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Messico: ucciso cuoco italiano. Era originario di Capriva del Friuli

La suocera di Alex Bertoli, il giovane cuoco italiano trovato ucciso a Mazunte, in Messico, è partita oggi in volo dall’Italia per raggiungere nel Paese centroamericano la figlia, Pamela. La ragazza, 24 anni, era sposata con Alex dal 2010, e assieme a lui aveva scelto di trasferirsi in Messico nel novembre scorso per aprire una pizzeria vicino alla spiaggia di Mazunte. E’ stata proprio Pamela Codardini a dare l’allarme alla sua famiglia e a quella di Alex ieri, dopo che in mezzo ad un campo a 3 chilometri dalla loro casa di Mazunte era stato scoperto il corpo bruciato del marito, scomparso venerdì scorso. La madre della ragazza, Cristina Vianello, residente a Favaro Veneto, vicino a Mestre, è partita per il Messico il prima possibile, per essere accanto alla figlia e sostenerla in questi momenti tragici. Sulla dinamica dell’omicidio si sa al momento poco. “Alex era un bravo lavoratore, sempre allegro, ben voluto da tutti – racconta Alessandro Giacomelli, titolare del ristorante ‘Sotoriva’ di Punta Sabbioni, nel comune di Cavallino Treporti – Era stato in questo locale che Alex, giovane chef, e Pamela, addetta al bar, si era conosciuti quattro anni fa, per poi innamorarsi. In Messico, a Mazunte, c’erano stati un paio di volte in vacanza. “L’ultima volta che li ho visti – spiega Giacomelli – è stato l’ottobre scorso, quando ho chiuso il ristorante per il riposo stagionale. Del Messico erano innamorati, sapevo che voleva aprire lì un loro locale, ma non so immaginare cosa possa essere successo per spiegare questa fine tragica”
Il sogno della pizzeria aperta sulla spiaggia del mare del Messico, assieme alla giovane moglie, è durato solo una stagione per Alex Bertoli, un cuoco 28enne originario del Friuli Venezia Giulia che domenica mattina é stato trovato ucciso su un campo a soli 3 km dalla sua casa, a Mazunte Oaxaca, sulla costa meridionale dello stato centroamericano. La notizia in Italia è arrivata ieri, oggi la conferma della Farnesina, che al momento non ha confermato le generalità della vittima. Una fine orribile quella capitata ad Alex, per la quale non vi sono ancora piste certe. Il suo corpo, seviziato, è stato dato alle fiamme dagli assassini, che nelle tasche dell’uomo hanno lasciato 300 pesos, il cellulare e le chiavi di casa. Di lui si erano perse le tracce venerdì scorso, quando era uscito di casa dicendo alla moglie, Pamela Codardini, 24 anni, di Mestre, che sarebbe rimasto fuori solo cinque minuti. A questo punto pare probabile che il giovane italiano sia stato rapito. Da chi, e soprattutto per quale movente, è presto per dirlo. Qualche risposta in più potrebbe venire dall’autopsia disposta della magistratura locale, che dovrà stabilire se effettivamente le lesioni sul corpo del giovane siano state provocate da violente percosse. Alex e Pamela avevano lasciato l’Italia nel novembre scorso, con il progetto di aprire una loro pizzeria sulla spiaggia di Mazunte, una località dove erano stati in vacanza un paio di volte e della quale si erano innamorati. Dall’Italia i familiari possono fare solo delle ipotesi: forse il giovane aveva chiesto un prestito di denaro a persone pericolose per aprire il locale, e magari si era trovato in difficoltà per la restituzione. Una ritorsione, quindi, ma allo stato si tratta solo di supposizioni. Bertoli, originario di Capriva del Friuli, era cresciuto in Germania. Con Pamela si erano conosciuti quattro anni fa, nel ristorante ‘Sotoriva’ di Punta Sabbioni, a Cavallino Treporti (Venezia), dove entrambi lavoravano: lui chef e lei addetta al bar. Si era sposati nel 2010, e dopo un paio di vacanze nel paese centroamericano l’idea di cercar fortuna in Messico. “Alex era un bravo lavoratore, allegro, ben voluto da tutti – racconta Alessandro Giacomelli, titolare del ‘Sotoriva’ – L’ultima volta che l’ho visto è stato l’ottobre scorso, quando ho chiuso il ristorante per il riposo stagionale. Del Messico lui e Pamela erano innamorati, sapevo che voleva aprire un locale, ma non so immaginare cosa possa essere successo per spiegare questa tragedia”. Dall’Italia intanto oggi è partita per il Messico la mamma di Pamela, Cristina Vianello, per essere accanto alla figlia e sostenerla in questo momento drammatico

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