Limp Bizkit
L’estate 2011 ha segnato l’attesissimo e prorompente ritorno dei LIMP BIZKIT, la rap metal band più famosa al mondo con oltre 50 milioni di dischi venduti. A sei anni dall’ultima fatica discografica, è uscito lo scorso 28 giugno in tutto il mondo il nuovo album “Gold Cobra” conquistando fin da subito il consenso del loro numerosissimo pubblico e della critica. A supportare la pubblicazione del nuovo album è partito l’altrettanto atteso “Gold Cobra Europe Summer Tour 2011” che dal 24 giugno (prima tappa al Sonisphere Festival di Basilea) sta portando i LIMP BIZKIT sui principali palchi europei abbracciando così da vicino i loro numerosissimi fan. In Italia, dove li abbiamo visti esibirsi al Palasharp di Milano l’ultima volta, lo scorso settembre, in uno show pieno di energia e adrenalina che ha soddisfatto tutti i fan, Fred Durst e compagni si sono esibiti ieri sera, martedì 12 luglio nella suggestiva cornice di Villa Manin a Codroipo (UD), l’unica tappa nazionale del tour
Sul palco la formazione storica, che li ha resi un fenomeno planetario impareggiabile e inarrivabile per il genere, con Wes Borland alle chitarre, Sam Rivers al basso, John Otto alla batteria, Dj Lethal alle tastiere e ovviamente il leader Fred Durst alla voce. Tutto è tornato come 10 anni fa, nel momento di massima espansione della band statunitense che ha scelto di non maturare perché la propria natura è quella dei pranker, dei ragazzacci sfrontati, arroganti e violenti.

FOTO: Giandomenico Ricci
























































Tremila spettatori, a Villa Manin di Passariano, per l’unica data italiana dei Limp Bizkit. La band di rap metal numero uno al mondo, forte di oltre 50 milioni di dischi venduti, è stata protagonista di una delle tappe del ‘Gold Cobra Europe Summer Tour 2011’ partito il 24 giugno da Basilea. Il gruppo di Jacksonville, impegnato nella suggestiva cornice friulana, ha costituito il piatto forte della rassegna ‘Estate in Villa’ organizzata da Azalea Promotion. Grande curiosità soprattutto per le versioni live dei brani contenuti nel recente album ‘Gold Cobra’ che la band della Florida, guidata dal cantante Fred Durst in canotta dei Boston Celtics e capellino da baseball, ha presentato nella formazione originale grazie al rientro definitivo del chitarrista Wes Borland (in tuta aderente e simile a un Kriminal in versione tribale) affiancato dal bassista Sam Rivers, dal batterista John Otto e dal tastierista DJ Lethal. Una serata aperta dagli olandesi Dope D.O.D., combo hip hop che ha svolto diligentemente il suo compito miscelando hardcore statunitense anni ’90 ed elementi di musica elettronica europea. Per i Limp Bizkit, ormai forti di tre lustri di carriera e sei volte premiati con il disco multi-platino, un palco sobrio con impressa sul fondale la copertina dell’ultimo album. Quando cade il sipario e partono le note di ‘Bring it back’, i ritmi diventano sempre più incalzanti e ossessivi passando a ‘Douce bag’ e ‘Hot dog’. Se Borland è la mente creativa dell’alternative band statunitense, tutti i componenti offrono il loro contributo per una sorta di ‘nu metal’ ad alto tasso di energia già sperimentato nel settembre scorso al Pala Sharp di Milano. Sul palco, i Bizkit confermano di essere autentici ‘pranker’ (ragazzacci sfrontati, arroganti e violenti) ma l’esibizione friulana parla anche di precisione e professionalità con tanto di scaletta assemblata a concerto in corso ascoltando le richieste dei fan, compresa la cantautrice Elisa scatenata come due giorni prima a Grado per il concerto dei Doors. Durst è anche il manager della band e per il tormentone ‘My generation’ (nulla a che vedere con l’inno generazionale mod, inciso dagli Who nel 1965) trova la collaborazione del pubblico, coinvolto nel suo ondeggiare da una sequenza che prosegue con ‘Living it up’ e ‘My way’ (curioso medley-omaggio al tricolore con la vetusta ‘That’s amoré resa nota da Dean Martin), sviluppandosi per quasi due ore senza bis fino a ‘Boiler’, ‘Nookie’ e cover tra le quali ‘Behind blue eyes’ della coppia Daltrey-Townshend. Il gran finale è riservato alla title track ‘Gold cobra’ che anticipa ‘Take a look around’ (colonna sonora di ‘Mission Impossible 2’) e la conclusiva ‘Rollin’

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