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L’aurora boreale nelle immagini del fotografo friulano Menis

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Ora a 300 km a nord del Circolo polare artico, in zone non toccate dall’inquinamento luminoso, il fotografo Menis, per la quarta volta in Lapponia, cattura le Northern Lights come mai prima grazie ai riverberi di una straordinaria attività solare. Grazie alla diretta su Facebook e Twitter, migliaia di appassionati in Italia e nel mondo stanno guardando, condividendo e commentando le sue foto.  In questi giorni Menis si trova nella zona di Inari, 300 km a nord del Circolo polare artico: qui ha avuto la fortuna di vedere i riverberi di una attività solare molto forte (“flare” 4, come si dice in termine tecnico per esprimere la potenza del fenomeno), estrinsecata in aurore boreali straordinarie, come mai accaduto fino a questa sua quarta spedizione in Scandinavia.

“Questa notte ho assistito, e non sto esagerando, allo spettacolo più incredibile della mia vita: l’aurora boreale ha improvvisamente avvolto tutto, e sottolineo tutto, il cielo, a 360 gradi, illuminando in maniera veramente forte il paesaggio circostante, come farebbe la luna piena, ma con il colore verde. Il cielo, completamente terso, appariva totalmente offuscato e si vedevano solo poche stelle, quelle più brillanti. Ben visibili a occhio nudo anche i colori viola e rosso delle Luci Artiche, cosa rarissima e che solitamente solo le fotocamere percepiscono”.

Se il “mal d’Africa” è noto per aver colpito molti viaggiatori nel corso dei secoli, c’è un fenomeno naturalistico che sembra fare altrettanto: l’aurora boreale. È così che il fotografo friulano Gabriele Menis, dopo la spedizione del 2014 con Fabio De Stefano, appassionato come lui di meteo e natura, è tornato in Lapponia per catturare i mistici “fuochi delle volpi” – gli antichi pensavano infatti che questo evento naturalistico fosse provocato dal contatto della coda delle volpi con il cielo – e realizzare workshop fotografici dedicati a piccoli gruppi nelle zone meno turistiche di queste terre, scoprendo la vita e le tradizioni degli abitanti locali, i Sami.

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