Bearzi


I fotografi professionisti del Friuli Venezia Giulia protestano contro quella che definiscono “battaglia” per ottenere accrediti agli eventi culturali e di spettacolo in regioni, mentre circoli amatoriali “hanno costantemente le porte aperte”. La protesta è stata avanzata in una lettera aperta sottoscritta da una decina di professionisti del settore, titolari di agenzie che da tempo coprono spettacoli, concerti e altre iniziative culturali. “La maggior parte di noi – scrivono – si vede costretta a ‘battagliare’ per la richiesta di un accredito o a entrare in competizione più o meno leale con figure che con la fotografia professionale e strutturata hanno ben poco a che fare. Perché i professionisti della nostra regione non sono maggiormente coinvolti a discapito di figure dalla non ben definita occupazione? La fotografia è divenuta oramai solo merce di scambio? E’ chiedere troppo una maggiore attenzione da parte degli uffici stampa?”. Gli operatori chiedono di “dare priorità a professionisti che possano dimostrare l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti e comunque a professionisti proprietari di attività fotografica. Nessuno vuole limitare i numerosi fotoamatori, ma se poi gli stessi scambiano gratuitamente le loro immagini per un accredito o per una firma su uno qualsiasi dei numerosi blog italiani, si chiama turbativa di mercato oppure – concludono – lavorare in nero”.

Notizia ANSA

 

Riportiamo la lettera integrale che ci è stata inviata in redazione

Siamo dei fotografi professionisti, che vivono del proprio lavoro, pagano le

spese, i mutui e soprattutto le tasse.  Molti di noi sono iscritti

all¹Ordine dei Giornalisti, tanti ad altre associazioni professionali.

Perché una lettera aperta?  Per denunciare uno stato di fatto che colpisce la nostra categoria oramai da troppo tempo e magari avere delle risposte.

Da anni in regione si organizzano splendide iniziative: concerti di star

internazionali, festival di musica, danza, teatro ecc. Ma per noi fotografi

professionisti poter lavorare è diventato un vero e proprio terno al lotto, ed ottenere un accredito una strana competizione.

Tra di noi c¹è chi ha fatto della fotografia di spettacolo una professione da più di venti anni, chi dirige agenzie che coprono

quotidianamente gli avvenimenti della nostra regione, chi ha iniziato magari più recentemente, ma si muove con la stessa passione e

deontologia professionale.  Eppure tutto ciò non conta nulla.

Buona parte di noi si vede costretta a “battagliare” per

la richiesta di un accredito o ad entrare in gara, più o meno leale,

con figure che con la fotografia professionale e “strutturata” hanno ben

poco a che fare. Professionisti validi e riconosciuti non possono lavorare

mentre circoli, volontari, dopolavoristi e amatori hanno costantemente le

porte aperte: tutti sotto i palchi o nei teatri a creare anche quelle difficolta’

che l’assembramento eccessivo comporta.

Perchè i professionisti della nostra regione sono cosi’ tenuti in poca considerazione a favore di figure dalla non ben definita occupazione?

E’ forse  perche’ la fotografia è divenuta oramai solo merce di scambio ? E’ chiedere troppo una maggiore attenzione da parte degli organizzatori

e degli uffici stampa ?  Sappiamo bene quanto sia complicato distinguere fra le molte richieste di accredito, spesso millantanti fantomatiche

illustri collaborazioni, ma si potrebbe e dovrebbe dare maggiore attenzione a professionisti che proprietari di attività fotografica (partita iva)

“campano“ con questo lavoro. Nessuno vuole limitare i numerosi fotoamatori, ma se poi gli stessi scambiano gratuitamente le loro immagini per

un accredito o per una firma su uno qualsiasi dei numerosi blog italiani, cio’ si chiama turbativa di mercato (in alcuni casi contro il

disposto della Legge 10 ottobre 1990, n. 287, e del Codice Civile, articolo 2598, comma 3) quando invece vorrebbero venderle senza partita iva,

si chiama lavorare in nero.

Inoltre noi pensiamo che le iniziative culturali, piccole o grandi, sponsorizzate

con denaro pubblico o meno, abbiano una loro valenza non solo

perchè contribuiscono allo sviluppo culturale ed economico di un territorio,

ma anche perché possono dare un¹opportunità di crescita alle realtà

professionali (e sottolineiamo professionali) coinvolte.

Opportunità che costantemente con questo stato di fatto viene negata.

 

Luca d’Agostino, Diego Petrussi, Andrea Lasorte, Michele Missinato. Fabio Parenzan, Francesco Bruni, Massimo Turco, Luigi Boscarol, Simone Ferraro, Gianpaolo Scognamiglio, Mariano Pontoni, Valter Parisotto, Alice Durigatto, Elia Falaschi, Daniele Borghello, Sara Peronio, Glauco Comoretto, Stefano Piasentier. Mattia Serratore, Andrea Bressanutti

 

 

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