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LAVORO: PANARITI, SEGNALI DI RIPRESA DELL'OCCUPAZIONE

Trieste, 12 mar – “Ci sono evidenti e convergenti segnali di
una ripresa dell’occupazione in Friuli Venezia Giulia”. Lo
afferma l’assessore regionale al Lavoro, Loredana Panariti, a
seguito di un approfondimento sui dati elaborati da Ires FVG
sulle cifre con cui Istat ha analizzato l’andamento del mercato
del lavoro, considerato in particolare l’ultimo trimestre 2015.

Come si evince dallo studio, nel 2015 le assunzioni nel complesso
sono aumentate da 177.267 a 192.781 e il saldo tra assunti e
cessati è stato finalmente positivo (oltre 700), dopo anni di
saldi negativi. “Forse è presto per parlare di vera e propria
inversione di tendenza, ma l’incremento dell’occupazione c’è ed è
dovuto anche al fatto che molti imprenditori hanno approfittato
delle novità sul rapporto di lavoro a tempo indeterminato (tutele
crescenti e decontribuzione), che ha trainato l’aumento delle
assunzioni nel corso del 2015”, spiega l’assessore, precisando
che i contratti a tempo indeterminato rappresentano quasi il 25%
del totale delle assunzioni del 2015, mentre nel 2014 tale
percentuale era appena dell’8%.

“Per un’impresa, soprattutto medio-piccola, la facilitazione
fiscale o gli incentivi alle assunzioni possono sicuramente
essere occasione di mettere alla prova un lavoratore o di
investire su di lui, ma quell’impiego diventa tanto più duraturo
quanto più si possono associare, sul lavoratore, misure di
politica attiva del lavoro (formazione mirata, tirocini, ecc.)”.

“Possiamo anzi affermare – aggiunge Panariti – che l’associazione
tra facilitazioni all’assunzione e azioni mirate su specifici
target, che possono incidere sulla qualità del capitale umano a
disposizione dell’impresa dovrebbero, insieme, garantire che le
opportunità di lavoro siano destinate a durare nel tempo, perché
produttive per l’impresa e perché fanno crescere le competenze e
l’occupabilità dei lavoratori. Le misure di politica attiva in
generale, e quelle regionali in particolare, sono proprio pensate
– sottolinea – per facilitare e accompagnare lo sviluppo del
capitale umano e, da qui, sostenere nello sviluppo dell’impresa e
nell’occupabilità dei lavoratori (soprattutto delle fasce più
deboli).

I dati Istat segnalano una flessione del tasso di disoccupazione
di lunga durata in Friuli Venezia Giulia (coloro che cercano
lavoro da più di 12 mesi) da 4% a 3,6%. In questo caso componente
maschile (da 3,4 a 3) e femminile praticamente si equivalgono
nella contrazione del periodo medio di disoccupazione (4,8 a 4,4).

Secondo Panariti, le misure formative e i servizi mirati per
l’accompagnamento al lavoro (dai tirocini per i disoccupati, alla
formazione mirata, alle forme di incentivazione all’assunzione su
target difficili da occupare, e che molto spesso sono disoccupati
da più di 12 mesi) svolte anche nell’ambito di PIPOL vanno quindi
segnalate e ulteriormente promosse, proprio per accompagnare la
crescita del PIL e l’incremento delle assunzioni.
Si tratta spesso di persone disoccupate di lunga durata e anche
in età avanzata, con bassi titoli di studio e che rappresentano
un gruppo specifico su cui i servizi per l’impiego pubblici hanno
sempre posto particolare attenzione.

Se poi guardiamo al tasso di disoccupazione nella fascia 15-29
(quella sostanzialmente relativa a Garanzia Giovani), esso
diminuisce di un punto percentuale dal 2014 (22,4%) al 2015
(21,5%); una diminuzione più marcata per gli uomini. Segnali di
un miglioramento della condizione giovanile provengono anche
dall’incremento delle assunzioni dei giovani tra i 15 e i 29
anni, le quali passano da circa 57.000 a oltre 61.000 (un aumento
percentuale del 28% circa). Anche i saldi tra assunzioni e
cessazioni per questa fascia di età risulta positivo e in aumento
rispetto al 2014.

In proposito l’assessore Panariti segnala, nell’ambito di
PIPOL-Garanzia Giovani, in particolare le misure dei tirocini
finanziati: “da una nostra indagine emerge che oltre il 65% di
coloro che hanno concluso un tirocinio PIPOL sono occupati e ben
il 55% presso la stessa azienda ospitante”. Risulta anche buono
il livello di coerenza tra tirocinio e occupazione successiva.
Oltre il 27% è assunto con l’apprendistato, a seguire il tempo
determinato (23%) e buona la quota di giovani assunti con
contratto a tempo indeterminato (13% circa).

“Il tirocinio formativo e di orientamento rappresenta un percorso
privilegiato per l’inserimento in azienda da parte dei giovani su
cui occorre puntare anche in futuro”, conclude l’assessore al
Lavoro Panariti, rimarcando “l’importanza del ruolo della
formazione professionale per i giovani, soprattutto se mirata a
specifici target e se è funzionale ad un percorso di sviluppo
insieme con l’impresa”.
ARC/PPD/com

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