La protesta universitaria in Friuli: news da Udine e Trieste

gelmini_sorrisoR375Dilaga anche in Friuli la protesta contro la riforma Gelmini che si appresta a rivoluzionare l’Università. Anche a Udine e a Trieste gli atenei sono in subbuglio per protestare contro la riforma.Gli studenti della facoltà di scienze matematiche fisiche e naturali dell’ateneo triestino hanno preparato un video diffuso nella serta del 13 per comunicare la protesta che ha interessato l’Ateneo nel giorno successivo

Il presidio del dipartimento di fisica da parte degli studenti di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali continua.

Nella mattinata di mercoledì 13 ottobre gli studenti, dopo aver elaborato un verbale delle attività della nottata precedente, hanno provveduto a informare il personale docente e i ricercatori delle motivazioni di questa protesta.

Successivamente si sono ritrovati in piazza Unità per seguire dei seminari tenuti da docenti e ricercatori della facoltà.

In serata il presidio è proseguito all’interno del dipartimento con un’assemblea in cui si è stabilita la linea d’azione per i giorni seguenti. Inoltre il docente Alessandro Fonda ha tenuto un seminario.

Hanno partecipato all’assemblea anche diversi docenti e ricercatori della facoltà di Scienze.

seminari-p-za-unitacc80-13-10-2010_27Il giorno 14 gli studenti triestini si sono radunati presso piazza Unità per seguire le lezioni e i seminari dei docenti cercando così di sensibilizzare  l’opinione pubblica alle conseguenze che potrebbero derivare dalla riforma. Nel pomeriggio la protesta si è spostata presso l’edifioc H3 dell’università dove si sono svolte assemblee di facoltà e infine hanno diffuso un comunicato incui invitano il Magnifico Rettore dell’università di Trieste a prendere una poziione in merito alla riforma :

Gli studenti della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, in seguito al presidio del Dipartimento di Fisica iniziato in data 12 ottobre 2010, sono concordi nel ritenere che le informazioni finora pervenute all’opinione pubblica, agli studenti stessi e alle loro famiglie, non sia stata efficace nell’esplicare le problematiche che attualmente il nostro Ateneo sta affrontando. Pertanto, prese come esempio le lettere pervenute a tutti gli studenti iscritti all’anno accademico 2010/2011 da parte dei presidi di Ingegneria del Politecnico di Torino, riteniamo sia necessario o quantomeno rispettoso, nei confronti degli studenti del nostro Ateneo e delle loro famiglie, da parte del Magnifico Rettore un atto informativo telematico e cartaceo volto a tale stesso scopo. Così facendo vorremmo che Lei, a nome dell’Ateneo, rendesse di pubblico dominio le conseguenze che il ddl 1905 e in generale la prevista finanziaria avranno sul futuro dell’Università italiana, soffermandosi in particolare sui drastici mutamenti che l’Offerta Formativa del nostro Ateneo sarà costretta a subire.

Intanto anche a Udine l’Universitàha preso posizione in merito al rinvio della discussione sul ddl sull’Università

In merito al rinvio della discussione alla Camera del disegno di legge dell’Università e alla mancanza delle relative coperture finanziarie, il rettore dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, il prorettore, i rappresentanti dei ricercatori e il presidente del Consiglio degli studenti dichiarano che:

L’Università di Udine esprime la più viva preoccupazione e denuncia con forza la mancanza da parte del governo di una prioritaria e chiara individuazione delle risorse indispensabili per la sostenibilità stessa, prima ancora che per il miglioramento, del sistema universitario. Nella ferma convinzione che ogni riforma debba essere accompagnata dalla certezza delle risorse, l’Ateneo di Udine fa appello a tutte le forze parlamentari, a tutti gli attori politico-istituzionali locali e nazionali affinché il tema dell’Università, della ricerca e dell’alta formazione venga posta, una volta per tutte, come priorità, in un’agenda politica che voglia dare al sistema paese prospettive di sviluppo e di crescita.

L’Università di Udine sta lavorando intensamente con rigore e responsabilità e con i sacrifici imposti da un sottofinanziamento cronico, riconosciuto dallo stesso Ministero, per affermare i principi di qualità, di merito, di razionalità gestionale e ottimizzazione nell’impiego delle risorse al fine di fornire livelli eccellenti di formazione e di servizi agli studenti e per mantenere elevati standard internazionale di ricerca. Ed entro questo processo di sempre maggior qualificazione dell’Ateneo i nostri 294 ricercatori svolgono un ruolo insostituibile e fondamentale.

Questo percorso virtuoso non può essere interrotto per i gravi ritardi e le conseguenti gravi inadempienze del sistema politico nei confronti dell’Università.

Ancora una volta, con grande senso di responsabilità sociale e istituzionale, nel rispetto del diritto allo studio, nel rispetto degli studenti e delle loro famiglie, l’Università del Friuli garantirà l’attività didattica ma mobiliterà la forza di un’intera comunità universitaria di 20.000 persone per portare a conoscenza della Società intera i gravi problemi di sostenibilità e di sviluppo dell’Università Italiana.

Il presidio del dipartimento di fisica da parte degli studenti di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali continua.

Nella mattinata di mercoledì 13 ottobre gli studenti, dopo aver elaborato un verbale delle attività della nottata precedente, hanno provveduto a informare il personale docente e i ricercatori delle motivazioni di questa protesta.

Successivamente si sono ritrovati in piazza Unità per seguire dei seminari tenuti da docenti e ricercatori della facoltà.

In serata il presidio è proseguito all’interno del dipartimento con un’assemblea in cui si è stabilita la linea d’azione per i giorni seguenti. Inoltre il docente Alessandro Fonda ha tenuto un seminario.

Hanno partecipato all’assemblea anche diversi docenti e ricercatori della facoltà di Scienze.

751