30 alle 19:00 e dal martedì al sabato dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:00. Ricordando le regole sopra menzionate: mascherina obbligatoria, massimo 5 visitatori presenti contemporaneamente all’interno, soluzione idroalcolica per l’igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori. Ingresso libero.

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