La Bufala della morte di Bruno Pizzul corre sul web

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Su Facebook Italia rimbalza la notizia della morte del noto cronista sportivo: “Bruno Pizzul è morto, strocato da un infarto nella sua casa di Udine”. In pochi minuti vengono aperti gruppi alla memoria, pagine di fan, proposte di lutti e minuti di silenzio. Ma è tutta una bufala! Bruno Pizzul è vivo e vegeto e il gruppo più in voga del momento è: “Tutti i fans di Bruno Pizzul… alla faccia di chi ieri ha annunciato la morte della voce del calcio italiano”. La falsa notizia della morte del cronista Bruno Pizzul produce decine di intempestivi coccodrilli sul web. Su internet la necessità di pubblicare prima della concorrenza fa si che il “controllo delle fonti” e la veridicità della notizia passi in secondo piano. Così fior di quotidiani online e gruppi sui social network più noti hanno battuto la news, per poi “spubblicare” appena scoperto l’inganno.

Leggiamo e riportiamo dal Blog di Aldo Rossi

Il telecronista Bruno Pizzul “muore”, ma solo per la rete Internet e subito centinaia di telefonate lo raggiungono mentre lui, tranquillo e vegeto, sta facendo la sua consueta partitina a scopa, costringedolo a chiudere il telefonino «per evitare di distrarsi». «Ridiamoci su», è il commento di Pizzul alla falsa notizia della sua morte che stamani, nel giro di pochi minuti, è rimbalzata da un sito Internet all’altro, fino ad arrivare su Wikipedia, l’enciclopedia libera dove l’errore è stato corretto rapidamente, e Facebook, dove gli ammiratori del telecronista hanno subito cominciato a rimpiargerlo. La falsa notizia è circolata soprattutto in Friuli, dove Pizzul è nato e dove trascorre molto del suo tempo libero, ma è stata rapidamente smentita dai fatti e dallo stesso Pizzul. «Ho dovuto spegnere il telefonino – ha riferito Pizzul – per la quantità di chiamate che ho ricevuto. Stavo facendo la mia consueta partita a scopa al mattino e mi distraevano continuando a chiedermi notizie». Pizzul ha detto di non avere «la più pallida idea di chi possa aver messo in rete questa notizia, ma – ha concluso con l’ironia e il garbo di sempre – ridiamoci su!».

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