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Martedì 6 Ottobre 2020 – 261ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Seduta
Ora inizio: 09:30

Con voti 148 favorevoli e 117 contrari, l’Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando l’emendamento 1.9000 interamente sostitutivo del ddl (1925) conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia (v. testo nell’allegato A del resoconto stenografico).

Nella seduta di ieri (v. comunicato n. 260), dopo le relazioni e la discussione generale, il Governo ha presentato un emendamento interamente sostitutivo del decreto, sul quale ha posto la questione di fiducia. Oggi, dopo gli interventi dei sen. Roberta Toffanin (FI) e Bagnai (L-SP), si sono svolte le dichiarazioni di voto. Nell’accordare la fiducia, il sen. Steger (Aut) ha sottolineato il punto di equilibrio tra misure di assistenza e misure di rilancio, ma ha lamentato lo scarso margine di manovra del lavoro parlamentare (250 milioni su un provvedimento di 25 miliardi), sebbene le Commissioni abbiano dato prova di saper migliorare, in spirito di collaborazione, i testi dei decreti. La sen. Conzatti (IV-PSI), che ha sollecitato ancora una volta il ricorso al Mes, ha rilevato che il decreto è ancora figlio dell’emergenza e costituito in prevalenza da aiuti; per un programma di rilancio occorrono un patto di maggioranza, maggiori competenze e senso di responsabilità. La sen. De Petris (Misto-LeU) ha elencato le misure introdotte in Commissione e, ricordando gli emendamenti espunti dalla Ragioneria generale dello Stato, ha invitato l’Assemblea a lavorare, anche in sede regolamentare, per restituire centralità al Parlamento. Il sen. Nannicini (PD) ha affermato che il decreto, pur muovendosi ancora in una logica emergenziale e risarcitoria, prefigura una fase progettuale di crescita sostenibile e inclusiva. La sen. Leone (M5S) ha ricordato le misure di protezione (in particolare il fondo per la ristorazione, l’esonero della seconda rata Imu, l’indennità per i lavorati dello sport e dello spettacolo) e le misure prospettiche (i contratti di sviluppo, il fondo centrale di garanzia per l’accesso al credito, i voucher per l’innovazione, la riprogrammazione delle scadenze fiscali). In dissenso dal Gruppo, il sen. Paragone (Misto) ha annunciato voto contrario; il sen. De Falco (Misto), evidenziando la torsione anticostituzionale della decretazione d’urgenza, ha annunciato l’astensione.

Secondo l’opposizione il provvedimento ha un orientamento assistenziale, tampona l’emergenza con interventi temporanei, distribuisce mance, ma è privo di una visione prospettica e rinvia le decisioni fondamentali al recovery fund. Hanno negato la fiducia, il sen. Calandrini (FdI), che ha accusato il Governo di scorrettezza verso il Parlamento e di sordità rispetto al Paese e, richiamando un ordine del giorno, ha chiesto di rendere strutturale la misura per il rilancio dell’edilizia. Il sen. Pichetto Fratin (FI) ha osservato che il provvedimento, per due terzi fatto di proroghe di ammortizzatori sociali, è eccessivamente frammentato; la situazione del Paese avrebbe richiesto un piano ragionevole sulle cartelle esattoriali, misure di flessibilità per il mercato di lavoro, misure strutturali per il fondo di garanzia e gli enti locali. La sen. Rivolta (L-SP) ha ricordato proposte, che sono state rifiutate, in materia di aliquota unica, riforma delle camere di commercio, precariato storico della scuola e ha annunciato un’opposizione rigorosa.

Al termine delle comunicazioni del Ministro della salute sulle misure di contenimento del virus Covid-19, l’Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione n. 2, presentata dai sen. Iori (PD), Pirro (M5S), Faraone (IV-PSI), Errani (Misto-LeU) e Laniece (Aut), che impegna il Governo a disporre la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2010; a introdurre l’obbligo di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto per l’intero arco della giornata; a verificare la necessità di individuare ulteriori misure di prevenzione, compreso il potenziamento del sistema di tracciabilità dei contagi.

Per istruire la discussione il Ministro della salute Speranza ha fornito dati relativi all’evoluzione del quadro epidemiologico internazionale, nazionale ed europeo. Sul piano mondiale i contagi sono arrivati a 35 milioni ed è stato superato un milione di decessi; l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per la salute (che in ogni Paese registra per due settimane il numero di casi su 100.000 abitanti) indica 319 casi in Spagna, 246 in Francia, 243 in Olanda, 220 in Belgio, 45 in Italia. Vi è dunque un cambio di fase dell’evoluzione epidemiologica: si registrano un peggioramento in tutti i Paesi europei e un ritorno a misure restrittive. Sebbene l’Italia, insieme alla Germania, abbia i dati migliori, da nove settimane consecutive i numeri crescono in maniera generalizzata su tutto il territorio nazionale. Il Ministro ha parlato di sostanziale tenuta del mondo della scuola e ha ribadito l’importanza della relazione tra scuola e sistema sanitario nazionale. Oggi le persone positive sono 58.000, al momento sono impegnati 4000 posti letto, 327 in terapia intensiva, e l’età media dei contagi è 41 anni. Nella scorsa settimana sono stati raggiunti 120.000 tamponi al giorno; l’applicazione immuny sta dando risultati; si stanno facendo passi avanti importanti nella messa a punto del vaccino ma anche nelle cure con gli anticorpi monoclonali. Le misure del prossimo decreto prevedono: la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio; l’estensione dell’uso della mascherina in tutte le occasioni di incontro con persone non conviventi; l’aumento dei controlli per il rispetto del divieto di assembramento e della distanza di un metro. Il messaggio da trasmettere ai cittadini è un aumento di attenzione: bisogna sconfiggere l’idea che minori vincoli sanitari aiutino il Paese a ripartire, al contrario la sicurezza sanitaria è il fondamento della ripresa.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Anna Maria Bernini, Paola Binetti, Maria Rizzotti (FI); Romeo, Cantù (L-SP); Maria Castellone, Pisani (M5S); Casini (Aut); Annamaria Parente (IV-PSI); Iori (PD). I senatori dell’opposizione hanno sollevato perplessità di metodo e di merito sulle misure proposte, rilevando che lo stato di emergenza prorogato per un anno e le limitazioni stabilite con DPCM stanno stravolgendo i rapporti istituzionali fra Governo e Parlamento e fra Stato e Regioni. La recrudescenza del virus era prevista e il Governo dovrebbe essere pronto a intervenire: non si comprende allora per quali ragioni vi siano difficoltà nel reperire vaccini antiinfluenzali, ritardi nell’allestimento dei reparti di terapia intensiva, difficoltà nelle cure di altre patologie. I dati forniti dal Ministero della salute dovrebbero essere più precisi e tenere conto del rapporto fra contagi rilevati e numero di tamponi effettuati. La proposta di risoluzione n. 1, presentata dai sen. Anna Maria Bernini (FI), Romeo (L-SP) e Ciriani (FdI), chiedeva al Governo di non prorogare lo stato d’emergenza prima di un dibattito approfondito sull’effettiva necessità e sulle ragioni obiettive della proroga; a non reiterare l’utilizzo del DPCM, ovvero un atto unilaterale del Governo, ma a fare ricorso al decreto-legge, così come previsto dalla Costituzione; a mettere a disposizione un congruo numero di tamponi e vaccini antiinfluenzali. Hanno dichiarato voto favorevole alla risoluzione di maggioranza i sen. Faraone (IV-PSI), Errani (Misto-LeU), Valeria Valente (PD) e Toninelli (M5S). Hanno dichiarato voto favorevole alla risoluzione di opposizione i sen. Zaffini (FdI), Malan (FI), Centinaio (L-SP).

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