Mercoledì 9 Settembre 2020 – 256ª Seduta pubblica : Comunicato di seduta

Seduta
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L’Assemblea ha respinto la questione pregiudiziale in ordine al ddl n. 1928, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, recante misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il sen. Vitali (FI) ha illustrato la pregiudiziale di costituzionalità: il provvedimento, che proroga al 15 ottobre la situazione d’emergenza, autorizza ordinanze di protezione civile in deroga e consente al Presidente del Consiglio di limitare libertà fondamentali con propri decreti, senza l’approvazione del Parlamento e senza il vaglio del Presidente della Repubblica. Il decreto contiene inoltre una norma sul rinnovo dei vertici dei Servizi di sicurezza che altera gli equilibri istituzionali. La sen. Parente (IV) e il sen. Ferrari (PD) hanno dichiarato voto contrario: la proroga dell’emergenza è stata adottata con una norma di fonte primaria, non ha un carattere generalizzato ma è limitata, definita e motivata; presenta quindi elementi di discontinuità con la prima dichiarazione dello stato di emergenza. Il sen. De Falco (Misto) ha annunciato l’astensione in difesa della centralità del Parlamento. Il sen. Caliendo (FI), nel dichiarare voto favorevole, ha rilevato che l’epidemia può essere gestita con strumenti normativi ordinari; il sen. Romeo (L-SP) ha posto l’accento sull’organizzazione, l’utilità del confronto parlamentare e il fastidio che l’accentramento di poteri nelle mani del Presidente del Consiglio suscita nella stessa maggioranza. Anche il sen. la Russa (FdI), ha negato la necessità di prorogare lo stato di emergenza: senza negare al Governo la volontà di contrastare la pandemia, ha suggerito il ritorno a procedure ordinarie per evitare abusi di potere e strumentalizzazioni politiche.

L’Assemblea è passata alle ratifiche di accordi internazionali.

Sono stati approvati in prima lettura (i testi passano quindi alla Camera dei deputati) tutti i provvedimenti all’ordine del giorno: il ddl 1169, Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica argentina sulla cooperazione in materia di sicurezza, fatto a Buenos Aires l’8 maggio 2017. Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole i sen. Laura Garavini (IV-PSI), Alfieri (PD), che ha annunciato sostegno anche sui successivi ddl, Airola (M5S), Aimi (FI) e Casini (Aut) che ha sottolineato l’importanza e la solidità delle relazioni fra Italia e Argentina. Il ddl n. 1220, Ratifica ed esecuzione dell’Emendamento al Protocollo di Montreal sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, adottato a Kigali il 15 ottobre 2016, a favore del quale hanno svolto dichiarazione di voto i sen. Ferrara (M5S) e Aimi (FI). Il ddl n. 1221, Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica gabonese, fatto a Roma il 17 maggio 2011. Il ddl n. 1763, Ratifica ed esecuzione dello Scambio di Lettere tra la Repubblica italiana e la Santa Sede sull’assistenza spirituale alle Forze Armate, fatto a Roma e nella Città del Vaticano il 13 febbraio 2018, e norme di adeguamento dell’ordinamento interno ad obbligazioni internazionali contratte con la Santa Sede. Hanno svolto dichiarazione di voto favorevole le sen. Faggi (L-SP), Santanché (FdI) e il sen. Aimi (FI); il sen. Airola (M5S) ha annunciato l’astensione.

L’Assemblea ha approvato, in prima deliberazione, il ddl costituzionale n.1440, modifica all’articolo 58 della Costituzione, in materia di elettorato per l’elezione del Senato della Repubblica, approvato dalla Camera dei deputati.

Il relatore sen. Parrini (PD) ha spiegato che la riduzione a 18 anni di età del requisito anagrafico per l’elettorato attivo, nella formazione del Senato della Repubblica, riduce il rischio di maggioranze difformi nelle due Camere. Per andare incontro alle opposizioni, il relatore ha presentato un emendamento interamente sostitutivo che ripristina il testo approvato dalla Camera, escludendo l’estensione dell’intervento all’elettorato passivo.

Il sen. De Falco (Misto) ha avanzato una questione pregiudiziale: la modifica del requisito per l’elettorato attivo del Senato nasconde il disegno, a suo avviso scellerato, di superare il bicameralismo. Il sen. Calderoli (L-SP), annunciando voto contrario alla pregiudiziale, ha avanzato una questione sospensiva: ragioni di buon senso suggeriscono di rinviare il ddl dopo l’esito del referendum costituzionale del 20 settembre sulla riduzione del numero dei parlamentari. Il sen. Martelli (Misto) ha annunciato voto favorevole alla pregiudiziale: la volontà di rendere omogenei i due rami del Parlamento e di cristallizzare le maggioranze prelude alla soppressione di una delle due Camere, in un quadro di riduzione del potere di scelta degli elettori; ha quindi auspicato una riforma costituzionale per introdurre precisi limiti alla questione di fiducia. Il sen. Gasparri (FI) e il sen. Grassi (L-SP) hanno annunciato voto favorevole alla sospensiva.

Con distinte votazioni, la questione pregiudiziale e la questione sospensiva sono state respinte. In relazione alla presentazione da parte del relatore di un emendamento interamente sostitutivo dell’articolo unico del ddl, il sen. Malan (FI) ha sollevato una questione procedurale, ritenendo che l’Assemblea abbia il diritto di pronunciarsi distintamente sull’emendamento sostitutivo e sul testo del ddl; Il sen. Marcucci (PD) si è rimesso alle valutazioni della Presidenza, che ha escluso la possibilità di una doppia votazione.

Alla discussione generale hanno preso parte i sen. Fiammetta Modena, Malan, Paola Binetti, Caliendo (FI) e De Falco (Misto) i quali hanno criticato l’intervento, apparente minimo e innocuo, che interferisce in realtà nella campagna referendaria in corso e fa parte di un disegno complessivo pericoloso, volto a indebolire la democrazia rappresentativa: il discredito gettato sui parlamentari serve a trasformare i rappresentanti del popolo in meri esecutori delle decisioni del Governo. Il sen. Grimani (IV-PSI) ha ricordato gli interventi di più organica riforma costituzionale approvati in Parlamento e respinti dall’elettorato. Secondo il sen. Rampi (PD) una democrazia capace di decidere è la migliore risposta all’antipolitica; la riforma dell’elettorato attivo, che estende la partecipazione politica ai più giovani, è giustificata dalla maggiore maturità dei cittadini e contribuisce a riequilibrare il rapporto tra generazioni rispetto a temi cruciali per il futuro come il debito e l’ambiente. Il sen. Grassi (L-SP) ha ragionato sugli interventi necessari a correggere la tendenza in atto al monocameralismo.

Dopo che la Presidenza ha dichiarato improponibili gli emendamenti volti a modificare anche l’elettorato passivo, sono iniziate le dichiarazioni di voto. Il sen. Russa (FdI) ha annunciato l’astensione, criticando interventi costituzionali a spizzico, superficiali e demagogici. La sen. Garavini (IV-PSI) ha annunciato l’astensione, criticando l’emendamento sostitutivo del relatore che esclude l’intervento sull’elettorato passivo. La sen. De Petris (Misto-LeU), nell’annunciare voto favorevole all’emendamento che estende l’elettorato attivo senza parificare interamente la base elettorale delle due Camere, ha criticato la retorica giovanilista, rilevando che il male della democrazia rappresentativa è l’abuso della decretazione d’urgenza e della fiducia, con conseguente svuotamento delle funzioni legislative e instaurazione di un monocameralismo di fatto. La sen. Pinotti (PD) ha ricordato che il Parlamento si è orientato su interventi puntuali e specifici dopo che l’elettorato ha respinto riforme complessive; ha quindi annunciato voto favorevole, richiamando la necessità di favorire la formazione di maggioranze omogenee nelle due Camere. Il sen. Vitali (FI) ha annunciato l’astensione sull’emendamento sostitutivo, ritenendo peggiore il testo del ddl; ha quindi osservato che, per varare riforme costituzionali organiche, occorre eleggere un’Assemblea costituente e, per favorire i giovani, bisogna occuparsi delle prospettive economiche e occupazionali del Paese. Il sen. Grassi (L-SP), pur condividendo la necessità di riequilibrare la rappresentanza a favore della popolazione più giovane, ha annunciato l’astensione per motivi di metodo. La sen. Maiorino (M5S) ha annunciato voto favorevole, ricordando che il ddl estende a cinque milioni di diciottenni la partecipazione all’elezione del Senato; in coerenza con l’idea di riforme costituzionali puntuali, comprensibili e condivise, il Gruppo ha ritenuto che la riduzione dell’elettorato passivo meriti un approfondimento maggiore. La sen. Fattori (Misto) ha criticato l’intervento: la priorità per i giovani è una scuola inclusiva, non la possibilità di eleggere a 18 anni senatori che devono avere almeno quarant’anni.

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