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LAVORO: PANARITI, DATI ISTAT POSTIVI IN FVG SOPRATTUTTO TRA LE DONNE

Trieste, 13 settembre – “Ancora un trimestre con il segno positivo: l’occupazione in Friuli Venezia Giulia, nonostante una congiuntura economica ancora rallentata a livello nazionale e internazionale, cresce per il terzo trimestre consecutivo”. È questo il commento dell’assessore regionale al Lavoro Loredana Panariti ai dati dell’ISTAT riguardanti l’indagine trimestrale sulla Forza lavoro, che fotografano la situazione anche nella nostra regione.

“Questa tendenza – spiega Panariti – era già stata anticipata dai tre trimestri consecutivi di saldi positivi tra assunzioni e cessazioni registrati a partire dalla fine del 2015; allora la decontribuzione dovuta al Jobs Act aveva spinto i datori di lavoro ad anticipare di almeno un semestre le assunzioni previste per il periodo successivo. Ci aspettavamo, per questo, come peraltro è accaduto, un rallentamento nella dinamica tra assunzioni e cessazioni e, nello stesso tempo, un tenuta generale dell’occupazione”.

Secondo i dati dell’ISTAT, gli occupati si attestano a quota 497.500, in crescita sia rispetto al trimestre precedente (+800 unità) sia allo stesso periodo dell’anno scorso, quando gli occupati erano 497.200. L’incremento è quindi dello 0,1%, pari – in termini assoluti – a 300 unità. La crescita in Friuli Venezia Giulia è meno intensa sia rispetto alla ripartizione del Nord Est (+1,9%) sia rispetto al dato nazionale (+2%).

L’aumento dell’occupazione si deve, ancora, soprattutto alla componente femminile della Forza lavoro, che passa da 216.000 a 219.000 tra il secondo trimestre 2015 e il secondo del 2016, mentre gli uomini cedono 2.000 unità nello stesso periodo. Quest’ultimo calo è dovuto ancora alla persistente crisi del manifatturiero regionale, un settore caratterizzato da una forte presenza maschile e che perde ancora addetti. La tenuta della Forza lavoro femminile, invece, è trainata soprattutto dalla crescita del settore dei servizi e del turismo, componenti della domanda di lavoro particolarmente dinamiche negli ultimi mesi.

Rimanendo sui mutamenti dei comparti produttivi regionali, si evidenzia il balzo in avanti degli occupati in agricoltura, dove la base occupazionale aumenta di ben 7.400 unità (una variazione tendenziale pari al 61%); l’industria – e in particolare il manifatturiero – segnano ancora il passo (-9 e -6,7%), mentre tutto il comparto legato al turismo (alberghiero, ristorazione, servizi alle imprese, agriturismo) aumenta ancora la propria componente di Forza lavoro. I servizi crescono del 2,2%, commercio albergo e ristoranti del 2,1% mentre le altre attività dei servizi (soprattutto legate ai servizi sociali alla persona) fanno segnare un +2,2%.

“Occorre dedicare sostegno – spiega l’assessore Panariti – a questo che sembra un mutamento genetico nella struttura della nostra domanda di lavoro e, al contempo, promuovere una lettura più fine dei fabbisogni occupazionali e formativi delle imprese del nostro territorio. Sono passati diversi anni dalla crisi del 2009 e, a nostro parere, occorre tirare le file dei mutamenti organizzativi, strutturali, sociali ed economici del nostro tessuto produttivo e sociale. Diventa quindi necessario promuovere una lettura e un approccio di filiera all’analisi e all’intervento sulla domanda di lavoro. Nel medesimo settore, infatti, convivono imprese in crisi e imprese che sono cresciute, approfittando per modificare le proprie strategie commerciali e produttive. Un esempio ci proviene dalle cosiddette costruzioni specializzate,  ossia tutto il comparto che ruota intorno all’edilizia di seconda generazione, che promuove il risparmio energetico e le costruzioni di qualità”.

Panariti inoltre rileva che “nei mesi scorsi avevamo notato un rallentamento nella dinamica delle assunzioni e delle cessazioni dei contratti, con saldi occupazionali ancora positivi. Forse è il segno che il Mercato del lavoro nella nostra regione si sta in qualche modo stabilizzando, dopo il boom  di assunzioni a tempo indeterminato che si sono registrate alla fine del 2015. Quelle assunzioni, in qualche modo, hanno avuto un duplice effetto: da una parte l’aumento in generale dell’occupazione e, dall’altro, una durata maggiore dei rapporti di impiego”.

Secondo l’assessore regionale, questa tendenza si osserva anche nei dati sulle comunicazioni obbligatorie. “Le assunzioni e le cessazioni nel complesso (escluso il lavoro domestico) – spiega Panariti – continuano a rallentare: nel primo trimestre 2016 erano 42.947 e nel secondo trimestre sono 40.762. Pertanto diminuiscono rispettivamente del 15% e del 19% rispetto agli stessi periodi del 2015. La variazione semestrale complessiva si attesta a un -17,4%: nel primo semestre del 2015 gli avviamenti totali sono stati 101.377, mentre nel primo semestre di quest’anno siamo a quota 83.709. Per il secondo trimestre consecutivo le assunzioni (in calo) superano le cessazioni di contratti (anch’esse in calo). L’effetto cumulato sul secondo trimestre, tuttavia, vede un assottigliamento nel valore dei saldi positivi”.

Il calo è dovuto soprattutto al rallentamento nelle assunzioni a tempo indeterminato le quali, semestre su semestre, presentano una diminuzione in linea con il dato nazionale, ossia -38,5% (-39% in Italia). Questo minor numero di assunzioni a tempo indeterminato è stato giustificato dalla minor decontribuzione per le assunzioni più recenti. Anche le assunzioni a tempo determinato subiscono una flessione anche se meno intensa (-14,5% su base semestrale). Infine, per quanto riguarda le cessazioni, anche queste continuano a flettere.

“Il risultato complessivo – conclude Panariti – è che abbiamo ancora dei saldi positivi a livello di semestre, ma non nel secondo trimestre del 2016. Per questo occorre moltiplicare gli sforzi con politiche del lavoro adatte ad accompagnare gli sviluppi delle nostre imprese e delle loro competenze”.

ARC/AL/ppd

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