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Lignano: coppia anziani uccisi, ancora mistero sul movente del massacro


Un giallo che sembra non avere un movente. Dall’abitazione di Rosetta Sostero, di 66 anni, e Paolo Burgato, di 69, uccisi dopo ore di sevizie e torture, non è stato portato via nulla se non qualche gioiello. Un bottino troppo magro per giustificare tanta violenza. Elemento rafforzato dal fatto che la villetta non presenta segni di effrazione. Sono morti così, senza una apparente ragione, gli anziani coniugi di Lignano Sabbiadoro (Udine), i cui corpi sono stati trovati ieri mattina dal figlio, Michele, nel garage-lavanderia, con la gola tagliata. I carabinieri, comandati dal capitano Fabio Pasquariello, affiancati anche dai Ris di Parma, e coordinati dal pm Claudia Danelon della Procura di Udine, sono tornati oggi sul posto alla ricerca di impronte e indizi utili per arrivare a individuare il o gli assassini. Il riserbo sulle indagini, però, è totale. Nel puzzle di Lignano mancano tessere importanti. Come quella dell’arma del delitto: nonostante le perlustrazioni degli inquirenti intorno alla villetta, il coltello non è stato trovato. Passato al setaccio anche il negozio di casalinghi, articoli da regalo e coltelli che la coppia gestiva da tempo nel centro della località balneare. In un primo momento si era diffusa la voce, poi smentita, che la coppia avesse una cassaforte nel negozio. Non l’avevano neppure in casa. Gli inquirenti stanno ora visionando le immagini delle telecamere del negozio, nel tentativo di individuare profili sospetti. In ogni caso gli investigatori non tralasciano nessuna pista. “Solo l’ipotesi dell’omicidio-suicidio sembra vanificata da quanto sta emergendo e dalle rilevazioni effettuate”, ha affermato il Procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, che ha parlato di una scena “sconvolgente ed efferata, mai vista” lanciando l’allarme per l’impennata di omicidi volontari registrata in Provincia di Udine: dai tre del 2011 ai nove di questi primi mesi del 2012. Il figlio della coppia, molti parenti e conoscenti sono stati riascoltati anche oggi nella caserma di Lignano dal pm Danelon e dai carabinieri del nucleo investigativo per ricostruire le ultime ore della coppia e le loro abitudini. Tutti ripetono la stessa storia: coniugi molto affiatati, senza particolari preoccupazioni o relazioni difficili con alcuno. Indicazioni utili i magistrati le attendono dall’esito dell’ autopsia cominciata oggi a Udine. Ai due medici legali incaricati di compiere l’esame è stato chiesto di stabilire con esattezza cause, ora della morte e numero di coltellate inferte. Intanto, il sindaco della città balneare friulana, Luca Fanotto, interpreta le preoccupazioni della cittadinanza e lancia un appello: “Non cedere al panico. Lignano è una città sicura”.

Elena Viotto ANSA

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