Aperitivo a Grado

La morte di Carlo Sgorlon: i saluti delle autorità

facebook

DSC_1119“Ricordiamo un uomo che ha saputo leggere nel profondo, interpretare e tradurre la storia e la vita della sua terra facendone risaltare i valori universali che coinvolgono chi si accosta ai suoi scritti”.
Il presidente della Regione Renzo Tondo ricorda lo scrittore Carlo Sgorlon, morto ieri a 79 anni, ed esprime la riconoscenza “di una Regione e soprattutto del Friuli, per aver fatto conoscere questa terra in Italia e nel mondo con una visione che penetra nel profondo e svela la bellezza, la tragicità e la magia del mondo e della vita”.

E’ una giornata molto triste”: lo ha affermato il sindaco di Udine, Furio Honsell, in riferimento alla morte di Carlo Sgorlon. ”Sgorlon – ha detto Honsell, interpellato dall’ANSA – e’ stato uno tra i piu’ importanti scrittori europei del ventesimo secolo. Ha saputo prendere spunto da tanti episodi, da tante vicende del Friuli, trasfigurandole, facendole diventare messaggi per tutta l’umanita’. E credo anche che la sua ricerca di un rapporto di equilibrio con la natura lo renda in questo momento ancora piu’ attuale”. ”L’ho sempre molto celebrato, anche in vita – ha aggiunto Honsell – conferendogli, quand’ero rettore all’Universita’ di Udine, la laurea honoris causa e, in veste di sindaco, il sigillo della citta’, perche’ sono sempre stato molto convinto del suo valore

Il cordoglio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e suo personale è stato espresso dal presidente Edouard Ballaman per la scomparsa, il giorno di Natale, di Carlo Sgorlon, scrittore e narratore che ha legato la sua vita e la sua opera al mondo friulano.
“Di lui – ha sottolineato Ballaman – ricordiamo il carattere affettuoso e schivo, il grande amore per la sua terra, gli oltre quaranta riconoscimenti nazionali e internazionali, su tutti i due premi Super Campiello e lo Strega. Mi piace però sottolineare la continua ricerca di nuove esperienze letterarie che hanno portato Sgorlon, in cinquant’anni di attività, a un continuo innovarsi nella tradizione.

“Lingua, sentimento, sacralità, spiritualismo, ritorno alla natura – ha concluso Ballaman – sono solo alcune delle strade percorse da Sgorlon nelle sue opere. Con la sua scomparsa perdiamo uno degli scrittori più profondi della nostra terra e un narratore unico grazie alla sua capacità di rappresentare il reale nel fantastico e viceversa”.

“Ha brillato in tutto il mondo, ma l’egemonia culturale di sinistra ha troppe volte chiuso gli occhi di fronte a tutti i riconoscimenti culturali, premi e traduzioni che Carlo Sgorlon continuava ad ottenere senza tregua. Ora che il nostro grande scrittore, bistratto ed emarginato da una certa ideologia e da culture politicizzate, ha chiuso i suoi occhi,  sicuramente quanti in questi anni l’hanno isolato si affretteranno ad aprire la loro bocca per elogiarlo nel tentativo di appropriarsene”, afferma il senatore Ferruccio Saro colpito per la scomparsa dell’intellettuale “ignorato in patria e acclamato fuori dalla patria”. “Sarebbe stato giusto che Sgorlon, vittima dell’ideologia dominante, ricevesse in vita quanto meritava anche dal suo Friuli, un Friuli che ha contribuito a far conoscere in tutto il mondo cantando gli archetipi, i miti e i simboli di una terra contadina dove i valori e le tradizioni rappresentavano un riferimento costante nella sua poetica”. Saro, che ha avuto modo di leggere ed apprezzare i libri di Sgorlon, dichiara: “Carlo Sgorlon rimane e rimarrà il più grande scrittore che ha saputo portare al cospetto di tutte le corti culturali del mondo la cultura friulana nelle
sue storie, nella sua religiosità, nei suoi miti, nelle sue visioni allegoriche, in un universo senza tempo”. Il senatore ricorda anche la missione impossibile che è riuscita a Sgorlon: portare il  Beato Odorico da Pordenone in Cina, grazie alle traduzioni del suo libro che poi è diventato anche un documentario, sfidando tutti i pregiudizi e le chiusure delle gerarchie. “Ci mancherai, mancherai soprattutto a quella parte di Friuli che ha cercato di tributarti il suo omaggio”, conclude.

1.654