Bearzi

MIGRANTI: TORRENTI/SHAURLI, SENTIAMO RESPONSABILITÀ DI INTERVENIRE

Trieste, 6 lug – “A Udine non ci sono richiedenti asilo non
accolti e gli episodi di molestie e violenze non sono numerosi,
sono circoscritti e perseguiti dalle forze dell’ordine. Ciò non
toglie che sulla cittadinanza vi siano evidenti ripercussioni, e
sentiamo perciò la responsabilità di intervenire”.

Lo ha rilevato l’assessore regionale alla Solidarietà Gianni
Torrenti.

Gli episodi verificatisi alla caserma Cavarzerani “confermano
come la scelta, faticosa e complessa, di un’accoglienza spalmata
su tutto il territorio sia l’unico metodo per rendere compatibile
la crisi umanitaria con le esigenze dei residenti, il rispetto
delle regole e forme di prima integrazione, ad esempio attraverso
l’apprendimento della lingua e le attività volontarie socialmente
utili”.

Secondo Torrenti, “è di gestione potenzialmente critica
l’utilizzo di grandi caserme – invocato ripetutamente dal
centrodestra – come la Cavarzerani stessa, che, pur essendo stata
allestita per 250 ospiti, ha dimensioni tali da permettere, in
emergenza, numeri ben maggiori. E questo è un problema che
avevamo più volte ventilato”.

A Udine sono presenti 264 ospiti in accoglienza diffusa, in linea
con la quota della città. Complessivamente, nelle due caserme si
trovano temporaneamente ospitate 992 persone, a fronte di una
capienza ottimale di circa 350 persone. Per cui, secondo
Torrenti, “la difficile situazione dell’affollamento della
Cavarzerani si risolve necessariamente con continui spostamenti
dei profughi in altre regioni italiane e in quest’ottica è
indirizzato il lavoro della Giunta”. Questa soluzione “prevede la
collocazione in altre Prefetture, visto che i profughi non ci
vengono assegnati ma arrivano direttamente nella nostra regione
dall’estero. L’impegno del dipartimento dell’Immigrazione del
Viminale è di riallocare 500 persone in tempi brevi, oltre alle
200 spostate nei giorni scorsi”.

L’assessore regionale Cristiano Shaurli, da parte sua, ha anche
rilevato che il popolo friulano non corrisponde a quello
raffigurato in certi commenti aggressivi apparsi sul web e sui
social. “I friulani ricordano bene – così l’assessore – la loro
tragica storia di emigrazione e anzi sono quelli che
gratuitamente e silenziosamente si adoperano nell’accoglienza dei
profughi”.

In generale, il piano di accoglienza diffusa che prevedeva la
sistemazione di 3000 richiedenti asilo e che ha coinvolto 82
Comuni, ha avuto piena applicazione con una buona distribuzione
territoriale – ha concluso Torrenti – salvo alcune rare criticità
locali che vanno affrontate anche se riguardano piccoli numeri”.
ARC/PPH/EP

Powered by WPeMatico

facebook
393