La crisi dei mercati e la risposta della cooperazione

ang_3810.jpg“Di fronte alla crisi dei mercati, le cooperative continuano a investire in progetti concreti di sviluppo”. Con queste parole, il presidente Noè Bertolin ha aperto l’assemblea di Fedagri Fvg, “il rafforzamento del sistema – ha proseguito – passa attraverso le aggregazioni e i piani di filiera. Fedagri Fvg ne ha presentati molti in relazione al Psr e, perciò, chiede attenzione alle istituzioni. In particolare, c’è bisogno di sostegni alla promozione e di creare l’accesso, anche per le cooperative, al fondo regionale per le piccole e medie imprese”. Sono 190 le cooperative agricole associate a Fedagri-Confcooperative Fvg. Un piccolo e attivo universo che conta 15.200 soci agricoltori, 1.580 addetti e un fatturato complessivo pari a 630 milioni di euro. È il settore dei servizi ai soci, degli agriturismi e della zootecnia a contare più unità al suo interno: sono 69, infatti, le coop attive in questo ambito, seguite a ruota dal comparto lattiero-caseario con 56 realtà (30 caseifici sociali, 16 latterie turnarie, 10 centri di raccolta latte) e da quello ortofrutticolo-vivaistico (22 unità). Spetta invece agli essiccatoi cooperativi e ai Consorzi agrari il primato nel numero dei soci agricoltori: sono 7.300, affiancati da 44 addetti, per un fatturato complessivo pari a 179 milioni di euro nel 2007. Un valore secondo solo a quello realizzato dalle coop del latterio-caseario, che a fine 2007 hanno fatturato 195 milioni di euro, con 1.250 soci e 625 addetti impiegati. Significativo anche il numero di soci attivi nella filiera vitivinicola: le 16 cantine cooperative contano, infatti, 2.450 unità nella compagine sociale, con 185 addetti impiegati e un valore della produzione 2007 di 85 milioni di euro. Una piccola, ma importante, fetta del complesso cooperativo agricolo è rappresentata dalle realtà agroforestali. Sono una decina le unità operanti in questo settore, con 295 soci, 186 persone impiegate e un fatturato totale di un milione e 500 mila euro. Nel dibattito sono intervenuti i responsabili delle principali cooperative agricole regionali. Renzo Colussi della Cantina di Casarsa ha chiesto un’efficace azione di sburocratizzazione e una valorizzazione delle produzioni legate al territorio. Per Daniele Castagnaviz dell’Essicatoio di Castions di Strada, è necessario un ampliamento delle strutture per lo stoccaggio dei cereali e un lavoro in profondità per mantenere in regione la maggior quota possibile di valore aggiunto. Il presidente di Latterie Friulane, Roberto Rossi, ha sottolineato lo squilibrio di forze e di rapporti tra cooperative agroalimentari e grande distribuzione che porta a un’inadeguata retribuzione delle materie prime. Dalla cooperativa Friulfruct, tramite Guido Genetti, giunge un grido d’allarme per spingere sulle aggregazioni territoriali: serve programmazione produttiva e un unico marchio perché la frutticoltura friulana non soccomba di fronte all’aggressione degli operatori esterni. A conclusione dell’assemblea, moderata dal presidente regionale di Concoop Franco Bosio, è intervenuto Paolo Bruni, presidente nazionale di Fedagri. “L’agricoltura italiana è estremamente polverizzata – ha detto -, la cooperazione è una risposta imprenditoriale che, se sommata a innovazione e internazionalizzazione, può conquistare mercati lontani. La vendita diretta è una risposta giusta alle esigenze di reddito delle aziende, ma coinvolge piccoli numeri. Aggregarsi per crescere, crescere per competere – ha concluso – non vuol dire salvare a tutti i costi chi va male, ma devono essere abbandonati il campanilismo e l’individualismo”.

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