Ladri per caso: I soliti ignoti in scena dal 7 al 9 febbraio a Udine

In un’Italia in bianco e nero che stenta a decollare dopo la crisi della guerra, la truffa e il furto diventano ali per volare alti sopra il cielo della miseria. Trasloca dal cinema alle tavole del palcoscenico I soliti ignoti, film capolavoro di Mario Monicelli scritto con le migliori penne della sceneggiatura italiana, Age & Scarpelli e Suso Cecchi D’Amico. Interpretato da Vinicio Marchioni, noto al grande pubblico per il ruolo de “il Freddo” in Romanzo criminale e qui anche nel ruolo di regista – Giuseppe Zeno e un cast di attori di primo piano cresciuti alla lezione dei maestri della commedia italiana quali furono Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Totò, lo spettacolo sarà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine da venerdì 7 a domenica 9 febbraio 2020.

Sabato 8 febbraio alle 17.30 Vittorio Marchioni, Giuseppe Zeno e la Compagnia dello spettacolo incontreranno il pubblico in un nuovo appuntamento di Casa Teatro. Conduce Emanuela Furlan, direttore organizzativo di Mittelfest.

Lo spettacolo segue molto da vicino la sceneggiatura originale del film e ci rituffa nell’Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra. Una improvvisata banda di ladri tenta il colpo del secolo al Monte dei Pegni passando per un’abitazione privata dalle pareti sottili. Per arrivare pronti all’azione criminale si susseguono appostamenti, simulazioni e lezioni di maestri scassinatori ma per colpa di un banale spostamento di mobili i conti – o meglio, le planimetrie – non tornano e così, anziché davanti a una cassaforte colma di ori e denaro, i nostri si ritrovano in una cucina e con le mani su di un altro bottino: un’irresistibile pasta e ceci. La forza di guardare con un sorriso amaro all’umana condizione e la capacità di rappresentare con i suoi chiaroscuri un momento storico difficile ma non privo di luci riprendono vita in questa nuova produzione della compagnia teatrale “Gli Ipocriti”, che ha debuttato lo scorso dicembre ed è ora impegnata in una applaudita tournée nazionale.

In scena Vinicio Marchioni interpreta il fotografo squattrinato Tiberio e Giuseppe Zeno è Peppe il Pantera, pugile sempre al tappeto, Augusto Fornari è Cosimo, Salvatore Caruso è il sempre affamato Capannelle. Vito Facciolla interpreta Ferribbotte, fratello ipergeloso e oppressivo della bella Carmela (Marilena Anniballi, qui anche nel ruolo di Nicoletta) di cui è innamorato Mario (Antonio Grosso). Ivano Schiavi è Dante, scassinatore a riposo e maestro di arti fraudolente.

L’adattamento teatrale di Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli rimane fedele alla meravigliosa sceneggiatura di Age & Scarpelli senza rinunciare a trovate di scrittura che, assieme alla regia, rendono moderna l’epoca lontana in cui è ambientato il film. Le scene di Luigi Ferrigno, i costumi di Milena Mancini, le luci di Giuseppe D’Alterio, le musiche di Pino Marino.

“Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti ignoti per me è uno di questi – spiega Vinicio Marchioni nelle note di regia -. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di curare l’adattamento teatrale del film mi ha immediatamente conquistato. È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia. Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada”.

794