Michele Pontrandolfo da Pordenone alla conquista del Polo Nord

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Tra 75 giorni esatti a partire da oggi, mentre l’Italia entrerà nel secondo mese di primavera, un friulano di 42 anni potrebbe essere il primo italiano a completare la traversata in solitaria del Polo Nord geografico. Un’impresa straordinaria, riuscita finora solo ad altri due uomini, il norvegese Borge Ousland e l’inglese Pen Hadow, ma anche una sfida contro il tempo dal momento che i canonici 60 giorni solitamente necessari per percorrere i quasi 1.000 chilometri di mare di ghiaccio artico saranno in questo caso ridotti a 46.

Michele Pontrandolfo, pordenonese doc, non è un dilettante alla ricerca di emozioni forti. Sulla sua carta d’identità alla voce “professione” sta scritto “esploratore polare”.
Attualmente è l’unico esploratore polare italiano in attività e nel suo curriculum c’è la conquista dei più importanti regni di ghiaccio della Terra. Dal 2000 ad oggi ha già compiuto 14 traversate – dall’Islanda al Polo Nord, dalla Groenlandia alla Patagonia – di cui 9 in solitaria.
Nel 2009 è stato il primo italiano a raggiungere il Polo Nord magnetico in solitaria con una spedizione di 600 chilometri coperti senza supporti esterni in 32 giorni. Con la spedizione “Groenlandia 2012” ha completato, insieme con il compagno Marco Martinuzzi, la prima traversata italiana da sud a nord dell’isola ghiacciata più grande al mondo dopo l’Antartide. Ben 2.315 chilometri percorsi in 54 giorni per tre mesi di spedizione totale. Dopo le traversate del 2010 e del 2011 – quest’ultima finita con la rinuncia alla partenza a causa delle pessime condizioni meteorologiche dopo 40 giorni di permanenza nell’Artico – Pontraldolfo si prepara ora a un’altra grande impresa: diventare il primo italiano a raggiungere il 90° grado da solo.
La traversata in solitario del Polo Nord
Il prossimo 16 febbraio volerà da Venezia ad Ottawa per tentare, nell’ambito di una spedizione internazionale, una traversata di quasi 1.000 chilometri a partire da Cape Discovery, punto geografico situato a ridosso del 83° grado di latitudine nord, nel Canada Artico. Dal 5 marzo camminerà per 46 giorni con gli sci ai piedi e due slitte al traino sulla banchisa polare, corrugata da enormi creste di ghiaccio che possono raggiungere svariati metri di altezza e coprire zone di grandi dimensioni. In questa immensa distesa di gelo bianco le potenti correnti marine che si muovono dall’Asia al Canada provocano di fatto lo spostamento del pack, il ghiaccio marino, creando non solo queste barriere, ma anche innumerevoli canali che possono, in alcuni casi, essere attraversati solo a nuoto. La temperatura dell’acqua è di 3/5 gradi sotto lo zero, mentre quella dell’aria può raggiungere i 50 gradi sotto lo zero nel mese di marzo.
“Mi sto allenando duramente per essere pronto alle tremende condizioni ambientali che mi attendono – spiega l’esploratore – In questo momento le mie energie psicofisiche sono messe a dura prova dalla consapevolezza che dei sei team che parteciperanno alla spedizione io sarò probabilmente l’unico privo di rifornimento aereo durante la traversata in caso di necessità”.

A causa infatti di cambiamenti dell’ultimo minuto da parte delle compagnie aeree che forniscono il trasporto all’operazione, il tempo a disposizione per effettuare la traversata si è ridotto da 60 a 46 giorni. “Ciò significa che il rischio di aver bisogno di un rifornimento è piuttosto alto visto che dovrò viaggiare molto leggero – spiega Pontrandolfo – Gli altri Paesi hanno garantito un supporto ai propri esploratori, io purtroppo non riesco a trovare alcun aiuto da parte di enti, istituzioni e privati. E’ un rischio non da poco per chi si accinge a una sfida in cui la vita è costantemente in pericolo, ma io credo in questa impresa e farò di tutto per portarla a termine”.

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