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La bella addormentata: “Bellocchio restituisca i soldi pubblici”

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Udine – riceviamo e pubblichiamo – “E adesso Bellocchio si impegni a restituire il finanziamento pubblico ricevuto per il film Bella Addormentata, prodotto in collaborazione con Rai Cinema (che sottolineo paghiamo tutti noi cittadini con il canone fra l’altro…)”: l’idea porta la firma dell’udinese, Alessandro Berghinz, libero professionista, già nelle file della dirigenza Dc ed ex presidente di Circoscrizione, che si è messo a capo di un movimento d’opinione finalizzato a domandare attraverso tutte le vie – anche legali se necessario – la restituzione ai cittadini del Friuli Venezia Giulia del finanziamento pubblico incassato dal regista della pellicola Bella Addormentata. “La questione è molto semplice – spiega Berghinz, di area laica – e nulla ha a che fare con questioni ideologiche né, tanto meno, religiose, bensì interpella il rispetto verso la collettività che non deve essere presa in giro: dal momento che il film viene in queste ore distribuito e proiettato in tutta Italia, mi sembra doveroso che, alla luce dei sicuri incassi viste anche la pubblicità e la pressione massmediatica esercitata su questa pellicola, il regista, che guadagnerà non poco dagli abbondanti proventi, non tenga stretti i contributi pubblici ricevuti dalla Regione FVG, ovvero da tutti noi cittadini nonché contribuenti”. L’ideale – come spiega Berghinz che si sta battendo per realizzare questo risultato sociale – è di poter aiutare, con i contributi restituiti, le famiglie che in Friuli assistono e seguono i loro cari in stato vegetativo, sia attraverso l’acquisto di qualche macchinario sia attraverso il contributo per l’assistenza sanitaria di professionisti che si occupano di queste persone che vivono in casa. “Naturalmente, accanto a questa richiesta che formalizzeremo ufficialmente, formalizzeremo anche la richiesta, avanzata dal presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, di fare in modo che chi ha denunciato i giornalisti e i medici (ovvero il dottor De Monte) qui in Friuli ritiri immediatamente le querele, nate sulla scorta di pregiudizi ideologici e soprattutto sull’impossibilità antidemocratica di avere e riportare pensieri non allineati con quelli dei protagonisti della trista vicenda che continua, purtroppo, ad essere strumentalizzata proprio da chi invocava il silenzio salvo poi continuare a fare tanto rumore, anche ricorrendo ai Tribunali”.

Alessandro Berghinz

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