Bearzi

La storia del vino in Friuli Future Forum

«Mangerei questo piatto anche a colazione!». Il piatto è niente meno che il Toc’ in braide, versione autunnale, ricetta del grande Gianni Cosetti rielaborata dallo chef Carlo Marnoni del Ristorante Carnia di Venzone, che ebbe la fortuna di lavorare per qualche anno a fianco del maestro. Il commento, spontaneo, soddisfatto, è quello di un’“assaggiatrice”, in prima fila al Friuli Future Forum, dove questa mattina si è dato avvio ufficiale alle iniziative della Cciaa a Friuli Doc. E il corso iniziale sulla storia del vino italiano e friulano – abbinato a degustazione – era già “sold out”. Tantissimi partecipanti, pronti a prendere appunti seguendo un’appassionante conversazione con Walter Filiputti, giornalista, esperto di agroalimentare e di cultura del vino e dell’alimentazione, che si è sbizzarrito in un puntuale, approfondito e divertente racconto sugli ultimi quarant’anni di vinificazione. Raccontando anche, fra tecnica, esperienze e tanti episodi cardine dell’evoluzione enologica, di quando Hollywood cominciò a introdurre il vino nelle produzioni cinematografiche, contribuendo a diffonderne la cultura, dapprima negli Stati Uniti e quindi in tutto il mondo, e arrivando fino agli ultimi sviluppi della ricerca, la genomica applicata alla vite, che apre scenari di vinificazioni davvero alternativi, un vino del futuro che grazie all’innovazione e alla scienza non ha bisogno della chimica, rispetta di più l’ambiente e ricerca la massima qualità. Un avvio di successo, dunque, per i corsi della Cciaa, proseguiti con un nuovo “tutto esaurito” anche nel pomeriggio – un corso sulla barrique, “croce e delizia” dell’enologia e del marketing – e che continueranno sabato 14 con tre appuntamenti: alle 10.30, “La rivoluzione enologica di Fvg e Toscana”, con la storia del vino dagli anni Settanta raccontata ancora da Filiputti. La conversazione sarà accompagnata dalla degustazione di vini e dalle ricette di Giorgio Busdon dell’Astoria di Udine. Alle 16.30 si parla di Dna delle viti e di come la genomica sta trasformando la storia del vino. Al racconto saranno abbinate degustazioni di prodotti d’eccellenza del Fvg. Per finire, alle 18.30, l’ultimo appuntamento della giornata, con “Il linguaggio del vino”, capitolo fondamentale del successo del vino italiano nel mondo. Un prosieguo naturale per le anticipazioni che la Cciaa ha offerto per la sua partecipazione a Friuli Doc 2013, giovedì pomeriggio. Innanzitutto con la firma di Friuli Future Wines IV, esperienza unica in Italia, l’Ati (Associazione temporanea d’imprese) che riunisce Pmi vinicole di tutto il Fvg, sotto la guida della Camera di Commercio, per promuovere la propria presenza sui più promettenti mercati extraeuropei con la forza di un network. E si è arrivati, in questa quarta edizione del progetto, a riunire ben 44 aziende – erano poco più di 20 nella prima annualità. Segno che il percorso ha buoni riscontri per le imprese, che compartecipano al 50% al budget per la promozione, mentre la restante metà arriva da fondi pubblici – dalla Regione tramite l’Unione Europea e il Ministero delle politiche agricole. Il budget complessivo di quest’anno arriva a circa 884 mila euro. «Questa esperienza si è rivelata vincente – ha commentato il presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo –, in quanto consente a queste piccole ma dinamicissime imprese di presentarsi sui grandi mercati di Usa, ma anche Cina e Russia, con più “peso specifico”, con l’assistenza della Cciaa, e contemporaneamente con la libertà per ciascuna di scegliere le iniziative più consone al proprio profilo aziendale o alle proprie aspettative. L’Ocm diventa modello, che ci piacerebbe poter applicare anche in altri settori dell’economia».
E subito dopo la sigla dell’Ati, si è partiti con il primo forum nella sede di Fff, dov’è allestito anche un corner di degustazione dei Top wines selezionati per l’ultima edizione della nuova Guida ai vini curata dalle quattro Cciaa. Il forum si è concentrato proprio su “vino e sostenibilità”, binomio che ha tutta l’attenzione dei percorsi della Cciaa. Se n’è parlato con tre veri esperti: Attilio Scienza, professore di viticoltura all’Università di Milano, Raffaele Testolin, professore di agraria all’Università di Udine, e Marta Colautti, Responsabile qualità e certificazioni Vivai Cooperativi Rauscedo. Le interviste ai protagonisti saranno presto online su ww.friulifutureforum.com, che sta diffondendo anche tramite i profili Facebook (pagina Friuli Future Forum) e Twitter (@friuliforum) tutto quanto accade in sede e monitorando le iniziative più innovative della kermesse.

Foto Tassotto&Max

facebook
401