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La crisi non ferma la creatività delle imprese friulane

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In aumento le invenzioni depositate a novembre alla Cciaa di Udine, che ha organizzato un convegno per approfondire gli aspetti di valorizzazione e tutela delle idee Venticinque invenzioni (218 quelle complessive depositate all’Ufficio Brevetti della Camera di Commercio di Udine nel corso dell’anno) nel solo mese di novembre, 5 in più rispetto alla stessa mensilità del 2008.




La crisi non ha fermato la creatività delle imprese friulane che al 30 novembre 2009, oltre alle invenzioni, hanno richiesto all’ente camerale anche il deposito di 26 modelli di utilità e 466 marchi nazionali. Sono i principali titoli di proprietà industriale, «un bagaglio d’idee e invenzioni – ha affermato il presidente della Cciaa di Udine, Giovanni Da Pozzo, aprendo i lavori del convegno “Il brevetto per invenzione industriale: tutela e valorizzazione economica” che si è svolto oggi pomeriggio (3 dicembre) in un’affollata Sala Valduga – su cui le nostre imprese devono puntare per differenziarsi: la brevettualità, infatti, è segnale della vivacità economica di un sistema produttivo. In questo senso, il Made in Italy va rafforzato con un’opportuna legislazione, specie nell’ottica della ripresa dalla crisi».

La Camera di Commercio, che anche per il 2009 ha aderito al progetto di diffusione tra le pmi delle conoscenze in materia di brevettazione, finanziato dalla Regione Fvg e nell’ambito del quale rientra l’incontro, «nel contesto dell’iniziativa regionale ha avviato anche l’attività di pre-diagnosi gratuita per le imprese – ha aggiunto il presidente Da Pozzo – che ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza degli strumenti di proprietà industriale adattandoli alla singola realtà: sono state una ventina, finora, le visite aziendali svolte dai consulenti».

Sul concetto di brevetto come bene intangibile fondamentale per l’impresa, si è espresso il commercialista udinese Lorenzo Sirch. «Brevettare un’idea – ha detto – è vitale per la crescita dell’innovazione: per questo è necessario valutare correttamente il brevetto e utilizzarlo al meglio (la possibilità di esercitarne i diritti si estingue dopo 20 anni dal deposito), visto che è un’importante fonte di profitto aziendale». Una fonte che va tutelata dalla contraffazione, secondo l’avvocato Davide Luigi Petraz dello studio udinese Glp (primo tra i rappresentanti nazionali per numero di modelli comunitari richiesti da titolari italiani) «attraverso opportuni provvedimenti legali – ha spiegato Petraz, “snocciolando” i numeri dei depositi brevettuali in Italia, secondo Paese dopo la Cina con la più alta densità di abitanti in relazione alla quantità di brevetti depositati in ambito nazionale – quali il sequestro, l’inibitoria (che prevede le cessazione dell’uso di quanto ritenuto contraffatto) e la descrizione, oltre alla causa vera e propria».

Le novità della nuova normativa in materia brevettuale (decreto ministeriale del 27 giugno 2008), che ha introdotto la ricerca di anteriorità da parte dell’Ufficio europeo dei brevetti-Epo per le domande di utilizzo esclusivo dell’invenzione industriale depositate in Italia dal 1° luglio 2008, infine, sono state illustrate da Riccardo Coppo, dirigente dell’Ufficio italiano brevetti e marchi-Uibm. «Grazie al decreto – ha affermato Coppo, sottolineando che all’Uibm arrivano in media 800 richieste di deposito al mese – gli inventori possono disporre di un rapporto di ricerca che permette loro di valutare l’effettiva novità dell’idea e considerare con maggiori elementi, così, l’opportunità di estenderla anche all’estero a costi inferiori».

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