Les Javanais al Teatro Nuovo per salutare il FEFF 2010

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Si apriranno lunedì 29 marzo, al Teatro Nuovo, le prevendite degli appuntamenti programmati nel mese di aprile. Ed è già grande l’attesa per Les Javanais – Il meglio della danza giavanese moderna, lo spettacolo che domenica 18 aprile sostituirà Infinitâ (la compagnia era impossibilitata ad effettuare la tournée) e darà simbolicamente il benvenuto alla dodicesima edizione di Far East Film (il grande festival organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche con lo stesso Teatro Nuovo, ricordiamo, prenderà il via venerdì 23 aprile).
La tradizione asiatica di danza colta e raffinata e la musica di compositori contemporanei, orientali e occidentali, s’incontrano sotto il segno di Les Javanais con inattesa e armoniosa integrazione di culture diverse. Cinque tra i più bravi danzatori di Giava, perfetti interpreti della la tradizione millenaria, escono dagli schemi e sperimentano una nuova gestualità che attinge al passato, ma nello stesso tempo si allarga verso una nuova modernità.
Lo spirito del confronto culturale anima, appunto, anche Far East Film, la maggiore vetrina occidentale dedicata al cinema popolare asiatico. E il Teatro Nuovo, partner economico e sede storica del festival, si rivolge quest’anno direttamente al popolo del FEFF 2010: a tutti gli accreditati del festival, infatti, verrà riconosciuto uno sconto del 50% sul biglietto di Les Javanais per tutti i settori del “Giovanni da Udine”. Inoltre, i primi dieci navigatori che lunedì 29 marzo commenteranno l’apposita nota sulla fan page del Teatro Nuovo (www.tinyurl.com/teatroudine), e i primi dieci che faranno altrettanto sulla fan page di Far East Film (www.tinyurl.com/udinefareast), avranno diritto a un ingresso omaggio.
I danzatori/coreografi di Les Javanais vengono dalle città di Yogyakarta e Surakarta nei cui palazzi reali venivano custodite quelle che ora vengono chiamate le “danze classiche”. Con l’indipendenza dell’Indonesia, nel 1945, la società giavanese ha perso il suo carattere feudale e i palazzi reali, che ancora esistono e ancora hanno un sultano (privo, però, di potere sociopolitico), hanno aperto le loro porte. Da allora, i maestri di danza e di musica sono stati liberi di trasmettere il proprio sapere e di allevare nuovi discepoli. Una nota curiosa: gli artisti giavanesi non fanno parte di compagnie fisse ma sono liberi professionisti che collaborano per specifici progetti, per poi continuare un tragitto individuale.

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