MIGRANTI: TORRENTI, INVITO ALL'ACCOGLIENZA

Cavazzo Carnico (Ud), 11 feb – “La Regione, in accordo con lo
Stato, per prima in Italia, ha attuato alcuni atti normativi che
consentono di impiegare i migranti in lavori socialmente utili
così da restituire al territorio che li ospita qualcosa di
concreto. Abbiamo, inoltre, avviato dei corsi di italiano e di
sicurezza sul lavoro, attraverso i progetti locali dedicati, per
1600 persone su 3403 richiedenti asilo ospitati sul territorio.
Progetti che sono utili per agevolare percorsi di integrazione
con la popolazione residente”.

Ne ha dato conto l’assessore regionale alla Solidarietà Gianni
Torrenti in occasione dell’assemblea pubblica che si è svolta
nella sala consiliare del municipio di Cavazzo Carnico per
affrontare il tema dell’accoglienza dei migranti a cui hanno
partecipato il prefetto Vittorio Zappalorto, il vicequestore
aggiunto di Udine, Alessandro Miconi, il direttore della Croce
Rossa Fabio Di Lenardo, il primo cittadino del centro carnico,
Gianni Borghi, con il comandante provinciale dei Carabinieri di
Udine Marco Zearo.

La riunione ha inteso rassicurare ma soprattutto spiegare ai
cittadini le motivazioni e le modalità di arrivo dei 22 afghani
richiedenti asilo politico, di età compresa tra i 20 e i 35 anni,
ospiti dell’Albergo Olivo nel centro carnico.

Torrenti ha rimarcato che si tratta di richiedenti protezione
internazionale che si affidano a noi e ha invitato a non aver
timore di chi si fa identificare e richiede protezione. Da qui
l’importanza dei progetti volti a sostenere e potenziare la
capacità di accoglimento diffusa ed integrata in Friuli Venezia
Giulia attraverso il supporto agli enti locali che accolgono
persone richiedenti o titolari di protezione internazionale.
L’intento è di promuovere l’inserimento, la conoscenza e
l’accettazione reciproca tra persone accolte e comunità
ospitante, attraverso attività socialmente utili ed esperienze
formative, con il coinvolgimento del privato sociale.

L’assessore ha voluto ricordare il dato positivo della nostra
regione dove un comune su tre ha accolto i richiedenti asilo
rispetto alla media italiana che non arriva ad 1 su 10 e ha
ribadito “la necessità di affrontare la situazione, di
confrontarsi con persone che non conosciamo; lo sforzo richiesto
è quello di non avere diffidenza perché i dati evidenziano grazie
all’esperienza di molti Comuni che non ci sono motivi per
preoccuparci”.

Le preoccupazioni dei cittadini, se pur legittime, è stato detto,
non trovano conferme nella realtà, come ha spiegato Zearo
indicando che, in provincia di Udine, non sono stati rilevati
episodi negativi legati ai profughi ospitati nei Comuni che sono
già stati oggetto di controllo e sui quali non ci sono denunce a
loro carico. Analogamente si è espresso Miconi ed è stato
ribadito come il territorio è presidiato e i controlli verranno
ulteriormente rafforzati.

Torrenti ha indicato, infine, come “queste persone devono
rispettare le regole ma hanno il permesso di essere qui e non
sono clandestini”.

Anche il prefetto ha invitato all’accoglienza dei richiedenti
asilo “che si portano dietro ferite profondissime. In questo
percors, i sindaci hanno un ruolo fondamentale nell’integrazione”.
ARC/LP

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