Bearzi

Martedì 13 Ottobre 2020 – 264ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Seduta
Ora inizio: 09:30

A conclusione della discussione della relazione delle Commissioni riunite 5ª e 14ª sulle “Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza“(atto n. 572), l’Assemblea ha approvato la risoluzione di maggioranza n. 1 (v. allegato del resoconto stenografico).

In risposta alla crisi generata dalla pandemia da Covid-19, il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha concordato di aggiungere, alle risorse del Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’Unione europea 2021-2027, ulteriori risorse con il programma Next Generation EU (NGEU), lo strumento che raccoglierà fondi sui mercati e li canalizzerà verso i programmi destinati a favorire la ripresa economica e sociale. L’accordo prevede un ammontare di 1074,3 miliardi di euro in termini di impegni per il periodo 2021-2027. Alla Commissione europea è conferito il potere di contrarre, per conto dell’Unione, prestiti sui mercati dei capitali fino a 750 miliardi di euro per far fronte alle conseguenze della crisi Covid-19 (390 miliardi in sovvenzioni e 360 miliardi in prestiti). Il totale complessivo delle somme disponibili è, quindi, pari a 1.824,3 miliardi di euro. Secondo le stime del Governo, il saldo italiano sul QFP, pur restando negativo, migliorerebbe rispetto a quello attuale, passando da -0,24 per cento a -0,17 per cento del PIL (da -4,11 miliardi di euro a -2,9 miliardi di euro in media all’anno) e sarebbe più che compensato dai rientri attesi. Circa Next Generation EU, il Governo indica in circa 208 miliardi di euro (il 28 per cento del totale) l’ammontare delle risorse che confluirebbero nel nostro Paese: i prestiti ammonterebbero a circa 127 miliardi di euro a fronte di sovvenzioni a fondo perduto per circa 81 miliardi di euro. Il più importante programma previsto nell’ambito di Next Generation EU è il dispositivo per la ripresa e la resilienza che, con una dotazione di 672,5 miliardi di euro (360 miliardi in prestiti e 312,5 miliardi in sovvenzioni), ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti e le riforme degli Stati membri nell’ambito del semestre europeo, al fine di agevolare una ripresa duratura, migliorare la resilienza delle economie dell’UE e ridurre le divergenze economiche fra gli Stati membri. Gli Stati dovranno predisporre piani nazionali per definire il programma nazionale di riforme e investimenti per gli anni 2021-2023 e i principi chiave che la Commissione europea ha indicato per la loro elaborazione concernono la transizione verde, la transizione digitale, l’equità e la stabilità macroeconomica. In fase di valutazione dei progetti, la Commissione europea attribuirà grande importanza alla circostanza che siano indicati obiettivi specifici, misurabili, raggiungili, realistici e con scadenze precise.

Il 15 settembre 2020 il Governo ha trasmesso alle Camere la Proposta di “Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, che indica quali obiettivi principali l’aumento del tasso di crescita al livello europeo, l’aumento del dieci per cento dell’occupazione e della spesa in ricerca e sviluppo, e indica quattro sfide strategiche: migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell’Italia; ridurre l’impatto sociale ed economico della crisi pandemica; sostenere la transizione verde e digitale; innalzare il potenziale di crescita dell’economia e la creazione di occupazione. Per affrontare tali sfide, il piano nazionale sarà articolato in sei missioni, che rappresentano le aree tematiche strutturali di intervento, a loro volta suddivise in insiemi di progetti omogenei e funzionali, ai quali saranno collegate una o più politiche di supporto e di riforma (sostegno agli investimenti pubblici e alla ricerca e sviluppo e riforme della pubblica amministrazione, del fisco, della giustizia e del lavoro). Le sei missioni sono: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute. Allo scopo di avviare un dialogo informale con la Commissione europea, il Governo ha annunciato la presentazione in Parlamento di uno schema più articolato del piano, recante una previsione razionale e ordinata dei progetti di investimento e riforma. Lo schema sarà trasmesso alla Commissione europea a metà ottobre e terrà conto delle eventuali valutazioni di indirizzo formulate dal Parlamento.

I relatori, sen. Pesco (M5S) e Stefano (PD), hanno riferito rispettivamente sulle due sezioni in cui sono articolate le linee guida presentate dal Governo: crescita e innovazione, inclusione e coesione, sottolineando l’occasione storica per affrontare i nodi strutturali del sistema economico-sociale. Il sen. Stefano ha posto l’accento sulle infrastrutture di trasporto e comunicazione nel Mezzogiorno e sul completamento delle reti, chiedendo che il piano definitivo sia presentato al Parlamento prima che alla Commissione europea e che sia integrato da un piano straordinario per l’occupazione femminile, da nuove risorse per la ricostruzione dei crateri sismici 2009 e 2016, dal potenziamento dei servizi di cura. Con riferimento agli investimenti nella sanità, ha invocato il ricorso al Mes e lo sviluppo dei servizi domiciliari. Il sen. Pesco si è soffermato sugli obiettivi di riconversione industriale e riqualificazione dei processi produttivi in chiave ambientale e digitale. Alla discussione hanno partecipato i sen. Gelsomina Vono, Michela Montevecchi, Patty L’Abbate, Mautone, Presutto, Laura Granato, Maria Laura Mantovani, Vilma Moronese (M5S); Collina, Valeria Fedeli, Ferrazzi, D’Arienzo, Verducci, Paola Boldrini (PD); Bossi, Centinaio, Pittoni, Erika Stefani, Tosato, Bruzzone, Arrigoni, Pepe, Laura Borgonzoni, Antonella Faggi (L-SP); Buccarella, Paragone, De Bonis (Misto); De Bertoldi, La Pietra, De Carlo (FdI); Maria Virginia Tiraboschi, Perosino, Cangini, Fiammetta Modena, Gabriella Giammanco (FI); Donatella Conzatti, Comincini, Nencini (IV-PSI); Emma Bonino, Quagliarello, Lonardo (Misto) e Paola Nugnes (Misto-LeU). Le opposizioni hanno rilevato che il documento, ben confezionato, alimenta aspettative eccessive, mentre è evidente il divario tra le intenzioni del Governo e la reale situazione del Paese, gravato da disoccupazione, chiusure, burocrazia e tassi insostenibili. Il piano presenta aspetti critici sul versante della tempistica, delle condizionalità, delle capacità di spesa. Le risorse europee, che sono fondamentalmente prestiti, saranno utilizzabili solo nella seconda metà del 2021; le raccomandazioni europee prescrivono la revisione della spesa pensionistica, lo spostamento del carico fiscale dalle persone alle cose, la riduzione delle agevolazioni fiscali e l’aggiornamento dei valori catastali, ovvero un aumento della pressione fiscale. L’elaborazione dei progetti presuppone competenze ed efficienza e richiede il coinvolgimento delle Regioni. Quanto al Mes, non si tratta di risorse aggiuntive, e in ogni caso i fondi non sarebbero disponibili prima del 2021-2022. L’opposizione ha proposto di inserire tra le priorità del piano: la ricostruzione post-terremoto, la lotta al dissesto idrogeologico, la sicurezza, l’aumento del tasso di natalità, la riconversione verso marchi italiani. Il Ministro per gli affari europei Amendola ha evidenziato che nessun paese europeo ha ancora presentato il piano di ripresa e che il Parlamento italiano è il primo a discuterne l’impostazione. Il Governo, che ha iniziato a coinvolgere le Regioni, avvierà i colloqui informali con la Commissione europea la prossima settimana, il piano definitivo sarà presentato l’anno prossimo. Pur non accogliendo la proposta di risoluzione dell’opposizione, il Ministro si è impegnato a seguire un percorso parlamentare condiviso per progettare un’Italia migliore. Hanno svolto dichiarazione di voto a sostegno della risoluzione di maggioranza, che recepisce le linee guida, i sen. Steger (Aut), Nadia Ginetti (IV-PSI), Errani (Misto-LeU), Pittella (PD) e Lorefice (M5S). I sen. Fazzolari (FdI), Pichetto Fratin (FI) e Candiani (L-SP), in attesa della presentazione del piano vero e proprio, hanno annunciato l’astensione sulle linee guida e hanno votato a favore della risoluzione d’opposizione.

Al termine delle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2020, l’Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione di maggioranza n. 1 (v. allegato del resoconto stenografico).

Il Presidente del Consiglio Conte, in vista del prossimo Consiglio europeo che esaminerà la situazione epidemiologica e discuterà del coordinamento degli interventi e della distribuzione del vaccino, ha affermato che le misure nazionali devono contare su un quadro europeo di sostegno efficace e rispettoso delle competenze nazionali. Dopo la risposta ambiziosa del Next generation EU, occorre lavorare con lealtà all’attuazione della normativa e al quadro finanziario. Il progetto di rilancio è un’occasione senza precedenti per riportare l’Italia su un sentiero di crescita sostenibile e inclusiva: il 40 per cento degli investimenti saranno destinati alla sostenibilità ambientale, il 20 per cento alla digitalizzazione. Le risorse dovranno essere concentrate su obiettivi qualificanti e ogni progetto andrà riferito a un soggetto istituzionale responsabile. Il Governo varerà un provvedimento specifico, che sarà sottoposto al Parlamento, in tema di esecuzione e monitoraggio dei progetti. E’ auspicabile che la leale collaborazione fra i Gruppi parlamentari possa conservarsi in vista del prossimo scostamento di bilancio. Quanto agli altri punti dell’agenda europea, nel negoziato con Londra l’Italia sostiene l’unità della UE, un partenariato ambizioso con il Regno Unito, la piena attuazione dell’accordo di recesso, il rispetto del protocollo d’Irlanda. Al vertice europeo sono previsti, infine, un dibattito di orientamento sul cambiamento climatico e le conclusioni sui rapporti con l’Africa: l’Italia sostiene un partenariato ampio e paritario, che preveda una migliore cooperazione in materia migratoria e nella soluzione delle crisi regionali.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Monti (Misto), Rosa Silvana Abate, Marco Pellegrini, Ferrara (M5S), Gasparri, Paola Binetti (FI), Romeo, Bagnai (L-SP), Cattaneo (Aut), Laura Garavini (IV-PSI), Ruspandini (FdI), Laforgia (Misto-LeU), Zanda (PD). Pur augurandosi che i fondi europei siano disponibili, l’opposizione ha evidenziato che lo strumento Next generation EU non è ancora operativo, il negoziato procede lentamente e faticosamente e anche sul bilancio europeo si registrano difficoltà; per maggiore trasparenza a correttezza bisognerebbe inoltre spiegare ai cittadini che i prestiti erogati comporteranno sacrifici (maggiori entrate e minori spese). Dopo che il Presidente del Consiglio ha espresso parere favorevole sulla proposta di risoluzione di maggioranza e contrario su quella dell’opposizione, hanno svolto dichiarazione di voto i sen. Casini (Aut) e Renzi (IV-PSI), che hanno rivolto un appello alle opposizioni per approvare lo scostamento di bilancio; i sen. Ciriani (FdI) Schifani (FI) e Salvini (L-SP) hanno sottolineato che la collaborazione presuppone ascolto e coinvolgimento denunciando l’abuso di DPCM e la blindatura dei decreti-legge; la sen. Loredana De Petris (Misto-LeU) ha evidenziato il nesso tra pandemia e cambiamenti climatici, il sen. Marcucci (PD) ha auspicato il ricorso al Mes, il sen. Perilli (M5S) ha evidenziato il ruolo del Governo nella svolta della politica europea e ha ribadito la contrarietà al Mes.

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