La prof, il cell e la mamma (e tutte le altre storie)

nokia.jpgha fatto il giro dei media nazionali l’incredibile vicenda di disciplina scolastica che ha visto protagonsita una alunna delle medie, il suo cell, la prof e la madre dell’alunnaLa professoressa redarguisce una sua alunna per l’uso del cellulare, ma questa fa intervenire la madre, che giunta in classe aggredisce verbalmente la docente: per questi fatti una donna, di 40 anni di Udine, è stata denunciata per minaccia grave e interruzione di pubblico servizio.I fatti sono avvenuti presso la Scuola media “Valussi” di Udine nel corso delle lezioni pomeridiane destinate ai ragazzi che intendono conseguire la licenza media ma hanno già superato i limiti d’età per frequentare le lezioni del mattino.

A quanto riferito dai militari dell’Arma la giovane erastata ripresa dall’insegnante perché usava il cellulare in classe. La ragazza ha comunicato l’accaduto alla madre che poco dopo ha fatto “irruzione” nella classe aggredendo verbalmente la docente. E’ servito l’intervento di due bidelli per portare la donna fuori dall’aula dove nel frattempo le lezioni erano state sospese. La donna è stata così denunciata ai Carabinieri.

SCUOLA: VANDALISMI IN LICEO UDINE, STUDENTI PAGANO DANNI

Vandalismi nei bagni del liceo classico ‘Jacopo Stellini’ di Udine. Gli episodi si ripetono e la scuola, a scopo educativo, decide di ripartire tra gli studenti le spese, pochi euro ciascuno, per le riparazioni.
Per tre volte dall’inizio dell’anno scolastico – come riferisce Il Gazzettino il 22 aprile – i servizi igienici dell’istituto
sono stati intasati, anche con lattine di bibite. “Secondo quanto è emerso dalle verifiche tecniche – spiega la preside, Anna Maria Germini – sono stati gesti intenzionali. Il costo complessivo delle riparazioni è giunto a quasi tremila euro, un onere non da poco per la scuola”.
Nel primo caso, il consiglio d’istituto, rappresentanti degli studenti compresi, ha stabilito che le spese per le riparazioni dovevano essere suddivise tra tutti gli studenti. “Le direttive del ministero – ricorda la preside – sono chiare: gli atti di vandalismo e di bullismo vanno repressi e, quando non si trovano i colpevoli, gli stessi studenti, a fine educativo, devono farsene carico”. La stragrande maggioranza degli allievi ha pagato, qualche genitore non è stato d’accordo.
Quando è avvenuto il secondo episodio, il danno è stato di entità minore e la scuola ha soprasseduto, ma la terza volta, poche settimane fa, ha ritenuto di doversi comportare come in passato. “La Giunta esecutiva ha già deciso – sottolinea la preside – ma attendiamo di conoscere anche il parere del Consiglio di istituto, che si riunirà il 28 aprile. Riteniamo che l’educazione civica parta innanzi tutto dal rispetto verso quelli che sono i beni di una comunità”.

e poi eccovi le altre incredibili storie della scuola friulana

la pornoprof

il prof che fumava la canna e le storie di Udine20

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