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Lampedusa, strage di migranti: naufragio di un barcone 94 morti 200 dispersi

(immagine archivio) “E’ una tragedia”. Così il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini in seguito al naufragio di un barcone con almeno 500 a bordo (eritrei, somali e ghanesi) avvenuto all’alba di oggi a poche miglia dall’isola. Sono già 94 i cadaveri recuperati e trasportati sulla banchina del molo di Lampedusa. Tra loro anche una donna incinta e due bambini, una maschietto e una femminuccia, di 2 e 3 anni. Ma “il bilancio è destinato a salire”, conferma all’Adnkronos Giuseppe Noto, direttore dell’Asp di Palermo. 151 sono stati messi in salvo. Mentre 250 risultano dispersi.

La tragedia è avvenuta nella zona tra la Tabaccara e l’Isola dei Conigli. A bordo del barcone sarebbe scoppiato un incendio, forse dovuto a un corto circuito. Decine e decine di profughi per il panico si sono gettati in acqua, raccontanto i sopravvissuti al naufragio accompagnati, ancora sotto choc, sulla terraferma a Lampedusa. Alcuni dei migranti in mare si sono messi a nuotare per raggiungere gli scogli mentre i pescherecci, che si trovavano nella zona del naufragio dove sono giunte cinque motovedette della Guardia costiera, oltre ai mezzi della Guardia di Finanza, tentavano di metterli in salvo. Una vera e propria catena umana per aiutare gli immigrati finiti in acqua. La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta. Tra le ipotesi di reato anche quella di omicidio plurimo.
“Ci sono morti ovunque. E’ terribile”. Non riesce a trattenere il pianto uno dei soccorritori che si trova su uno dei pescherecci che stanno recuperando i cadaveri dal mare. “Sono decine i morti, molti galleggiano – dice ancora tra le lacrime all’Adnkronos- Sembra un incubo”.
“Ho trovato una situazione a dir poco tragica”, dice, da parte sua, Pietro Bartolo, responsabile sanitario del poliambulatorio di Lampedusa che da questa mattina non si è mai fermato. “Finora abbiamo recuperato 94 cadaveri fa il punto Bartolo – e 151 profughi sono stati recuperati vivi. Ma ne mancano almeno altri 200 all’appello”. Una trentina di cadaveri, prosegue, “sono stati portati nell’hangar dell’aeroporto di Lampedusa, gli altri sono ancora sulla banchina in attesa di essere trasferiti. Stiamo aspettando le bare che dovrebbero arrivare a breve”.
Bisogna creare “corridoi umanitari. Nei paesi civili quando la gente scappa dalla guerre non si lascia annegare, si fanno i corridoi umanitari”, denuncia all’Adnkronos il sindaco Nicolini. “Chiunque vedrà questi morti allineati sulla banchina, penserà ciò che sto pensando io, ciò che stanno pensando i soccorritori: perché non li mandano a prendere vivi?”, continua. “Smettiamola, smettiamola”, continua il sindaco sconvolto dall’ennesima tragedia. “Noi continuiamo a gridare tutto il nostro dolore e oggi più che mai ma l’Europa continua ad essere assente”, aggiunge. Il sindaco stamane ha scritto un telegramma al premier Letta ”invitandolo a venire a Lampedusa per contare i morti”.
“Sono sconvolto da ciò che ho visto” ha detto all’Adnkronos il parroco di Lampedusa, don Stefano Nastasi. Nei sei anni trascorsi sull’isola “non avevo mai visto nulla di simile. E’ una mattanza che va fermata. La Comunità Europea e il governo italiano devono mobilitarsi, servono risposte per evitare queste tragedie. Serve un cordone umanitario”.
Dopo la tragedia il vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annullato la conferenza stampa in programma alle 12 a palazzo Chigi con i ministri del Pdl e va a Lampedusa. Ancora da definire quando sull’isola arriverà la presidente della Camera Laura Boldrini. Per il presidente del Consiglio Enrico Letta si tratta di una “tragedia immane”. Su quanto accaduto il governo riferirà al Parlamento “appena il quadro conoscitivo sarà completo, nelle forme e nei modi che verranno definiti con le presidenze di Camera e Senato”, ha poi detto il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico.
Ieri l’ultimo sbarco a Siracusa. La Guardia Costiera ha soccorso 117 migranti tra cui 20 donne e 4 bambini. La sala operativa della Capitaneria di Porto di Catania è stata informata dalla Croce Rossa Italiana, contattata da una signora residente in Belgio che aveva a sua volta ricevuto una richiesta d’aiuto tramite telefono satellitare da un barcone nel canale di Sicilia. Il barcone è stato individuato, a circa 30 miglia dalle coste siciliane, da un aereo ATR42 della Guardia Costiera. Inviate su posto due motovedette, intorno alle 17 i soccorritori hanno provveduto al trasbordo dei migranti, tutti di origine siriana. Alle 19.35 è giunta in porto a Siracusa la prima motovedetta con 70 migranti e alle 20,10 la seconda motovedetta con altri 47.

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