L’appello dei medici: “Nessuno sia legittimato a considerarsi in vacanza. I giovani non si reputino immuni”

Va ricordato a tutti che la sopravvivenza dipende ora soprattutto dalla capacità di risposta del sistema sanitario come organizzazione  rappresentato in questo momento di crisi dall’impegno profuso da parte di tutti gli operatori sanitari sia sul territorio che negli ospedali con particolare riguardo alle terapie intensive. Comportamenti irresponsabili possono infatti mettere in gravissima crisi le strutture di terapia intensiva.

“I comportamenti irresponsabili delle persone ricadono sulla tenuta del sistema sanitario, e non solo, con danni generali imprevedibili ed incalcolabili: i cittadini devono iniziare a capire che stiamo vivendo un’emergenza seria. Se continuano a comportarsi come se il Covid-19 non ci fosse, non hanno compreso la gravità dell’attuale momento storico”, non usa giri di parole il Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, Maurizio Rocco, per condannare gli affollamenti che si si sono registrati un po’ dappertutto: nei comprensori sciistici, nelle località balneari e in luoghi di ritrovo in città e provincia. Ci sono ancora troppi giovani in giro.

“I cittadini hanno il dovere morale e civico di attenersi scrupolosamente alle direttive impartite dagli organi centrali e regionali oltre che dalle massime Autorità sanitarie: è immorale pensare di essere in ferie o in vacanza perché le scuole e le Università sono chiuse e lo resteranno, perché molti uffici pubblici non sono aperti o hanno contingentato gli accessi”. Se questi luoghi restano chiusi è perché c’è una situazione emergenziale seria, pertanto – prosegue il Presidente dell’Ordine dei medici – “nessuno è legittimato a violare le direttive assembrandosi in bar, pub, ristoranti, centri storici, centri commerciali, mercati, casinò, sale scommesse, poli sciistici e via dicendo ove non sia possibile come minimo garantire la distanza di sicurezza di un metro. Chi sottovaluta il problema globale è responsabile in prima persona di diffondere il virus e contagiare altre persone, compromettendo la stabilità del sistema sanitario e sociale e mettendo in pericolo il personale medico e sanitario coinvolto in prima fila contro questo nemico che può colpire tutti noi”.

“L’unica arma al momento disponibile per contrastare la diffusione del Covid-19 è il contenimento, quindi evitando luoghi affollati e cercando di restare il più possibile a casa, limitando gli spostamenti ed i contatti solo ai motivi di lavoro e di comprovata esigenza oltre che osservando le regole igieniche costantemente ripetute”, ribadisce il Presidente che si appella al senso civico ed etico di tutta la cittadinanza. “I messaggi sono chiari ed espliciti: tutti devono cambiare, almeno durante il periodo emergenziale, lo stile di vita in maniera radicale”. Un appello anche ai giovani che pensano di non essere toccati dal virus: “Non è affatto vero che i giovani possono ritenersi immuni dal contagio o pensare di superare l’infezione senza grossi problemi ; ho sentito tanti ragazzi e tante ragazze apparentemente incuranti dell’emergenza in quanto credono, sbagliando, che il virus colpisca solo gli anziani o le persone già con un quadro clinico compromesso. E’ una convinzione del tutto errata. Il ‘Paziente uno’ ha infatti 38 anni. Nessuno è immune dal virus”.

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