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La Passione secondo Matteo al Teatro Nuovo

petite-bande.jpgGrande attesa, al Teatro Nuovo, per uno dei massimi capolavori di Bach: la splendida Passione secondo Matteo (incastonata nel cartellone musicale di Daniele Spini). La ripropone, mercoledì 25 marzo alle 20.45, un grande dell’interpretazione del passato, Sigiswald Kuijken, alla testa della sua Petite Bande. Nel 1829 Felix Mendelssohn, allora diciottenne, ne diresse la prima esecuzione in tempi moderni, dando così inizio alla cosiddetta Bach-Renaissance, gigantesca operazione di recupero alla cultura europea di uno dei massimi compositori di tutti i tempi (quasi ottant’anni dopo la sua morte).Da allora la Passione secondo Matteo rappresenta Bach nella cultura e nella sensibilità di tutto il mondo con un’evidenza e un’autorevolezza forse non eguagliate da nessun altro fra i suoi grandi capolavori. Destinata alle funzioni del Venerdì Santo nelle chiese luterane di Lipsia, la Matthäuspassion è al tempo stesso un risultato artistico altissimo, uno straordinario momento di spiritualità con la sua drammatica meditazione sulla morte di Cristo, un documento inarrivabile di sintesi di culture diverse, dal corale luterano all’aria con il da capo all’italiana.La Petite Bande, fondata nel 1972 da Sigiswald Kuijken e Gustav Leonhardt, è formata da musicisti di fama internazionale. Il suo repertorio comprende le opere dei principali compositori del periodo classico e barocco, con una particolare attezione nei confronti di quelle di Bach, Haydn, Gluck, Rameau e Mozart. Una particolarità che contraddistingue le sue esecuzioni delle opere vocali di Bach consiste nel disporre un cantante per ciascuna parte, contrariamente alla prassi tradizionale che invece prevede un coro vero e proprio. La Petite Bande è ospite dei più importanti festival internazionali e delle maggiori società di concerti in Europa, Giappone, Australia, Sud Africa e Cina.Sigiswald Kuijken è uno dei maggiori interpreti della musica del Sei e Settecento. A lui si deve l’introduzione di nuove modalità esecutive che hanno rivoluzionato la prassi e la filologia della “musica antica”. Basti pensare alla maniera di suonare il violino appoggiandolo liberamente sulla spalla adottata poi da numerosi violinisti. Già docente di violino barocco presso il Conservatorio Reale a L’Aja, è invitato a tenere corsi nelle scuole più prestigiose, come The Royal College of Music di Londra e l’Accademia Chigiana di Siena. Accanto alla musica antica, coltiva spesso anche il repertorio romantico, dirigendo opere di Ludwig van Beethoven, Robert Schumann, Johannes Brahms e Felix Mendelssohn.Per informazioni, contattare l’Infopoint del Nuovo (0432.248418) o consultare il sito ufficiale (www.teatroudine.it).

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