La grande Udinese di Di Natale e Sanchez

Dieci anni fa a Udine si viveva un’epoca di grande calcio, forse la più elettrizzante dal punto di vista del gioco, anche più di quando nel decennio precedente la squadra bianconera si era presentata addirittura ai blocchi di partenza della Champions League. Parliamo, infatti, di un gruppo ben consolidato dal tecnico Francesco Guidolin, il quale riuscì a ottenere un quarto posto, che significava un’altra qualificazione all’Europa che conta, con una squadra sulla carta non preparata per un exploit del genere. La chiave di volta per questa impresa fu senza dubbio il fatto di poter contare su una coppia d’attacco veloce e piena di tecnica e talento composta da Antonio Di Natale e Alexis Sanchez. Il primo dei due, che ormai al Dacia Arena di Udine è un autentico mito, quell’anno realizzò ben 28 reti diventando così il capocannoniere del campionato di Serie A davanti a fenomeni come Cavani, Eto’o e Ibrahimovic.

Per quanto riguarda il secondo, invece, parliamo di un funambolo che in quegli anni cacciava per la prima volta la testa fuori dal sacco e che adesso, sebbene in fase calante, forma parte di un’Inter che è tra la candidate a finire sul podio del campionato secondo le scommesse live più aggiornate del momento. In quella stagione ricordata con gioia da tutti i tifosi friulani, soprattutto perché fu l’ultima nella quale i bianconeri ottennero il pass per la Champions League, la coppia offensiva formata da Di Natale e da Sanchez fece davvero impazzire tutte le difese avversarie che dovevano fermarla. I due trovarono un’intesa unica in quanto liberi di muoversi e di scambiarsi di posto in un fronte offensivo ben sostenuto da un centrocampo a cinque e una difesa a tre sempre ben piazzata. Se l’attaccante campano era già un calciatore affermato – nonostante avesse rifiutato grandi piazze era comunque tra i migliori realizzatori del campionato italiano – il cileno, arrivato nel 2008, non era ancora riuscito a sbloccarsi fino alla soluzione trovata da Guidolin. Il tecnico di Castelfranco Veneto, consapevole di avere davanti a sé un diamante grezzo, comprese che il miglior modo per ottenere un rendimento assoluto dal cileno sarebbe stato quello di dargli libertà in avanti senza obbligarlo a effettuare ripiegamenti difensivi. La scelta di associarlo a Di Natale si rivelò azzeccata, come dimostra il rendimento offensivo dei due durante quella stagione, quando formarono la coppia offensiva più affiatata e concreta di tutte e contro ogni pronostico a bocce ferme.

Sanchez, che poi sarebbe stato acquistato dal Barcellona per volere di Pep Guardiola, avrebbe da quel momento spiccato il definitivo salto in avanti in una carriera che poi lo avrebbe visto giocare all’Arsenal, al Manchester United e poi all’Inter, la sua squadra attuale. Durante quell’annata 2010-11 allo stadio ancora chiamato come Friuli, tuttavia, il cileno fece vedere probabilmente il suo miglior calcio, essendo privo da pressioni di ogni sorta, segnando 12 reti e rivelandosi uno degli attaccanti più temibili per la sua abilità nel dribbling e nelle accelerazioni. 

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